Tecnica

Cave libere, acque difficili

Di Massimo Bravo pubblicato il 16/11/11

Da qualche settimana mi ero messo in testa di provare in una cava libera, avevo osservato il luogo per molto tempo prima, anche se saltuariamente, purtroppo avevo notato molto degrado in questo posto, rifiuti a non finire, come tantissime bottiglie di plastica e vetro, resti di fuochi accesi sulle sponde, insomma un degrado ambientale piuttosto evidente.

 Oltretutto avevo notato con mio grande  rammarico  anche alcuni metri di rete, segno evidente  di bracconaggio piuttosto "violento " su questo  povero invaso. Peccato che,  come  il  solito, l’ignoranza di alcune persone, possa trasformare un bellissimo luogo  in una discarica  a  cielo aperto….ma  questa  è la solita  storia……….  comunque ormai  tutte  le acque libere o quasi  sono state prese  di mira  dai  soliti  ignoti  , questo nella mia regione  , ma  credo  che anche nel resto d’Italia la  situazione  non sia migliore.

Lasciai passare le  calde  giornate  estive, e aspettai  che  la  temperatura  esterna  si raffreddasse un pochino, in questo modo le  orde  barbariche che  frequentavano  questo  posto diminuirono  d intensità, e  decisi di affrontare questo  difficile  luogo con alcuni  fine  settimana  di pesca  a partire  dalla  fine  di settembre fino alla  metà  del  mese  di ottobre, almeno questo  era  il  mio intento, quindi studiai il modo di ridurre al minimo tutta l, attrezzatura . uno  zaino  capiente riuscì a  contenere tutto il necessario compreso una piccola tenda  non propriamente  da  carp  fishing, ma  molto mimetica, pochi piombi, alcune  montature, insomma veramente lo stretto necessario. 

Non volevo farmi vedere da  alcuno, non volevo avere sorprese  sgradevoli di nessun tipo, specialmente  nelle  ore  notturne, e scelsi una  postazione molto nascosta in modo da  nascondermi il più possibile alla vista di eventuali visitatori. Avevo notato nelle  visite  fatte  all’invaso, che l acqua era  comunque  molto limpida e  si vedeva  il fondo  fino  a  tre o quattro   metri  di profondità, poi la  stessa  aumentava e il  fondo  scuro  non  permetteva  nessun’altra  visuale.

La cosa più  importante è che avevo  anche  notato alcuni salti  di carpe, non molte  a  dire  il  vero, mi sembravano di taglia media, intorno ai dieci chilogrammi più o meno, cosi a prima  vista, quei pochi  pesci  rimasti che  erano  riusciti   a  sfuggire a  tutte  le  insidie che  avevano  dovuto  sopportare. La cosa  strana è  che  avevo notato anche  un piccolo gruppetto di  amur, e  mi domandai  come  ci erano  finiti. Alcuni erano  veramente  grossi, anche  se  non  enormi e  la  cosa mi  fece molto piacere. L’Amur  è  sempre  stato un pesce  che  per il suo comportamento e per la sua  crescita ha da  sempre  attratto  la  mia attenzione in modo particolare.

Le  sponde  del lago erano molto frastagliate e  quasi irraggiungibili, i  buchi per  pescare  erano molto pochi, non vi  erano, infatti,  delle  postazioni  vere  e  proprie ma  solo alcuni  piccoli spazi tra  la  vegetazione che  era  veramente  impressionante, le  sponde  quasi a  picco completavano questo  piccolo paradiso, e  numerose  piante  in acqua avevano probabilmente fatto in modo  che  si  salvassero alcuni pesci.

Tra  questi notai anche  alcuni black bass di taglia  modesta e  durante  tutte le   mie battute  di pesca  non riuscì a  vedere uno di questi pesci  superiore  ai tre  etti, evidentemente anche questi pesci avevano avuto un prelievo indiscriminato e  molto consistente, come tutte  le  specie presenti nel  lago del resto. Una  sera  dopo il lavoro decisi  di pasturare  preventivamente la mia postazione  prescelta, prima  di pasturare feci molta  attenzione a non farmi scorgere da  alcuno, il  luogo è  comunque piuttosto  isolato per cui riuscì nell’operazione  senza  problemi.  

Non sapendo la  quantità  di pesce presente decisi di  andarci "piano ", 3 o 4 kg di mais  misto a tiger nutts e  un kg  di boilies  alle  spezie completarono la  pasturazione .era  inutile  secondo me aumentare in modo  indiscriminato la  pasturazione, il mio intento era  di  far  assaggiare  alle  eventuali  prede  la  mia  pastura, non di sfamare  i pochi  pesci  presenti, almeno  questo  è  ciò  che  avevo  valutato, poiché i pesci  presenti non erano  sicuramente  molti anche  se il lago era  piuttosto esteso, circa  trecento  metri  per  quattrocento  più o meno, ma  molto irregolare, con molte  piccole anse davvero interessanti e  molte buche  sul  fondo.

Ad  aumentare il  mio interesse era il fondale molto sassoso e  duro quasi dappertutto, con pochi punti fangosi, questo secondo me ne aumentava le difficoltà. In genere succede l’incontrario, in altre parole di trovare  pochi  punti  duri e  molto fango . qui  invece  avviene l’opposto .  si poteva calare una canna ogni  cinque  metri tanti  erano  i punti interessanti, ma  dopo un’attenta  riflessione decisi di usare  solo due canne . imbobinai i mulinelli con del monofilo del trenta, aggiunsi  circa 15 metri di shock leader del 50 unito al monofilo con un classico nodo"  albrigt " che  da  sempre mi da   molta  sicurezza, quindi usai  una  classica montatura safety bolt rig a  cui aggiunsi uno  sgancio rapido con girella.

Completai la  montatura con un finale  di fluoro carbon da  venti libre, un piccolo amo del n° 8  per un innesco con una  piccola  tiger  con un piccolo pezzetto  di  spugnetta gialla per insidiare gli  amur. Su questa usai un piombo da  40  grammi per  pescare a una  ventina  di metri da  riva. Sulla  seconda  canna usai invece  un amo n° 6  con un innesco  doppio con due piccole pop up del quattordici, sempre  montato con un d-rig su un finale  da  venti  libre  in fluoro carbon, con un piombo da 70 grammi poiché dovetti lanciare  a  circa  60 / 70 metri.   Ho scelto  queste piombature solo per  raggiungere la  distanza  prescelta senza  tenere  conto dell’eventuale  auto afferrata della  montatura  stessa. In particolare  per  gli amur credo  che una montatura il più leggera possibile  aumenti la  possibilità  che , una volta preso l’esca in bocca,  non la  risputi velocemente dando  al pescatore il tempo di ferrare.

Ho scelto questi finali perché con un’acqua cristallina  preferisco usare esce piccole e  montature il più invisibili  possibile, specialmente  quando la presenza di pesce  disturbatore  è   nulla o quasi, inoltre  ho scelto di usare  solo due  canne perché, sempre per  questa ragione  troppi  fili tesi  in un’acqua  cosi limpida sono   il modo migliore  per  allarmare le poche  carpe  e  gli  amur  dell’invaso, mettendoli in allarme  e pregiudicando già in partenza la  sessione, almeno  questo  era  ciò  che  pensavo. L obbligo di usare  i back lead è  scontato naturalmente , inoltre ho cercato  di non tendere le  lenze  eccessivamente , ma  di lasciarle piuttosto morbide in modo che  si adagiassero il più possibile al fondale molto sconnesso  e  non uniforme   rendendo  tutto più invisibile. 

Questo evita  che le  carpe  e  gli  amur, questi ultimi hanno una vista  formidabile, possano in qualche modo urtare inavvertitamente  contro i fili che  se  non sono adagiati  perfettamente  sul  fondale, possano   sicuramente essere messi  in allarme . questo  modo di lasciare la lenza un po’ meno tesa non pregiudica il fatto che  l’avvisatore  riceva in ritardo il segnale  di abboccata. 

aturalmente molti non possono essere d’accordo sull’uso di ami piccoli, di esche  piccole e finali sottili, ma ognuno  di noi ha  il suo modo  di pescare dettato dall’esperienza personale, è  proprio questo il bello del carpfishing, scambiarsi le idee e  le opinioni personali e  il modo di pescare, fa  acquisire  esperienza a  tutti, nessuno  escluso  . dopo questi preparativi lanciai le mie esche in acqua  verso le  dieci del mattino  e  con mia  grande  sorpresa  dopo circa un paio d’ore  una  regina decise  di assaggiare l’innesco doppio da  quattordici  millimetri e  fece  capolino dietro  la  mia  digitale con un autoscatto  la foto fu un po’ complicata per  ovvie  ragioni, fare delle  foto  da  solo è comunque  sempre  un problema ma ho acquisita  molta  esperienza  a  fare  le  foto  da  solo.

Comunque fu una  sorpresa  questa cattura ed ebbi   grande  soddisfazione. Dopo questa cattura potevo immaginare  che  il mio kg  di boilies gettate  il giorno  prima erano  sparite  e  decisi di rinfrescare il luogo  con una trentina  di boilies, per  ravvivare l’interesse  vicino al mio innesco. In questa  stagione il  buio sopraggiunge  sempre  più in fretta e  le  notti  si allungano  sempre  di più, alle venti  di sera  era  già   buio da  un pezzo, ed  è qui che  il mio avvisatore sulla  stessa canna decise  di emettere il classico suono  di una  partenza. Un’altra  regina mi fece fare un altro  autoscatto con grande  soddisfazione. 

Devo dire che  ero molto contento dei risultati ottenuti in cosi poco tempo. Durante  tutta la  notte non vidi segnali sui  miei avvisatori e  anche  il mattino successivo non riuscii   a catturare nessun pesce, nonostante  ciò ero molto soddisfatto delle  due  catture, avevo considerato  che  comunque  sarebbe  stato molto difficile catturare qualcosa e  mi considerai  fortunato delle  due carpe catturate  . non vidi  invece  nessun segno  sulla  canna  innescata  con la piccola  tiger-nut, ma  non diedi colpa  all’innesco per le   mancate  catture, piuttosto dalla  difficoltà  di  far entrare  in pastura quel piccolo gruppo di amur  che  avevo  notato  nei  giorni  precedenti  alla pesca. Durante  questa sessione vidi  comunque un settore  del  lago sulla  mia  destra che aveva più attività  e  la  settimana  successiva  decisi di  pescarvi  cambiando praticamente  settore  di pesca, ma  continuando  a  usare  lo stesso sistema  di  innesco  della  settimana  precedente.

Durante  questo  secondo  fine  settimana alle  tre  di notte  presi  il primo  amur di  quel  lago e anche  se  non  grossissimo mi  diede  molta  fiducia, confermando che  l innesco  con la  tiger  e  la  piccola  spugnetta  gialla era decisamente ottimale . questo  tipo  di innesco  mi portò alla  cattura  della   terza  carpa catturata in questo lago, una  specchi di 11 kg dai  coloro bronzei, tipica  dei  pesci  che  vivono  in acque limpide e  chiare. 

Un’ autoscatto  notturno come  ormai  ero abituato   mi evitò  di mettere  il pesce  nel  carp-sac, preferisco evitare   quando  posso,  di stressare  ancora  di  più la  carpa . nei  tempi morti, e  ce  ne  furono  parecchi, ma  questo  era  scontato fin dall’inizio, mi dilettai a  fare  dei  finali  già  pronti  con relativi inneschi, era  un modo  come  un altro  per  fare  passare  il tempo, del  resto  ero a  pesca  da  solo, come  quasi sempre  succede, avevo  anche  riflettuto  su questo, avevo  considerato il fatto  di pescare in  due, ma  pasturare altri  spot  e  mettere  altri fili in acqua cosi limpida  avrebbe  diminuito  di molto la  possibilità  di  fare  catture, oltretutto in due  si sarebbe  fatto  sicuramente molto  più rumore  e  in un  posto  come  questo  sarebbe  stato davvero controproducente, per  questo  decisi  di pescare  da  solo cercando di concentrarmi sul  metodo  di pesca  adottato e  di apportare  dovute  modifiche  se  ce  fosse  stato  bisogno, ma  finora  avevo avuto catturato quattro pesci  su  quattro  partenze e  questo aveva alzato il mio morale  alle  stelle perché  avevo  considerato  questo  posto molto , ma  molto  difficile.

Tra qualche  giorno  vi  racconterò il seguito , ciao  a  tutti.


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Commenti

Kevin il 17/01/18
Ciao, volevo sapere se possibile dov'è la cava in questione, mi sembra di conoscerla.volevo chiederti qualche info nel caso


Marcucci Paolo il 19/11/11
Quando vuoi vieni che peschiamo insieme, senza i tordi e i fagiani delle campagne inglesi, ma i tucani e i pappagalli, con qualche serpente e le formiche rosse. Lo spirito che forse abbiano in comune viene da anni e anni di pesca, io pesco da 40 anni, dalle continue e nuove esperienze che abbiamo fatto, dalla sorpresa della genialitá di molti che possiamo usare per migliorare la nostra tecnica, da un nodo ad un nuovo aroma. ciao pesca fin che puoi io faró lo stesso.


massimo bravo il 18/11/11
grazie Paolo, credo tu abbia capito il mio punto di vista, lo spirito e la voglia di rinnovazione è ancora dentro di me come molti anni fa , e spero di andare a pesca ancora per molto , lo auguro anche a te. ciao


Marcucci Paolo il 17/11/11
Massimo un bell´articolo, peccato che in questa cava non ci siano i miei coccodrilli, le reti non le metterebbero mica. Pescare senza farsi vedere per non avere dei problemi, con i banditi e i bracconieri, ti capisco lo faccio da una vita. Penso che tu abbia la mia etá, oltre i cinquanta, ma come me lo spirito é ancora quello dei venti, pescare di notte e da soli, solo chi lo fá da sá cosa é, bravo scrivi bene.


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