Tecnica

Carpe a vista

Di Agostino Zurma pubblicato il 05/10/12


Questa esperienza, credo abbastanza insolita, mi capitò grazie all’ospitalità che Luca Foroni mi diede per trascorrere, in solitaria, alcune ore nel lago delle Caselle. Il  mattino iniziò con la frenesia che mai mi abbandona quando si tratta di iniziare una battuta di pesca,figlia delle possibili emozioni che possono scaturirne e ancora una volta mai profezia fu più veritiera. Un passaggio alla Mincio per un doveroso saluto a chi organizzò, nel lontano 1993, il primo enduro italiano a cui ebbi l’onore di partecipare e poi via al lago. Luca quasi in tono scherzoso mi dice “prova a pasturare con continuità dal largo sempre più verso riva,sino a poche decine di cm dalla riva e vediamo cosa succede”.

L’episodio illuminante

Devo dire che li per li non ho dato importanza al suo suggerimento, ma durante la pesca un episodio strano ed inconsueto mi spinse a dare retta alle parole del vecchio amico innescando così una serie di avvenimenti straordinari. Il fatto curioso avvenne durante il recupero di una carpa regina agganciata a circa una quarantina di metri da riva. Dopo una ferrata esaltante e le prime violente fughe, la perdita della zavorra indusse il pesce a condurre la sua difesa a stretto contatto con la superficie incalzato dal mio atteggiamento nel tenere la canna con la punta rivolta verso l’alto. La trasparenza delle acque delle Caselle mi permise di vedere la combattiva preda seguita da tre o quattro amiche che la scortarono sino quasi a tiro di guadino, roteandole intorno come in balletto ben ritmato e preparato a dovere. Questo comportamento di assoluta serenità da parte dei pesci mi colpì e meditando sulla battuta di Luca le mie boilies intrapresero la loro maratona rivolta a portare le carpe a tiro di mano. E’ noto che i pesci, in condizioni di tranquillità e abituati ad uno specifico atteggiamento, possano interagire con l’uomo in maniera esaltante, ma per me quella era una circostanza che si presentava per la prima volta e alla quale non ne avevano preceduto di simili.

Eccole !

Le partenze si susseguivano in modo ordinato, regalandomi splendide e combattive carpe che si alternavano nelle diverse morfologie, ora regalandomi una indomita e nervosa regina, poi concedendomi una lenta e tenace specchi. Uno spettacolo! Il richiamo intanto continuava, ogni trenta minuti circa i miei lanci di esche diminuivano la loro gittata, improvvisamente sagome scure apparvero gironzolando appena sotto la superficie, indicandomi in modo inequivocabile la  presenza delle carpe a circa cinque-sei metri dal mio pod. Avvicinai le esche sino a poche decine di cm dalla riva e lo show che vidi fu veramente incredibile. I pesci, attanagliati da una frenesia incredibilmente accesa frugavano tra i ciottoli alla ricerca del cibo intorpidendo le trasparenti acque con le energiche aspirazioni e con i loro guizzi. Ormai oltre una decina di carpe si erano portate in quel punto, intervallando l’alimentazione con il girovagare intorno alla fonte di cibo, su cui affondare con ritmi ben dosati. Si potevano vedere distintamente regine e specchi, tutte di buone dimensioni. Nel gruppo, una regina quasi albina rifletteva, colpita dai raggi del sole, la sua lucentezza.

 

Ci provo

Visto che il simpatico gruppetto aggrediva con determinazione le esche depositate sul fondo, era quasi  garantito che non avrebbero  potuto tralasciare una bella e vistosa pop up collocata  la in mezzo. Recupero una canna e sostituisco il finale con un “whity pool d’emergenza”(parleremo della sua esecuzione a breve) innescando una gialla banana-ananas super galleggiante. Poso delicatamente la mia insidia a poche decine di cm da riva e vi lancio intorno una manciata di boilies spezzettate e del mais. Da li a poco il branco si avvicina e con ormai abituale frenesia si getta sulle esche facendo sobbalzare anche la bionda pop up, che viene letteralmente coperta dalle sagome dei pesci nel giro di pochi secondi. E’il fulmineo suono del segnalatore che mi avvisa della prima partenza. Ferrata immediata e combattimento che distoglie solo parzialmente e per pochi secondi le carpe rimaste che continuavano indifferenti il loro pasto. La cosa continua con regolarità, ad una a una tutte le componenti del raggruppamento si fanno catturare, in taluni casi si vede distintamente il pesce aspirare l’esca e scappare. Fantastico! Nel corso della frenetica battuta spunta la sagoma inconfondibile di una regina taglia super, più di una volta si avvicina alla pop up allontanandosene con navigata disinvoltura. Ma la tentazione di aspirare quello strano ma invitante bocconcino alla fine prevale sulla diffidenza e anche la magnifica over finisce nel guadino.


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