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Carp Italy-Perché le conferenze?

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 16/02/17

Qualcuno ha posto il quesito se le conferenze che annualmente organizziamo abbiano un senso oppure non siano solo una perdita di tempo.

Di solito queste contestazioni arrivano da chi se ne sta seduto tranquillamente a criticare come il personaggio del Grande Lebowski che Crozza interpreta perfettamente anziché cercare di dare un contributo fattivo ad una macchina oliata ma che si basa su poche forze, un vero motore trainante (voglia di bloccare il bracconaggio) e l’assoluta volontarietà.

Eppure ogni contributo di pensiero sarebbe molto gradito.

Sinceramente ci si domanda “chi ce lo fa fare” visto che nessuno è comunque coinvolto in modo professionale ed inoltre mettere la faccia su questa tematica, può essere pericolosa perché tocca interessi crescenti ed illegali. 

Noi denunciamo pubblicamente una situazione illegale e criminosa contro una associazione  malavitosa che, mediante alcuni suoi rappresentanti è sempre nascosta tra il pubblico presente. Credete non si sappia questo?

In tutti questi anni la conferenza del Carp Italy ha sempre avuto lo scopo di uscire per un momento dall’evento Fiera Mercato e dare un tono culturale seppur limitato nel tempo. Nelle prime edizioni ci si limitava a costruire una decina di appuntamenti tecnici sulla falsa riga degli slide show che vedevamo a Genk, Montelucon e in Inghilterra nelle analoghe manifestazioni.

Le firme di allora preparavano delle mini conferenze generalmente di tecnica o di itinerari e per tutta la durata del Carp Italy vi erano eventi collaterali dedicati alla divulgazione. Idea teoricamente molto valida ma purtroppo, fallimentare visto che taluni interventi anche di alto pregio tecnico, erano frequentati da meno di venti persone e solo un paio di “volti” riuscivano a portare in sala il pieno. Per molti appassionati che si dedicavano a costruire queste conferenze era mortificante per cui decidemmo di chiudere questo capitolo perché verificavamo che , forse per la struttura della Fiera Millenaria, oppure perché gli appassionati erano più interessati a acquistare, non c’era interesse.

Decidemmo quindi, in assoluta libertà, perché mai la Fiera Carp Italy ha mai posto alcun vincolo, di sperimentare la strada delle conferenze tematiche che centrassero argomenti di interesse comune.

Personalmente ne avevo tenuto all'AIPO di Firenze e Bologna davanti a pubbliche autorità ed avevano teoricamente funzionato bene seppure senza seguito materiale. A Carp Italy poteva essere un tentativo anche fallimentare ma avere una fiera mercato basata solo sulla vendita era mortificante per chi voleva provare a fare anche divulgazione e "cultura". 

Un esempio fu la conferenza sulle Flying Carp in cui fu data vita ad una struttura vera e propria facente capo a specialisti della ricerca scientifica e dalla quale stabilimmo un “anno zero” da cui ripartire per cercare di creare una sorta di albo delle acque a pagamento virtuose rispetto a quelle che avremmo in qualche modo bandito.

L’idea era ottima e diversi titolari di laghi parteciparono sia alla conferenza che, successivamente, alle analisi sull’acqua effettuate da  Getaspesca (Dott. Simone Milillo) che conferivano una sorta di certificazione ai laghi che si sottoponevano al controllo.

Diversi accettarono, molti altri si negarono come non dubitavamo sarebbe avvenuto. Tutti i "chiacchierati" facer finta di nulla...

Dalla conferenza sulle Carpe Volanti passammo poi alle prime avvisaglie sul bracconaggio con conferenze denuncia in cui cominciavamo a mettere in guardia le amministrazioni del pericolo incombente. Commettemmo anche qualche errore di valutazione invitando persone che poi si rivelarono essere dalla parte del diavolo ma, solo commettendo errori, si può progredire.

Negli ultimi anni la conferenza di Carp Italy ha invece assunto un ruolo primario ed incontestabile perché in quella sede, al presenza di autorità politiche e pubbliche di vario titolo, ci permette di dire chiaramente e senza riserve lo stato delle cose e le strade da percorrere.

Per questa ragione la valenza della conferenza è enorme poiché in nessuna altra sede la pesca sportiva riesce ad avvicinare la politica locale e nazionale proponendosi in modo compatto ed univoco.

Se da una parte la Federazione ha un suo ruolo fondamentale e diretto nel dialogo con le Istituzioni, la conferenza del Carp Italy è l’altra faccia della medaglia che parla; quella degli appassionati e dei rappresentanti degli operatori del settore.

E’ grazie a questi incontri da cui successivamente (ma con ampio lavoro precedente), sono nate le proposte di legge che altrimenti mai ci sarebbero state. Non ne è nata una sola (purtroppo ma non dipende certamente da noi) ma tre (PD, Lega e M5S).

E’ attraverso questi incontri che parlare con il Deputato o il Senatore XY direttamente a Palazzo Madama o a Montecitorio è diventato più facile e diretto. Perché le conferenze hanno costruito una credibilità tutto il movimento della pesca sportivo ricreativa. E su questa nuova strada si può costruire percorsi nuovi.

Quest’anno proveremo a fare un ulteriore salto in avanti, fermo restando che trasmetteremo immagini molto crude del bracconaggio e dati che sono al limite dello scandaloso; vogliamo anche far capire attraverso interventi mirati di persone di enorme professionalità che la pesca è ambiente e economia ed è un mondo che come pochi altri riesce veramente a coniugare la due cose senza intaccare le risorse disponibili.

Ci proveremo anche quest’anno, tutto sommato mancano poche ore e comincia  salire la tensione sebbene chi salirà sul palco abbia le idee chiare su cosa e dove dovremmo andare.

Esattamente come il gruppo di lavoro che da anni si espone oppure rimane dietro le quinte per cercare di portare un contributo fattivo, volontario e a volte, pure pericoloso.

Ma di quest’aspetto ne parleremo alla conferenza…


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