Carpfishing: etica e rispetto

di gionata pubblicato il 22/05/16

Alcuni giorni dopo le segnalazioni del ritrovamento di tre carpe morte nel Lago d'Endine, che avevano indicato in pratiche di pesca scorrette la causa della fine degli animali, i carpisti hanno rotto il silenzio. Nonostante le testimonianze avessero indicato alcune persone, e non un'intera categoria, come responsabile delle uccisioni, loro, i pescatori di carpa non ci stanno in alcun modo a passare per scorretti e ai malpensanti questa la rispostadel  Direttivo nazionale di Carpfishing Italia.

 

Carpfishing: etica e rispetto

 

Chi scrive è il Direttivo Nazionale dell’Associazione Carpfishing Italia, ben conosciuta in zona in quanto da molto  tempo organizza annualmente nelle acque del lago di Endine un paio di eventi, “la Maratona Benifica” giunta alla ventesima edizione  e il“Meeting Valcavallina che è avvenimento fisso da diversi anni.   Manifestazioni che hanno da sempre un preciso scopo, devolverne il ricavato in beneficienza. Questo ci ha permesso di disporre di decine di migliaia di euro, fondi investiti a favore del sociale, ne ricordo uno tra i tanti, l’acquisto di attrezzi deambulatori per gli anziani del centro sociale P.A.E.S.E.  Operosità elogiate e riconosciute dalle amministrazioni locali senza distinzione di colore politico. Va anche precisato, per i non addetti ai lavori che la tecnica che accomuna tutti i carpisti, iscritti e non alla nostra associazione, vede nel totale rispetto e nella cura del pesce uno dei cardini principali della nostra etica. Ogni nostra cattura viene trattata nel miglior modo possibile, disinfettata se presenza ferite, ossigenata e rilasciata con ogni precauzione. Diverse giornate sono state dedicate ai giovanissimi, che riuniti lungo le rive del lago hanno avuto modo di interagire con l’atto del rilascio e aprire le loro conoscenza nei confronti del rispetto, imperativo per le specie ittiche e tutta la natura .   

Alcuni giorni fa veniva pubblicato in questo giornale un articolo relativo alla moria di tre carpe avvenuta  nel Lago di Endine. Dal testo si rilevava abbastanza chiaramente che di tali episodi si indicavano come autori i carpisti, coloro i quali praticano la pesca specifica della carpa ” carpfishing” , svolta in questa occasione in modo irregolare, decessi per i quali si adducevano delle ben chiare motivazioni. Che nei confronti delle carpe, e dei carpisti in particolare, vi sia, da una parte del mondo piscatorio qualche disaffezione è risaputo. Sono recenti i tentativi da parte di quest’ultima di privarci dell’uso della barca e il disappunto che  dimostrato nei confronti di una norma mantenuta a difesa del ciprinide.  Vogliamo analizzare alcuni dati?  I frequentatori del lago praticanti il carpfishing, con attendamento, si sono esibiti in oltre tremila giornate di pesca annue, aumentate  notevolmente da pescatori giornalieri. Questo porta ad un importante numero di catture puntualmente rilasciate e alcune più volte nuovamente catturate. Guarda caso la moria, dei tre esemplari, avviene adesso in periodo di frega, lasso di tempo durante il quale questo evento è da considerarsi proprio della natura. Ma anziché riflettere sull’accaduto, cercarne le cause nella dinamica di vita della specie, risulta più facile trovare e additare come colpevole il fastidioso carpista.

Signori miei, noi amiamo i pesci, le carpe in particolare. La loro cattura e maggiormente il successivo rilascio ci trasmettono emozioni e ci fanno vivere momenti indimenticabili. Loro sono l’anello di congiunzione tra noi e la natura, uno dei  veicoli attraverso il quale realizzare l’impegno nei confronti del prossimo. Pensate che loro perdita non ci rattristi? Un solo esempio su tutti,  alla morte della carpa detentrice del peso record in Inghilterra, in quella nazione, è stato indetto un giorno di lutto nazionale.

Il Direttivo Nazionale di Carpfishing Italia.    






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