Tecnica

Canne da pesca - 2 parte -

Di Guido Campopiano pubblicato il 31/03/15

Canne da pesca  - 2 parte -

 

 

Dopodiché troveremo un altro processo di costruzione, altamente tecnologico e onestamente e quello che preferisco. L’autoclave.

L'autoclave è una camera a chiusura ermetica dove viene a crearsi un sottovuoto, qui vengono inseriti i fogli di carbonio ed all’interno il blank al grezzo, in totale assenza di pressione inizia una cottura a besse temperature, questo processo permette di far aderire gli strati di carbonio perfettamente l'uno con l'altro, espellendo fuori la resina in eccesso.

All’interno di questa camera vengono raggiunte temperature e pressioni inimmaginabili, si parla di circa 40 atmosfere di pressione, in questo modo  l’altissima pressione esercitata sul carbonio permette di eliminare tutti i vuoti d’aria presenti nel blank.

Il processo Autoclave tipico della famosa casa Britannica Century permette di sviluppare blank più sottili e compatti e di ottenere le massime potenzialità della canna per un tempo considerevolmente più lungo rispetto alle canne fissate a forno.

Un altro innovativo processo, praticamente simile all’x45 di Daiwa è la Tecnologia Anti Torsione denominata ATT anche questa tecnologia viene utilizzata dalla Century,  il procedimento  implica l'avvolgimento di fibre di carbonio molto fini attorno alla circonferenza interna del grezzo. Questo sistema contribuisce al rapido ri-allineamento degli anelli durante e dopo la flessione, questo garantisce una reattività straordinaria della canna.

Riassumendo possiamo evidenziare i punti di forza dell’autoclave che sono

  • Presenza nulla di vuoti
  • Sensibilità aumentata
  • Carbonio più compatto

Grazie alle eccezionali proprietà meccaniche, l’utilizzo di questa tecnologia ha requisiti di gran lunga superiori agli altri metodi utilizzati per la costruzione, purché si punti decisamente sulla qualità della fibra e della lavorazione.

Gli anelli, e qui tocchiamo un tasto dolente, innanzitutto iniziamo col dire che la moda non ha limiti, molti ragazzi acquistano canne senza sapere dei dettagli tecnici di cui tener conto.

Esistono varie aziende che producono anelli per le nostre canne, quelli maggiormente utilizzati sono i Fuji ed i Kigan, tanto per elencare due marchi.

L’unica differenza che c’è tra i due marchi risiede nella struttura del ponte, o meglio nel tipo di metallo del quale è costituito, a quanto pare sembra che il tipo di acciaio utilizzato negli anelli Kigan si più morbido rispetto al più rigido Fuji, ciò determina sicuramente una migliore azione del blank, ma sono delle caratteristiche che vanno studiate canna per canna, in quanto i blank delle varie aziende lavorano diversamente in base ad ogni tipo di anello, pertanto ogni canna può lavorare meglio o peggio con anelli di marchi diversi.

Ci sono pareri diversi, ma tutti parlano di resistenza, il problema principale non è la resistenza ma la dispersione di calore data dallo sfregamento continuato e prolungato, questo avviene all’interno dell’anello, quindi sulla pietra.

Le pietre utilizzate per gli anelli sono in ALCONITE o SIC dove alconite sta per AL alluminio, C carbonio, O ossigeno, N azoto, sostanzialmente parliamo di “ossido di alluminio”  e Sic che sta per “carburo di silicio”, l’unica differenza tra le due sono la dispersione del calore date dallo sfregamento come avevamo anticipato.

Dato che la pietra in alconite tende a scaldarsi di più, possiamo dedurre che il filo sotto stress tenderà a deformarsi, aumentando la percentuale di rottura. Situazione completamente diversa per quella in sic che rimanendo fredda, non provocherà alcuna modifica al filo. Per ciò che concerne l’uso di trecciati le differenze si noteranno meno perché la treccia è molto più resistente del nylon, però se siamo abituati ad utilizzare trecciati sui nostri mulinelli la pietra in sic è particolarmente indicata.

E’ doveroso rappresentare che per quanto riguarda i dati di usura delle due pietre ci sono delle differenze che saranno misurabili solo a distanza di anni 10/15 anni, pertanto non fasciamoci la testa più di tanto.

Per quanto riguarda il telaio dell’anello esistono telai in ACCIAIO ed in TITANIO.

Quelli in acciaio sono i classici anelli che conosciamo non hanno particolari proprietà da elencare, sono abbastanza robusti e duraturi nel tempo, negli anno non sono stati rilevati specifici difetti da rappresentare.

Da qualche anno la famosa azienda Fuji ha immesso sul mercato una nuova serie di anelli denominati Titanium, appunto costruiti in titanio una lega   leggerissima tra il 35 ed il 45 % in più leggero rispetto a qualsiasi tipo di acciaio, resistente 3 volte di più di una qualsiasi struttura di acciaio ed anticorrosivi in quanto studiati per avere un elevatissima resistenza alla corrosione, riducendo i problemi di manutenzione, il top che si possa trovare sul mercato.

E sempre in tema telaio la Fuji ha immesso sul mercato una nuova serie di anelli, denominati K, proprio a ragione del sua forma.

Si tratta di anelli caratterizzati da un nuovo telaio chiamato "tangle free" letteralmente libero da groviglio, ed infatti questo nuovo telaio  impedisce al filo di formare nodi e parrucche intorno all'anello nel momento del lancio e di liberarsi autonomamente in caso di loop accidentali.
Il materiale utilizzato per la realizzazione del telaio è appunto il titanio, ma si trovano anche in acciaio, gli anelli sono disponibili sia con pietra in SiC che in Alconite. Si possono scegliere colorazioni diverse, ma ciò riguarda solo in gusto estetico e non preclude alcuna funzionalità.

Esistono poi diverse varianti di anelli quelli che vengono generalmente adoperati sono a ponte singolo o a doppio ponte, il ponte singolo irrigidisce meno la canna, essendo meno rigida ci farà provare qualche emozione in più durante il combattimento e la curva della canna sarà più parabolica, mentre il doppio ponte dona più potenza alla canna, il bank risulterà più rigido, l’azione della canna viene spezzata e la canna assumerà un azione leggermente più dura, quindi meno parabolica.

 

L’azione di una canna non è altro che il punto di flessione della stessa rispetto alla lunghezza del fusto.

Le azioni si dividono in: azione di punta, parabolica progressiva e parabolica.

Azione di punta: è il tipo di azione più utilizzato dagli agonisti e nelle gare di pesca, questo tipo di azione ha il pregio di concedere una ferrata più rapida e decisa rispetto ad altre azioni. Di per se rende più ardua la gestione di prede importanti. In fase di combattimento, noteremo che solo la parte del cimino risentirà dello sforzo. Particolarmente indicata per pesca a lunga distanza, o in tutti quei luoghi dove serve potenza. Una canna inoltre consigliate per chi pesca al lancio e se si vogliono raggiungere buone distanze queste canne fanno per voi, permettono di norma di lanciare pesi importanti.                                                                Azione parabolica progressiva: è il tipo di azione più utilizzato nel quotidiano perchè permette una corretta gestione delle prede, anche di taglia importante e nello stesso tempo, possiede una grande sensibilità in punta. In fase di combattimento noteremo che la canna si piegherà fino all’innesto dei 2 pezzi, lo sforzo sarà sostenuto non solo dal cimino, ma anche dall’ultimo terzo di canna. Una canna indicata per qualsiasi bacino, ottima nel lancio in considerazione che il manico flettendo in modo ridotto restituisce potenza velocemente, ottima anche nelle ferrate la sua azione permette di ferrare in maniera decisa, ed asseconda in maniera egregia le fughe del pesce.                             Azione parabolica: è un tipo di azione molto morbida, non permette una corretta ferrata del pesce a causa della eccessiva elasticità, ma permette di gestire qualsiasi prede, in quanto la sua azione frenerà qualsiasi ripartenza. Una canna con questa azione è estremamente divertente, l’utilizzo ad una certa distanza non è consigliabile in quanto il manico flette completamente non restituendo potenza, se proprio si vuole provare è consigliabile, se non obbligatorio l’utilizzo di trecciati, per permettere una maggiore sensibilità dell’esca ed un contatto diretto con il pesce. In fase di combattimento, lo sforzo sarà sostenuto da quasi tutto il fusto, che formerà una vera e propria parabola. Una canna che non permette di lanciare pesi consideranti. Molto valide nel sottoriva.


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