Itinerari

Carpfishing in carinzia: Il Keutschachersee

Di Mirco e Gargantini Family! pubblicato il 16/07/15

Mi chiamo Mirco, sono un appassionato di carp fishing da ben 15 anni, ci tengo a raccontare la mia avventura di pesca sul lago Keutschachersee alla postazione in gestione dalla famiglia Gargantini.
Sono anni che vengo a pesca in questo splendido paese, ho sempre pescato nel fiume Drava con successo, un bel giorno il mio amico Francesco Gargantini mi telefonò per raccontarmi di un nuovo spot per la pesca alla carpa. Subito pensai che era proprio quello che ci voleva… una postazione per il carp fishing dotata di pontili in legno, barca a motore elettrico, ombrellone, panche, grill e una pedana per montarci le tende, insomma cosa chiedere di più…
Dopo aver appreso qualche informazione tecnica sul nuovo spot di pesca e dopo aver visto qualche foto di catture recenti, la tentazione era forte e ho colto la palla al balzo.
Giunti sul posto io ed il mio compagno di pesca Alberto ci siamo subito resi conto della bellezza dello spot, una natura incontaminata, piazzola ben organizzata e ci immaginavamo già le carpe grufolare sul fondo, ci è sembrato un vero e proprio paradiso per il carpista.
La piazzola di pesca dista solo 15 minuti dall’Aktiv Hotel Gargantini, ottima cosa visto che a turni io e il mio socio di pesca una volta al giorno facevamo tappa in hotel per una doccia veloce e per ritirare la cena. A mezzogiorno invece ci preparavamo sempre una bella grigliata di carne a base di costine e wurstel il tutto ovviamente accompagnato da qualche birra fresca.
L’ambiente di pesca è caratterizzato da lunghi canneti, zone di ninfee, rami sommersi e un paio di ingressi di rigagnoli, insomma l’ideale habitat per carpe e amur.
Sono anni che pratico questo tipo di pesca sono rimasto colpito dal numero di pesci persi, infatti la vegetazione e gli ostacoli sommersi ci hanno dato una bella lezione a livello di rotture e soprattutto di pesci slamati, rendendo la sessione dura ma molto tecnica ed interessante.
Ad inizio pescata calammo tutte le canne, sugli spot a noi preferiti e visto che dovevamo pescare un intera settimana, incominciammo con una pasturazione non troppo abbondante ma precisa.
Su ogni canna gettammo all’incirca 1.5 Kg di boiles fatte in casa e qualche manciata di pellets al pesce.
Dato che il regolamento consente la pesca con 2 canne per pescatore, abbiamo dovuto sfruttare al massino le nostre capacità nel capire i punti di passaggio delle nostre amiche “Baffone”.
Fortunatamente la nostra attenta esplorazione del fondale ci ha portato buoni risultati e quasi immediati.
Molte furono le partenze con pesci a volte vicini ai 20 Kg di peso purtroppo come già accennato, furono molti anche i pesci persi, ma si sa, la pesca è così altrimenti sarebbe tutto troppo facile e scontato.
Uno dei ricordi indimenticabili della sessione lo segnò un pesce alle sei del mattino, dopo un diluvio universale.
Il segnalatore del mio Amico Alberto cominciò a fare qualche timido bip, il filo si spostava piano piano trasversalmente verso la sponda dove la carpa in pochi attimi trovò rifugio in un vecchio pilone di un pontile.
Salimmo subito in barca e andammo a tutto gas verso il pesce, una volta nei pressi della aspirata presa ci accorgemmo che il pesce era incagliata proprio nel pilone.
Alberto si gettò in acqua nonostante l’orario mattutino e la temperatura da pelle d’oca nel tentativo di liberare il pesce dall’ostacolo, poco dopo salì in superficie facendo un cenno di ok, il pesce era libero. Dopo qualche minuto di combattimento, il pesce stava per entrare nel guadino quando un ultimo colpo di coda ci fece rimanere di stucco vedendo l’amo sganciarsi proprio sul più bello e il pesce tornare nelle profondità.
Anche questo fa parte del gioco…
La notte seguente ci fece visita una bella regina di oltre 15 kg di peso che fece tornare il sorriso in un baleno.
Le sorprese non finirono qui… Il primo giorno avevo posizionato una lenza in una zona molto lontano da riva con una boiles di mia produzione alla frutta, diametro 40 mm, con una pasturazione massiccia ad una profondità di 10 metri sperando in una partenza di carpa da record.
Il penultimo giorno proprio nel mezzo di una grigliata, il suono del mio segnalatore ci fece piombare sulla canna!! Ferro e sento subito che è un bel pesce. Dopo la foto di rito, l’ago della bilancia si fermò sui 17 Kg, dopo il rilascio immediato tornammo a gettare la lenza nella medesima zona, sperando in un'altra big.
All’ultimo giorno, dopo un abbondante colazione, decidiamo di gettare qualche manciata di boiles nella zona della mia boiles da 40 grazie all’aiuto del gps nella speranza di un ultima partenza in zona “Cesarini”.
Il meteo non prometteva bene per niente, infatti, verso le 10.00 cominciò una pioggia incessante.
Sono le 14.00 e dato che piove a dirotto, siamo rinchiusi nelle nostre tende, quando all’improvviso sentiamo un bip proprio dal segnalatore della canna con la boiles enorme, subito non gli abbiamo dato importanza pensando che fosse la pioggia.
Tutto d’un tratto, la canna comincia a flettersi e la bobina del mulinello comincia a ruotare velocemente “sbobinando” in pochi secondi decine e decine di metri di filo.
Mettiamo l’impermeabile in tempo da record e arrivato alla canna ferro con forza, subito ho sentito che si trattava di qualcosa di veramente grosso.
Dopo essere saliti in barca per il combattimento, dopo soli 5 minuti eravamo sopra al pesce, l’impressione era quella di aver agganciato un treno!!!
Dopo 40 minuti di combattimento al cardiopalma, vediamo affiorare al pelo dell’acqua una bellissima specchio enorme, stimata da entrambi oltre i 25 Kg!
Purtroppo, dopo altri 20 minuti di tira e molla succede qualcosa che ogni carpista teme nelle ultime fasi di combattimento, alla vista del guadino la carpa con tutte le forze è riuscita a slamarsi, facendoci restare a bocca aperta per diversi minuti. Questa scena che ci ha lasciato con l’amaro in bocca non la dimenticheremo mai ma è anche uno stimolo per una nuova battuta di pesca alla ricerca della Baffona del Keutschachersee!.
Come ad ogni fine di sessione si tirano le conclusioni… E’ stata un esperienza molto entusiasmante, dalla quale imparare e migliorarsi e è solo un arrivederci alla prossima battuta di pesca a caccia del record!

Per informazioni scrivete a  Francesco Gargantini al seguente indirizzo e-mail:
albertogargantini@libero.it oppure visitate il sito: www.trophyclub.it   0043-664-9389096


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