Tecnica

Capita che a volte vincano loro

Di Matteo Marmocchi pubblicato il 03/03/13

Già, a volte capita che vincano loro, non necessariamente con cappotti, ma con slamature, rotture accidentali o semplicemente perché ci sbobinano il mulinello.

Fa parte del nostro hobby, si vince e si perde, l’importante è non scoraggiarsi, imparare e fare esperienza delle proprie sconfitte.

Qualche tempo fa, feci una sessione di 3 giorni in un lago libero molto difficile, soprattutto per la difficoltà di trovare le carpe nella sua vastità.

Per aumentare le probabilità di successo, decisi di pasturare abbondantemente e preventivamente, in modo da abituare le carpe alle mie palline. Gettai in due giorni almeno 8 kg di boilie fresche consegnatemi personalmente da Gary Bayes, responsabile della Nash Bait.

Prima della pasturazione mi informai se qualche carpista aveva ottenuto dei successi, e le risposte erano che in 20 giorni nessuno aveva catturato niente, solo una piccola carpa da 4kg.

Informatomi sulla situazione presi la mia canna da plumbing e sondai il fondo accuratamente, perché prima di allora non ero mai andato in quella sponda per pescare, e capii che la zona scelta in quel lago poteva essere fruttuosa, a fianco di un gradino lungo 100metri, il fondale calava molto piano per almeno 30metri quadrati. Non notai grossi ostacoli sommersi, solamente oltre i 60-70 metri si trovavano grosse pietre, ma sporadiche. Fondale melmoso con presenza di cozze d’acqua dolce.

Le mie boilie non mi avevano mai tradito fino a quel momento. Mi avevano fatto catturare delle carpe grosse, attorno ai 20kg, per me sono pesci enormi! Non voglio entrare in polemica sui record, perché questi discorsi lasciano il tempo che trovano e ogni lago ha il proprio record e ogni carpista ha la propria filosofia di record, resta il fatto che ognuno di noi è alla continua ricerca di quel pesce che ci renda felici, piccolo o grande che sia.

Nonostante la fiducia oscillava a giorni alterni, pensando agli innumerevoli cappotti che i carpisti stavano facendo in quel lago, e molto vicino alla zona che avevo scelto per la mia sessione, avevo una voglia matta di andare a pescare!

Caricata la macchina partii per il posto, e montai il campo in poco tempo, dopo aver percorso a piedi un sentiero abbastanza ripido con tutta l’attrezzatura, per 4 volte.

Decisi di lanciare in una zona dove il fondale era di circa 5-6 metri di profondità, ad una distanza di 60metri.

In genere pesco a funghetto, con boilie da 20mm e metà pop-up da 20mm posta ad omino di neve, o con boilie del 20 e chicco di mais finto per bilanciare l’innesco. Stringer con 4 boilie e 4 Chain Reaction, il tutto coadiuvato da 300-400grammi di palline sparse attorno con il Cobra.

Le mie boilie erano composte principalmente da aromi quali lo Scopex N1, estratto di Squid e una buona percentuale di Robin Red nel mix.

Il mio terminale era composto da un nodo senza nodo a Blow-Out, lungo 25 centimetri con Missing Link da 35lb e amo del 2 Fang Uni a gambo dritto. Optai per un run rig con corsa del piombo di 15 centimetri. In lenza madre utilizzavo del 0,50 con leadcore. In quell’occasione utilizzavo una canna da 13 piedi da 3,5libbre ad azione parabolico progressiva.

Tutto era pronto per sfidare quel bacino, la mia Double Top Professional era posizionata e tutta la buffetteria era in tenda, niente pod, solamente picchetti.

La notte arrivò verso le 21 e stanco mi addormentai sopra al sacco a pelo e alla mia branda appena arrivata da testare. Alle 23 circa la canna mi partì e dopo 10 minuti di combattimento riuscii a portare a guadino una regina di circa 12kg con una malformazione sul dorso. Notai che sul materassino le mie boilie e ciò mi rincuorò del fatto che piacevano ancora. La mia contentezza fu doppia quando mi ricordai che erano 20 giorni che nessuno catturava niente. Dopo le foto di rito e il rilascio, rilanciai nel solito punto con le solite modalità.

La notte passò in sordina fino alle 6:30 quando la canna mi ripartì, e riuscii a guadinare dopo un duro combattimento una carpa lungi forme da circa 8kg, notai che era un maschio.

Rilanciate le canne notai un bel tronco di albero che lambiva l’acqua, dove c’erano presenti le scritte di chi passava da lì, allora decisi pure io di lasciare la mia firma.

La giornata passava senza sussulti, il vento soffiava forte e mi stavo abbronzando senza sentire calore. Nel pomeriggio un carpista si mise di fianco a me, passammo alcune ore assieme, ridendo e scherzando.

Con l’avvicinarsi della sera decisi di rinfrescare la pastura e l’innesco, ormai ero convinto che tra le 22 e le 24 potevo avere una partenza, come la mattina seguente.

La mia teoria venne subito confermata quando alle 24 la canna mi partì nuovamente, facendomi catturare una carpa da 10kg circa, panciuta e classica futura big!

Il vento soffiava sempre più forte, ma rilanciai esattamente nel solito punto e con le solite modalità. Come la passata notte, tutto tacque fino alle 6, quando una partenza fortissima mi fece sobbalzare, ferrai e la canna si piegò violentemente, una ripartenza di 5 minuti ininterrotti, solo due volte avevo visto una cosa del genere, quando si fermò riuscii a prendere solo 5 metri di filo, ma la carpa ripartì in modo deciso, per altri 5 minuti, sembrava un tonno, il mio cuore batteva a mille perché ero sicuro che quella lì era una carpa record. Tutto d’un tratto si fermò e si impigliò da qualche parte. Non riuscivo più a smuoverla, andai a destra e sinistra per la sponda, ma niente da fare, allora decisi di riposizionare la canna sul picchetto con il filo libero e la frizione aperta. Dopo una decina di minuti, la carpa si liberò, ma dopo due minuti il filo cedette e si ruppe come se qualcuno lo avesse tagliato con le forbici. Ero dispiaciuto, rammaricato, imprecavo la Maremma! Misi la canna a fianco la tenda, presi la videocamera e mi sfogai mettendomi le mani nei capelli, ogni volta che riguardo quel video mi viene da ridere (a presto su Youtube).

Dopo la delusione decisi di smontare tutto, ero preso dalla rabbia. Tornai dal tronco di albero e scrissi che una carpa grossa l’aveva vinta con me (vedi foto). Andai al bar vicino per fare colazione e mi chiesero come era andata e raccontai tutto. Anche loro erano dispiaciuti perché capirono che si trattava di un pesce davvero grosso.

Anche adesso mi domando del perché non sono riuscito a prendere quella carpa, forse se avessi utilizzato della lenza più grossa, forse se avessi utilizzato dello shock leader da 70libbre, forse se avessi forzato di meno, forse se…ma con i se e i ma non si combina nulla, semplicemente non era destino che catturassi quel pesce, tutto qua. Non era il momento!

 

Come nella vita, si vince e si perde, si tenta ad ogni modo di vincere sempre, ma per cause di forza maggiore capita che certe volte, o molte volte, le cose o i fatti non vadano come ci aspettiamo, nella pesca, nel lavoro, nella salute, nell’amore, ovunque. L’importante è che quando si perde non ci si abbatta, bisogna prendere le buone e le cattive esperienze per farne tesoro, per cercare di non sbagliare in futuro, non tutto il male viene per nuocere. Forza d’animo e non piangersi troppo addosso, la vita non è fatta per piangere in continuazione, magari sì, alcune volte è utile piangere, ma poi sempre bisogna alzare la testa, prendere la vita di petto e vivere, nessuno e niente ha il diritto di rovinarci la vita. L’irrazionalità è una cattiva consigliera nel 90% dei casi, cerchiamo sempre di ragionare con la mente, non con altre parti del corpo, ne vale della nostra salute, sia fisica che mentale. Ovviamente è facile a dirsi, ma a farsi è tutto un altro paio di maniche.

Nonostante tutto la pesca è bellissima anche quando vincono loro!


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