Tecnica

La scelta della canna

Di Guido Campopiano pubblicato il 11/03/15

  

Canne da pesca  - 1 parte -

 

 

Quest’oggi voglio proporvi un argomento che molti appassionati sottovalutano. Parliamo di canne da pesca, come sono strutturate, i materiali che la compongono, e soprattutto quale canna scegliere in base alle nostre esigenze di pesca.

Le mie esperienze passate mi hanno fatto commettere degli errori, ma allo stesso tempo mi hanno permesso di ragionare sugli sbagli che sono stati fatti.

Nei primi anni di approccio alla nostra amata tecnica ho avuto la possibilità di acquistare svariate tipologie di canne da pesca dalle più belle esteticamente, alle meno belle, dalle più morbide a quelle davvero dure, nonché dalle più corte alle più lunghe.

Facciamo chiarezza su alcuni aspetti, evidenziando i punti più importanti,  soprattutto per chi è alle prime armi e non sa come scegliere la canna giusta, proprio come lo è stato per me, cercare di approfondire meglio l’argomento, per poter acquistare la canna giusta.

 

Sostanzialmente potremmo dividere l’argomento in 2 punti, UTILIZZO E SENSAZIONE.

 

Il primo punto da cui partire è individuare l’utilizzo  che se ne vuole fare, cioè se si pesca dalla barca, se si pesca da riva ed a sua volta se si pesca a breve o lunga distanza.

Il secondo punto è la sensazione, quella che proviamo durante il combattimento con la preda.

 Dobbiamo fare delle scelte e decidere se vogliamo dare importanza a tutte le vibrazioni che emetterà il pesce lungo la canna, i cambi di direzione, le scodare, le fughe improvvise, e quindi il puro divertimento, oppure dare importanza alla potenza della canna, alla distanza e quindi lasciare l’emozione delle sensazioni da parte.

 

Le caratteristiche che più ci interessano e che andremo ad analizzare sono:

  • La lunghezza
  • L’impugnatura (placca portamulinello)
  • Il manico
  • Il fusto
  • Gli anelli
  • L’azione

 

La lunghezza di una canna è fondamentale essa deve essere acquistata in proporzione del nostro fisico, questo perché la canna non è altro che il prolungamento del nostro braccio durante il lancio e durante il combattimento. E’ inutile andare ad acquistare canne da 13 piedi se poi siamo alti 1.60 metri, troveremo la canna sproporzionata alle dimensioni del braccio, pertanto troveremo difficile effettuare un buon lancio e troveremo altrettanta difficoltà nell’impugnare la canna stessa perché la placca porta mulinello sarà posizionata ad una altezza superiore rispetto ad una 12 piedi.

Mi preme sottolineare che queste caratteristiche sono estremamente soggettive, sono esperienze che ho provato sulla mia pelle e che possono variare da soggetto a soggetto, ma in linea di massima dovrebbero corrispondere alla realtà.

Ultimamente sono state commercializzate canne da 9 e da 10 piedi, sono canne che vengono adoperate se si pesca esclusivamente in bacini molto piccoli, o per effettuare una pesca marginale dove la distanza non interessa, molto indicate per i piccoli canali ma utili anche se peschiamo dalla barca esse hanno l’evidente caratteristica di essere immensamente comode e maneggevoli dalla barca.

E’ evidente che la gittata della canna è direttamente proporzionale alla sua lunghezza, canne da 13 piedi avranno una gittata maggiore di una canna da 12, da 10 o da 9.

Una particolarità da sottolineare che va a favore delle 13 piedi è la ferrata, esse avranno una ferrata molto più rapida perché quei 30 centimetri in più rispetto ad una canna da 12 piedi a lunga distanza farà in modo di avere una ferrata maggiore, molto più reattiva. Provo a spiegarlo in parole povere immaginiamo di avere due canne vicine una 12 piedi ed una 13 piedi, ma con l’esca posizionata alla stessa distanza, se le alziamo in aria noteremo che la canna da 13 piedi essendo più alta ci darà la possibilità di avere meno filo in acqua, quindi meno attrito con l’acqua stessa, pertanto la ferrata sarà più veloce, è normale che parliamo di aspetti minimi, ma a volte possono fare la differenza.

Quindi ricapitolando possiamo dividere:

Canne da 9 e 10 piedi: Piccoli Bacini, pesca marginale, pesca dalla barca, una canna che può essere usata da qualsiasi pescatore dal più basso al più alto.

Canne da 12 piedi: Bacini di media e lunga distanza, una canna versatile, anche questo tipo di canna può essere usata da qualsiasi persona.

Canne da 13 piedi: Particolarmente indicate per bacini in cui si pesca a lunga distanza, per soggetti alti da 1,75 cm circa in poi.    

 

L’impugnatura di una canna non è importantissima per ciò che concerne l’aspetto tecnico, se non fosse per l’ergonomia nella presa della canna e nella durata nel tempo dei materiali che andremo ad utilizzare.

Le impugnature che vengono costruite oggi giorno, sono essenzialmente di 3 tipi, abbiamo la canna con il suo carbonio al naturale, la canna rivestita con materiale EVA, simile al neoprene, e quelle rivestite in sughero, tutte quelle elencate non hanno nessuna utilità tecnica, ma servono ad abbellire la canna, pertanto aspetti estetici molto soggettivi. L’uno aspetto tecnico che potremmo evidenziare è il calo di sensibilità nelle canne con impugnatura in sughero ed in EVA, avremo molta più sensibilità nelle canne con il carbonio a vista per intenderci, questo perché la mano sarà a diretto contatto con il carbonio, e non avendo il rivestimento in più sul blank è logico che la sensibilità sia maggiore.

All’interno dell’impugnatura troviamo la placca porta mulinello.

Le placche porta mulinello comunemente in commercio e che vengono utilizzate per le canne da carpfishing sono le classiche Fuji, o le attualissime placche a

Alps.

Ci sono svariati modelli per ognuno di essi, io elencherò in linea di massima quelli che generalmente vengono utilizzati.

 

 Iniziamo con la classica montatura Fuji, una montatura molto economica in materiale denominato grafite, in pratica sono le classiche placche standard che troviamo sui modelli più comuni, è una placca economica anche se parliamo di Fuji, e quindi parliamo di materiale di qualità, esse hanno un peso non del tutto leggero sono placche che troveremo su molti modelli, classica placca a vite singola.

 

Poi troviamo le famose ed avanzatissime placche Alps, nonché spettacolari dal punto di vista estetico, sono placche di norma costruite a 3 facce, ma se ne possono trovare di svariati modelli,  quest’ultime costruite in alluminio marino anodizzato rappresenta il top delle placche porta mulinello, sono costituite da una doppia vite che dal basso si porta verso l’alto, la doppia vite permette il serraggio del mulinello estremamente fermo alla placca stessa, inoltre la sua leggerezza rende la canna tremendamente leggera e bilanciata.

 

Il manico di una canna da carpfishing non ha particolari elementi da valutare, (quando parlo di manico intendo dall’impugnatura fino al calcio della canna) se non quello di essere robusto, ma non tanto nella dimensione quanto più nella sua potenza, il manico può essere anche sottile, l’importante che sia  forte, energico, rigido e questo perché deve poter avere un ottima riserva di potenza sul fusto aumentando di conseguenza la forza nel lancio e per fare questo il pedone deve avere le caratteristiche che ho elencato, questo agevolerà la partenza in fase di lancio aumentando di conseguenza la nostra gittata, se abbiamo una canna troppo flessibile la potenza si disperderà nella flessione, proprio nella parte che va dall’impugnatura al calcio pertanto perderemo potenza in fase di lancio. Quando abbiamo la canna tra le mani appoggiamo il calcio a terra e con la mano  facciamo pressione nella parte centrale proprio tra la placca e il calcio così potremo notare quanto flessibile sia la canna, e valutare di conseguenza, in questi casi però fatevi assistere dai più esperti, per evitare possibili crack, non si sa mai…..

 

Il fusto rientra tra quella componente che fa lievitare il prezzo.

Quasi tutti noi abbiamo iniziato a pescare con canne costruite in fibra di vetro, queste erano canne di qualche anno fa, ma ancora c’è qualche azienda che le distribuisce, esse avevano la caratteristica di essere estremamente economiche questo dettato dal fatto che la fibra di vetro è molto più pesante del carbonio, è un materiale versatile, e duraturo nel tempo, essendo un materiale pesante è facile desumere che la sensibilità in fase di combattimento era molto limitata, queste canne man mano sono sparite dal mercato dando inizio all’era del carbonio di cui la maggior parte delle canne da carpfishing sono costituite, non ci sono tanti tipi di carbonio ma quello che contraddistingue un carbonio migliore dall’altro risiede nella tecnica di lavorazione del carbonio stesso. Iniziamo col dire che il carbonio è un materiale leggerissimo, costoso e che permette una eccezionale sensibilità. Il carbonio di cui sono costituite le canne da pesca è praticamente un materiale composito, cioè costituito da più componenti, nel nostro caso è costituito da filamenti di carbonio (Fibra di Carbonio) e resina, questa serve per mantenere in posa le fibre di carbonio, in pratica le fibre di carbonio vengono intrecciate tra di loro, dopodiché cosparse di resina, poi dopo vari processi viene eliminata la resina in eccesso (detto in forma molto sintetizzata). Il carbonio di cui sono costituite la maggior parte delle canne da carpfishing è il carbonio ad alto modulo. Ma sappiamo in realtà cosa sia quest’alto modulo?

L’alto modulo non è altro che la densità di fibre esistenti nella struttura o nella tessitura del carbonio stesso, più il carbonio è pressato più alto sarà il modulo e di conseguenza minore sarà il peso, a sua volta maggiore il prezzo.           . Potremmo sentire parlare anche di carbonio 1k e carbonio 3k, ciò indica la quantità di fibre intrecciate tra loro, 1k sta per 1000 filamenti, 3k sta per 3000 filamenti e cosi via, a sua volta cambia anche l’intreccio tra di loro 1k è un intreccio finissimo e molto costoso, il 3 k è un intreccio più ampio, più largo, e cosi via.

E’ facilmente comprensibile che un carbonio con 3000 filamenti sia più rigido di un carbonio con 1000 filamenti, pertanto avremo un’azione più dura.

Di recente è stato immesso sul mercato una nuova tecnologia di lavorazione del carbonio denominato 3DX che viene utilizzato dalla famosa casa nipponica Daiwa, la quale ha attuato questa tipologia sulla Tournament-Basiair, si tratta di un carbonio che rende la canna rapida  ed estremamente potente nel lancio.

In pratica la Daiwa ha rivestito il blank della canna costituiti da fibre di carbonio a basso contenuto di resina, con un tessuto supplementare, il quale anziché essere costituito da fibre che vanno in sole 2 direzioni, il rivestimento supplementare creerà una forma a nido d’ape rendendo il carbonio tridimensionale, quindi si avrà un orientamento delle fibre in 3 direzioni.

Con questo tipo di carbonio quando la canna sarà sotto sforzo il peso sarà distribuito lungo tutto il fusto, diminuendo problemi di torsione, migliorando la performance della canna, avendo più precisione e più potenza.

Questo tipo di carbonio viene utilizzato per quanto mi riguarda su canne da lancio, se quindi cerchiamo la distanza, questo carbonio è quello che fa per voi, se cerchiamo una canna sensibile è da evitare data la sua particolare rigidità.

Sempre in casa Daiwa è stata studiata una nuova tecnica di lavorazione del carbonio, si chiama x45. Lungo il fusto della canna in azione esistono le sollecitazioni di compressione e trazione, quando la canna è piegata sulla parte superiore del blank avviene la trazione perché la canna si allunga, nella parte inferiore avviene la compressione perché la canna si restringe, a questi piegamenti le canne sopportano egregiamente perché sono studiate per questo, ma nel caso in cui vi sia una torsione, quindi nel caso in cui la canna giri verso sinistra o verso destra, appunto una torsione su se stessa, la canna potrebbe avere complicazioni, la torsione non solo è causa di rottura ma anche di imprecisioni nel lancio, e di perdita di potenza, infatti Daiwa ha pensato a ciò disponendo le fibre di carbonio in maniera diagonale  e bi-direzionali lungo tutto il fusto, costringendolo a lavorare correttamente anche in questi casi.


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