Tecnica

Le interviste di COL; Mirko Antonelli

Di Robeto Ripamonti pubblicato il 11/05/12

 

Conosciamo Mirko Antonelli, un grande angler che sta ottenendo da tanti ani risultati eccezionali grazie ad una passione sfrenata, un grande equilibrio e d entusiasmo ed un gruppo di amici e collaboratori d’eccezione!

 

1)    Mirko, anche se  sei uno dei grandi pionieri del cf italiano e non solo, vuoi presentarti coma angler e come autore?

Grazie Roberto, sono convinto che il tuo “grande pioniere” sia riferito più alla mia stazza che al mio essere carpista!

Ma veniamo a noi. Mi chiamo Mirko Antonelli classe 1976 e pratico il carpfishing da circa 15 anni con la ferma convinzione di farlo nel migliore dei modi, ossia  legandomi a  persone che ancora credono nel vero senso del carpfishing. Sono sposato con Candida, una “santa donna” che mi sopporta e mi sostiene  in tutto, ed ho un piccolo carpista di nome kristian che invece di giocare con le costruzioni preferisce divertirsi con il papà a rollare boilies. Da 4 anni mi ho avuto l’opportunità di collaborare con te ed il tuo staff nella realizzazione di bellissimi filmati, e di scrivere su CARPONLINE, a mio parere la rivista on line numero uno nell’ambito del Carpfishing italiano. Ma la cosa che mi da più soddisfazione è quella di aver passato dei magnifici momenti insieme a voi fatti di belle mangiate e pescate di tutto rispetto. Per questo voglio ringraziarti pubblicamente

 

2)    Quali sono le tue aree di pesca preferite?

Vivendo nel Centro Italia, pesco principalmente negli spot vicini alla Capitale, anche se posso dire di aver affrontato moltissimi laghi e fiumi importanti a livello nazionale, riuscendo a realizzare catture stupende.

Ho però un’ossessione: non appena il tempo a disposizione me lo consente (circa 2 o 3 volte l’anno) mi reco in Francia per affrontare quei laghi che possono considerarsi una Mecca per  il carpfishing. Nella terre d’oltralpe il carpfishing  è considerato come una grande tecnica e non una “fastidiosa pratica” come succede in molte nostre acque. Oltretutto in Francia non è impossibile effettuare catture di tutto rispetto confrontandosi con carpisti che vantano esperienze colossali.

 

3)    Sei un titolare di un grande negozio ed un eccellente field tester e ci vuoi raccontare che tipo di attività svolgi?

Dato che il carpfishing è la mia passione sono riuscito a trasformarla in un lavoro, sono circa 10 anni che gestisco un negozio specifico per il carpfishing. Dapprima la mia attività era intestata con il nome “Space Carp”  ma da circa 5 anni insieme al mio socio Antonio Di Rienzo abbiamo  creato  la “CARP & CO”,  una società con 2 negozi, uno a Roma ed uno a Rieti.  

Da quando ho iniziato a praticare carpfishing ho avuto la fortuna di collaborare attivamente nello sviluppo e nella realizzazione di tutti i prodotti di una azienda che non ha bisogno di molte presentazione: la CARP-ZONE capitanata da Pierluigi Negri  il “GIGI NAZIONALE”

 

           4)Lago o fiume, cosa preferisci?

 Essendo di Roma e avendo il Turano e Salto a pochi km da casa ho iniziato la mia esperienza in questi due bacini , ma con il passare del tempo e soprattutto spinto dalla continua voglia di nuove esperienze la mia concentrazione si è spostata sui grandi laghi naturali come Bolsena dapprima e Bracciano in seguito. Nonostante i numerosissimi ostacoli (soprattutto burocratici) che si incontrano  per poter svolgere al meglio la nostra tecnica, siamo riusciti ad ottenere dei risultati strabilianti.

Da settembre stiamo battendo per bene il Tevere già con buoni risultati e credo che il 2012 sarà dedicato interamente alla cattura delle magnifiche carpe di fiume e speriamo di riuscire a portare a guadino  qualche bel record.

 

  1. Laghi a pagamento, ci peschi mai e osa pensi di queste acque?

Personalmente no…. questa domanda è un po difficile ma cerco di risponderti dicendoti come la penso.

Parlando da commerciante posso solo dirti ormai i laghi a pagamento sono una vera e propria opportunità commerciale, e perciò essi saranno sempre in aumento, sia in Italia che all’estero.

La loro frequentazione è sempre in aumento, tanto da potersi considerare una tecnica “parallela” a quella originaria del carpfishing.

I laghi a pago sono frequentati da due tipi di carpisti: c’è il carpista che va a pesca in questi posti per cercare tranquillità e sicurezza,  e in questi frangenti giustifico appieno questo tipo di approccio, mentre non accetto i “cacciatori di record” poichè credo che queste persone non proveranno mai le sensazioni che si provano a catturare una carpa di taglia in un luogo naturale, sfidando l’ambiente dove essa è nata e cresciuta.

Parlando da carpista, il bello di poter stare a vero contatto con la natura , trovare un nuovo posto pasturare e catturare carpe mai prese….non ha  prezzo..

 

6) Quali so o gli angler che ti hanno influenzato maggiormente?

All’ inizio ce ne sono stati molti, tra cui posso citare Rod Hutchinson e Leon Hoogendijk, ma parlo di circa 15 anni fa. Poi, con il passare del tempo e avendo conosciuto te, Pino Maffei, Andrea Coroi e molti altri, ho cercato di imparare il più possibile, accettando e elargendo consigli ed esperienze , interagendo appieno e scambiando opinioni, cosa indispensabile per  poter dire di avere un ottimo bagaglio di esperienze .

 

7)  Il lago o fiume che ricordi con maggiore piacere.

Credo che ogni pescata abbia qualcosa di magico ma quella che mi salta subito nei ricordi è stata la sessione di   Bracciano tre anni fa, quando in compagnia di altri tre amici stavamo affrontando il lago in una situazione impossibile, con onde alte un metro e vento a 60 km. Erano le 22.45 e faceva abbastanza fresco, ci chiudemmo  in tenda per gustare un buon caffè. D’un tratto una canna è partita con una potenza sbalorditiva. Saliti in barca non con poche difficoltà siamo riusciti ad arrivare sul pesce dopo aver tagliato circa 500 mt di alghe ed averlo disincagliato per almeno quattro 4 volte. Riuscii a vederla per un secondo nel fondo del guadino senza però riuscire a stimarne il peso, anche perché sinceramente iniziavo ad aver paura. Acceso il Gps mi accorsi che stavamo a 970mt da riva, con l’acqua che entrava in barca e un buio pazzesco. Non  sapevo che fare: slamare il pesce da dentro il guadino e liberarlo subito per avere maggiore manovrabilità, oppure rischiare e tornare a riva con la cattura.

Avendo indossato un buon giubbetto salvagente sia io che il mio socio ci siamo fatti coraggio continuando a lottare con le intemperie e il guadino a mollo. Dopo un po’ ci rendemmo conto che la nostra audacia era stata ricompensata perchè  stavamo adagiando sul materassino  una regina di kg 31.520.

La cosa più bella  di tutta questa storia consiste nel fatto  che la cattura di questo pesce è stato effettata in una sessione trascorsa insieme ad altri 3 amici e tra non si son create invidie e rivalità,  ma al contrario ci ha legati ancora di più costringendoci ad impegnarci per poter ripeterci e magari migliorarci .

 

8) Qual è il futuro del carpfishing italiano

Sinceramente la vedo un po’ nera. Ci sono troppe restrizioni per chi vuole praticare appieno il carpfishing che non sembrano voler cambiare, anzi ogni anno ne esce una nuova e nuovi divieti.

Purtroppo credo, anzi ne sono sicuro che prima o poi potremmo fare le notti e mettere la terza e anche la quarta canna se tutti i posti diventeranno come Bolsena a “circa 20 euro a notte “ e molti altri laghi d’ Italia dove “pagando è tutto permesso”.

 

9) Esche, come ti comporti, cosa scegli ed usi?

Collaborando attivamente con CARP-ZONE  ho la fortuna di poter provare moltissimi tipi di esche. Proprio in questi giorni abbiamo finito di testare l’ultima novità, le SUPER SWEET e debbo dire che gli ottimi risultati ottenuti lasciano ben sperare. Nonostante ciò adoro anche realizzare delle boilies self made e per questo insieme al mio team abbiamo attrezzato un vero e proprio laboratorio semiprofessionale in un locale allestito con macchinari vari dove in un giorno riusciamo a rollare fino a  500 kg boilies. Adoro l’aromatizzazioni al pesce, il top secondo me sono le  MONSTER CRAB  & ASAFOETIDA che uso sia d’ inverno che estate sempre con ottimi risultati.

 

10) Il tuo rig preferito

I miei terminali sono semplici ma funzionali, prediligo la pesca pop up con boilies singole di grande diametro 30/35 il tutto montato su whity pool rig o D-rig. Se proprio non posso pescare pop up mi adatto con un nodo senza nodo. Utilizzo quasi esclusivamente inneschi  “esagerati”,  in questi giorni sto pescando in Tevere  con tripla da venti riuscendo ad ottenere ottime catture. Sto innescando anche tripla da 30 ma ancora non riesco a catturare ma sono sicuro che prima o poi una bella big mi darà qualche grande soddisfazione.

 

11) Un messaggio per chi inizia

Chi entra in questo mondo può considerarsi molto fortunato, ma a mio parere non è tutto oro quello che luccica. In questa pesca la cosa fondamentale  sono le basi , mi ricordo quando ho iniziato io non esisteva internet e quelle poche cose che si sapevano le dovevamo migliorare e perfezionare sulle nostre spalle facendo crescere, nel bene e nel male, il nostro bagaglio di esperienze. Adesso con internet e riviste varie si trova di tutto, ma purtroppo non basta soltanto affidarsi alla teoria, bisogna fare moltissime prove e moltissimi cappotti prima di poter dire di essere un carpista esperto. La cosa fondamentale per prendere le big è sempre e solo una: ANDARE A PESCA! Solo cosi si può  migliorare ed arrivare ad ottimi livelli, non dimenticando mai  la  passione ed il sacrificio. Non credete mai  che qualora riusciste ad effettuare una  cattura Over possano esserci  ditte pronte a darvi “lo stipendio”, la pesca va presa sempre come un hobby e non come un’opportunità di lavoro!

           


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