News

Carp Italy-giorno 2 La l Strada da seguire

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 19/02/17

Che linea seguire?

Dalla conferenza del carp Italy si esce quasi sempre con l’impressione che il traguardo sia a portata di mano anche se si ha la piena consapevolezza che siamo un Paese dai ritmi elefantiaci per cui, per vedere un risultato, si deve aspettare parecchio.

Partendo da questo presupposto, è sbagliato liquidare le parole dette come “ chiacchiere” perché per arrivare a queste, si sono concentrati molto sforzi da parte di gente che vive la pesca da appassionato e raramente, da professionista. Questo è il valore aggiunto pooiché le istanze, partono da teste libere da preconcetti o necessari (a volte) compromessi politici e quindi sono richieste limpide e dirette.

L’anno scorso ottenemmo un ottimo risultato, una legge che come sottolineato da uno dei convenuto alla conferenza, ha dato uno strumento importante a chi opera il controllo. Personalmente preferivo una legge con sanzioni assai più dure ma, in democrazia si deve accettare lesito parlamentare. Alla fine dei conti l'effetto comincia a manifestarsi sotto forma di  interventi delle Forze dell'Ordine e questo è il migliore dei deterrenti.

Nelle mie conclusioni ho chiesto (abbiamo chiesto visto che era una istanza condivisa da tutto il gruppo di lavoro e io sono solo il portavoce), di inserire nella nuova legge Regionale Emilia Romagna un capitolo di spesa per permettere lo smaltimento del pesce sequestrato ma morto.

Sembra una cosa da poco ma una volta che una Polizia Provinciale opera un sequestro di qualche quintale di pesce poi come lo smaltisce? Chi deve sopportare le spese? certamente non la Polizia Provinciale stessa che spesso è carente di fondi al punto da avere probe, i a pagare gli straordinari. Ebbene questo problema è stato posto in chiaro proprio nella nostra conferenza.

Ma il risultato più eclatante riguarda la presa di coscienza da parte dei Carabinieri /ex Forestali che il variegato mondo dei bracco è organizzato in modo chiaro, lineare e para militare. Lungo questa linea le Forze dell’ordine potranno intervenire con efficacia devastante non appena avranno la possibilità di farlo.

Altro aspetto di rilievo è la nascita e lo sdoganamento del concetto di lobby e la cosa personalmente mi fa molto piacere poiché sostengo questa necessità da oltre 10 anni in tutte le occasioni pubbliche così come in tempi non sospetti chiedevo di creare una sorta di “Direttorio” (AIPO di Firenze addirittura) che si coordinasse sulla pesca sportiva.

Allora la ragione era di indirizzo e di promozione della pesca come strumento economico mentre oggi, un direttorio serve come coordinamento nazionale  contro il bracconaggio.

Il senso è identico e verificare che certe teorie stanno trovando terreno fertile è , a mio giudizio, molto positivo perché si stanno superando alcuni concetti che portavano a dividere il settore anziché unirlo.

Così l’esposizione dell’idea FIOPS da parte dell’Avv.to Ruscelli mi è sembrata molto positiva perché porta dritti verso il concetto di lobby che è esattamente il mostro contro il quale combattiamo (e ora non parlo del bracconaggio ma della pesca professionale), da anni.

Loro sono poche decine di  migliaia, hanno finanziamenti da parte dello Stato e dalUnione Europea per milioni e tutte le regole completamente a loro favore.

Noi siamo quasi due milioni e non abbiamo voce in capitolo. 

La strada di creare una federazione che contenga aziende, operatori e associazioni può essere vincente perché fornisce direttamente a chi parla con le Istituzioni (FIPSAS) una vera e credibile voce in capitolo contro la quale certi pre-concetti della politica miope, dovranno cadere.

Moderato ottimismo, tempi lunghi ma un altro passo avanti.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)