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Carpe tra gli ostacoli

Di Marco Romano pubblicato il 04/07/15

Mi trovavo ad affrontare una cava libera nel trevigiano conosciuta e ambita da molti carpisti, in una postazione nella quale non ci avevo mai pescato .  Mi preparo tutto nei minimi particolari seguendo lo standard affrontato nelle passate sessioni in cui pescavo in un fondale basso, ricco di ostacoli ma a relativa breve distanza calando dalla barca e pasturando con le solite granaglie e una manciata di boiles attorno all’innesco.

Carico la macchina e parto per una sessione che durerà due giorni in cui sfrutterò principalmente le ore notturne dato che qui le carpe si alimentato maggiormente dalle 21 fino alle  6 del mattino .

Arrivo alle 17 sul posto e fortunatamente non c’è nessuno , la cava è tutta per me  e dopo tutti i vari preparativi alle  20 sono , a mio avviso , perfettamente in pesca .

Ho scelto tre settori contraddistinti da un fondale duro e sabbioso e tutte le canne sono calate a ridosso di rami e canneti a media distanza ; frizione serrata e canne alte e  ben salde  sul rod pod .

Una cena veloce e me ne vado in tenda fiducioso e convinto che a breve si sarebbe mosso qualcosa, infatti alle 22 l’avvisatore inizia a suonare salto fuori dalla tenda e ferro , sento le testate del pesce che, mio malgrado, è ancora molto distante. Dopo pochi secondi di combattimento serrato tutto si blocca, esco fuori con il gommone e mi avvicino alla lenza , dopo vari tentativi di disincagliamento rompo il nylon dello 0.40 e me ne torno amareggiato, forse è stata solo sfortuna .

Preparo nuovamente la canna e calo sullo stesso spot , mezz'ora dopo una partenza decisa mi fa ritornare in barca e nuovamente continuo ad avere i soliti problemi, poco dopo rompo nuovamente . “Fortunatamente per le carpe “ non ho nessun’altra partenza e il pomeriggio del giorno seguente  me ne torno a casa .

Continuo a pensare come poter aggirare il problema dei numerosi ostacoli presenti sul fondale ,quando una sera guardando un video su youtube noto che in una cava francese con molti ostacoli e grosse carpe gli angler utilizzavano come espediente una boa scorrevole sulla madre lenza che tiene la maggior parte del filo sospeso dal fondo.

 Decido quindi di preparami delle boe artigianali utilizzando delle palle di polistirolo e carico i miei mulinelli con una buona treccia dello 0.36 con gli ultimi quindici metri di fluorocarbon dello 0.70, per finire guaina in pvc anti abrasione , amo del 2 con il micidiale sistema blow back che non mi ha mai tradito.

Dopo 2 settimane mi ritrovo li e questa volta decido di fare due notti ;calo le canne praticamente sugli stessi posti e cerco di pasturare a lungo raggio.

Utilizzerò le boe solo di notte mentre di  giorno  cercherò di pescare a breve distanza visto che la cava è spesso frequentata da spinner in belly boat .

Ecco che alle 21 una partenza fa piegare la canna allo stremo, ferro e subito cerco di tirare il pesce fuori dagli ostacoli ,esco in barca e mi dirigo verso il pesce ,dopo circa 10 minuti una bella regina viene a posare sul mio materassino.

L’abbinamento boa e treccia fanno il loro dovere e arriva la mattina con un totale di 7 partenze e nemmeno una slamata . La seconda notte è replica, tutti splendidi esemplari di carpe comuni in perfetta salute.

Sono al settimo cielo e mentre torno a casa penso che molte volte è sbagliato pensare che sia solo sfortuna.

Spesso  sono proprio  i piccoli  particolari a fare la differenza.


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