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Carp Italy 2017, le ragioni della conferenza

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 17/01/17

Il gruppo di lavoro che in questi anni ha dato vita alle conferenze del Carp Italy ( di cui non cito i nomi perchè non serve), sono al lavoro e per quest'anno credo vi siano margini per una chiamata alle armi veramente importante.

Le due conferenze degli anni passati hanno portato a qualche cosa di concreto che non può assolutamente essere sottovalutato o sminuito.
Su questi aspetti vorrei riflettere per poi arrivare a spiegare perché, imperterriti, continuiamo a martellare.
Effettivamente ci eravamo detti che se non ci fossero stati risultati concreti, non avrebbe avuto senso alcuno continuare e siamo stati davvero vicini alla decisione di intraprendere altre strade. Poi ha prevalso la voglia di continuare perché alla fine dei conti se qualche cosa è arrivato (ed è così in modo incontestabile), lo si è dovuto ad un lungo processo di gestazione che è partito dalle prime proteste di GSI e dalle manifestazioni di Papozze.

Ci sono voluti anni semplicemente per portare davanti all'attenzione del mondo della pesca (non quello delle Istituzioni...) l'esistenza di un grave fenomeno che si chiamava "eradicazione" e che consisteva nel rimuovere con reti e quant'altro, incolpevoli siluri dai nostri fiumi. Dicevano (e dicevamo) che era una idea folle, delirante e che ci avrebbe portato al baratro perché "quello era ciò che poteva vivere nelle nostre acque".
Venimmo derisi, qualcuno più in vista fu accusato di voler lucrare e di inventare di sana pianta. La parola d'ordine era "non siete biologi quindi tacete".

Io fui accusato di "lucrare" per vendere più canne (???) o più video (???), altri furono messi ai margini del mondo della pesca.
Avevamo ragione Noi anzi, avevano ragione i ragazzi del GSI.


Ma la fiammella era stata accesa e non si è più spenta nonostante le minacce, le ritorsioni. Piano piano è nata una consapevolezza che quel che stava accadendo era di una gravità assoluta.Togliere i siluri in tutti i modo ma, nelle reti finiva di tutto....e quindi vedevamo quintali di amur e carpe che, ci dicevano, sarebbero stati re-immessi nelle nostre acque...anzi....l'amur no, perchè come era stato immmesso per risolvere un problema di vegetazione ora era diventato una problema anch'esso da estirpare

Poi venne dichiarato il rischio lipoveno con articoli a firma del Basco e vennero quasi ignorati.

Ci aveva visto lunghisimio perché quel cancro ora è di tutti noi.

Nel frattempo, nasceva l'accordo SoGeMI tanto apprezzato a leggere certi post su FB  che suonavano come una sonora presa per i fondelli a tutti noi che invece, dedicavamo il nostro tempo a cercare di difendere i nostri pesci e la pesca sportiva.

Toccava a noi fare questo?
Forse spettava ad altri istituzionalmente preposti ma non accadeva nulla per cui....


Ed allora ecco alcuni dei famigerati "post" con cui si applaudiva alle reti....con ampio e sospetto anticipo sui tempi. Ma ce ne sono molti altri....

Ve ne cito alcuni ;

12/02/2009   ....Ma porca vacca, quante cazzo di carpe ci sono in un pezzo di canale, ci credo che la vegetazione sparisce, ma cominciamo ben a far la battaglia contro la carpa pesce alloctono.....(2009)

7 /07 /2010  .....Se non passiamo allo sterminio con mezzi industriali non ci saltiamo fuori.......

19/6/2012  ......Complimenti alla regione Lombardia per il raggiungimento di questo meraviglioso accordo, le specie infestanti non possono avere contrasto migliore della pesca professionale

Ecco contro chi si è dovuto combattere così come la strampalata decisione dell'Emilia di depenalizzare l'elettrostorditore che suona tanto come una ingerenza di personaggi "interessati" affinchè, si sviluppasse lo sterminio.

Le conferenze di Carp Italy hanno portato alla luce diverse cose ma al primo posto, hanno instillato nella testa di una certa classe di politici che il problema esiste ed è reale. 

La discussione è giunta in Parlamento e non è poco.

Il problema è stato sviluppato nelle maggiori reti televisive ed è apparso sulla stampa anche nazionale.

Da qui una legge che , seppur con alcuni limiti è operante e non appena il riordino delle Forze di Polizia avrà una fine, potrà essere più efficace.

Intanto fioccano le prime grandi sanzioni molte delle quali sono note, altre, come quelle di cui son entrato a conoscenza oggi, qui nel Centro Italia, sono tenute nascoste perché l'indagine si allarga.

Poi la NUOVA legge dell'Emilia Romagna che verrà ptresentata prorpio nella nostra conferenza e sulla quale ha lavorato anche la pesca sportiva.

Ecco perché anche quest'anno dovremo essere tantissimi a Gonzaga e far sentire la nostra voce in modo composto, credibile e senza urla. Con la mente aperta verso un problema di portata nazionale e non più locale e con interlocutori che vengono non per sentire accuse ma, per ascoltare e aiutarci.

La pesca italiana grazie anche alle nostre conferenze ha assunto una immagine diversa che si sta allargando e questo è un'altra buona ragione per non mollare.

Crederci fino in fondo, ragionare e pian piano anche il mostro sarà debellato e con esso, tutti coloro che lo hanno creato.

Ora tocca andare avanti su due fronti; far capire che ci troviamo davanti ad un ecomafia e convincere la politica che la pesca sportiva è ambiente, posti di lavoro, economia, educazione e sicurezza.

Ed anche questo aspetto sarà toccato con una presenza importante.


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