Tecnica

Canapa!

Di Agostino Zurma pubblicato il 04/07/16

La canapa, Cannabis sativa, è una pianta che raggiunge, e a seconda delle razze supera, i tre metri di altezza, è conosciuta all’uomo e dallo stesso coltivata sin dal terzo millennio prima di Cristo. Si tratta di una pianta erbacea annuale, che appartiene alle Moracee, sottofamiglia delle Cannaboidee. Si presenta con un fusto eretto di forma semplice poco ramificato con foglie opposte. Coperta da una fine peluria e da numerose ghiandole, emana un odore particolare intenso. Il frutto (volgarmente detto seme) ,che è la parte che a noi interessa, è un piccolo achenio di forma  ovoidale leggermente schiacciato, di colore grigio-verdastro; è senza albume, e ricco d'olio. Specie molto diffusa principalmente nel Vecchio Continente ed in Asia, di essa si può utilizzare praticamente tutto: i semi vengono utilizzati nel campo alimentare, maggiormente animale, da corteccia e fusto si ottiene una fibra utile per tessuti, mentre le foglie si prestano alla produzione sia di olio essenziale che, in alcune varietà, di una droga ( Cannabis indica nota come canapa indiana). Ha una crescita migliore soprattutto nei climi temperati una buona adattabilità a vari tipi di terreno purché si presentino ricchi di sostanze organiche.

Proprietà 

Le caratteristiche dei semi di canapa sono da attribuire specialmente all'alta presenza degli acidi polinsaturi importanti per combattere e prevenire diversi disturbi tra i quali l'arteriosclerosi, disturbi cardiovascolari, colesterolo, artrosi, malattie del sistema respiratorio (ad esempio asma, sinusite e tracheite).Un utilizzo regolare può contribuire a mantenere in buona salute diverse ghiandole e muscoli e rinforzare il sistema nervoso, una vera medicina naturale. I semi di canapa apportano un valore nutrizionale che si può definire globale, naturalmente rispetto ad altri nutrimenti di derivazione vegetale, ecco perché sono assimilati tra i cosiddetti alimenti “proteici completi”. E proprio il  perfetto bilanciamento dei  suoi componenti che agisce in maniera incontenibile nei confronti delle carpe. Infatti, il 25% rappresenta proteine, in una combinazione unica che vede presenti gli otto aminoacidi essenziali                                               (leucina,isoleucina,fenilalanina,lisina,metionina,treonina,tripofano,valina) per la sintesi proteica, quest’ultima ha il fine principale del rinnovo cellulare. L’apporto vitaminico si può ritenere interessante, vitamina E, come quello relativo ai sali minerali(calcio,magnesio,potassio)
La parte lipidica dei semi di canapa è prevalentemente composta da grassi insaturi: i famosi omega 6 e omega 3 importantissimi tra le altre cose  per generare energia e per la produzione di alcuni ormoni.    

Esca incredibile

Possiamo considerare la canapa come un’esca atta a creare una piattaforma d’interesse per i pesci verso gli alimenti e quindi nei confronti della specifica esca proposta. Tale caratteristica può essere indirizzate anche verso boilies sbriciolate o altre piccole granaglie. Il principio base è quello di attirare, incuriosire e convincere la carpa ad alimentarsi con ingordigia ed avidità abbandonando così ogni atteggiamento legato alla diffidenza. Il concretizzarsi di questa frenesia alimentare, porterà il pesce ad essere meno sospettoso nei confronti del nostro inganno e, abbandonando ogni remora difensiva, maggiormente propenso ad attaccarlo con determinazione. La canapa per la pesca si trova in commercio in diverse forme: quella naturale per la quale saremo noi poi stabilire il metodo di preparazione adeguato; pronta all’uso, questa in barattoli di ridotte dimensioni( non sono certo adatte al sottoscritto visto l’uso quasi industriale che ne faccio); sottoforma di pellet, farine e olio.

 

Pellet e farine

Di questa particolare esca, il pellet, si è parlato abbondantemente relativamente a conformazione, utilizzo e strategie per il suo impiego. Solo alcune integrazioni su quelle alla canapa visto il prodotto da cui derivano. I sottoprodotti della lavorazione dei semi della canapa, tipo il guscio, mantengono  una forte presenza di sostanze attrattive e di oli; inoltre la loro composizione con presenza di materiali del legno e della cellulosa li rendono particolarmente adatti alla preparazione dei cilindretti di pellet. Possiamo quindi affermare che quest’ultime riescono a presentare caratteristiche simili ai semi originari, un vantaggio certamente importante, considerato che i pellet hanno una facilità e una rapidità nell’uso sicuramente pregevole. Bagnati e lasciati sciogliere, i pellet possono successivamente essere mescolati con farine per pastura e leganti, l’aggiunta ulteriore di parti liquide, quali stimolatori e attrattori origina un ottimo method mix. Sono presenti nel mercato diversi tipi di farina di canapa, macinata e tostata con i quali miscelare i nostri mix, generalmente la percentuale da utilizzare sarà del 10-20 % del volume massimo. 

Uso

Come insostituibile pastura si può utilizzare in tutte le applicazioni della tecnica, dalla pesca marginale, impiegando un cucchiaione, alla pesca a media e lunga distanza mediante l’uso di rochet o dei rivoluzionari spomb, sempre non si possieda una barca o un barchino radiocomandato. Quando i pesci entrano in frenesia alimentare, grazie agli impulsi trasmessi dalle scie oleose rilasciate dal piccolo seme, l’esca sarà sicuramente aggredita dai pesci qualunque essa sia. L’abbinamento pastura-esca può quindi spaziare dalla fantastica tiger ad un paio di gialli chicchi di mais, per finire con boilies magari nate da un mix con taluni ingredienti riferibili alla canapa. Potete utilizzarla anche in inverno, senza timore che le sue parti oleose possano non avere alcun effetto, mantiene comunque  la propria efficacia.  

La canapa non si limita ad essere un interessante alimento adatto a preparare grandi ed invitanti letti di pastura, ma per i più caparbi  può essere utilizzata anche come innesco vero e proprio, forse un poca laboriosa la preparazione ma senza dubbio efficace il risultato. Il metodo più semplice, per collegare i semi di canapa al capello, è quello di usare delle calze di nylon. Basta prenderne un pezzo, stenderlo e collocarne al centro una piccola dose di semi cotti. Fatto questo si dovrà arrotolare e stringere questa parte di calza in modo da aumentarne la compressione e la compattezza per poi annodare il tutto con un pezzo di dacron. In pratica lo stesso procedimento che utilizziamo quando si vogliono proteggere le boilies dagli attacchi dei gamberi, usando appunto le calze. Basterà poi legare, mediante l’uso del bait floss, l’insolita boilie ottenuta all’anellino, di cui avremo dotato il capello e il lavoro sarà finito. Per rendere la presentazione neutra o addirittura galleggiante basta inserire tra i piccoli semi di canapa un chicco di mais finto o una piccola pallina di sughero/pezzo di spugna galleggiante magari avendoli tenuti prima in ammollo su dell’olio di canapa. 

Un accorgimento che uso durante il lancio è quello di inserire l’esca così confezionata all’interno di sacchetto in PVA con delle pellet alla canapa. Questo per evitare che lo sforzo del lancio possa staccare dal capello la particolare boilies così confezionata. 

Preparazione

Come per tutte le granaglie anche la canapa dovrà seguire delle regole importanti e necessarie nella sua preparazione per evitare eventuali danni ai pesci. Prima su tutte il bisogno di assorbire un’elevata quantità di acqua e in seguito essere sottoposte a una giusta cottura. Vediamo un paio di procedimenti personalizzati.

Canapa dell’amur

  1. mettere in ammollo la canapa per circa 15  ore con 4-5 spicchi di aglio ogni 5 kg di prodotto;  
  2. portare in ebollizione il preparato finché i semi non cominceranno ad aprirsi circa 5-10 minuti aggiungendo 3 gr di aglio in polvere per kg di prodotto secco.  Spegnere e trasferire il tutto in un capiente contenitore ermetico;
  3. chiudere bene il contenitore e lasciare raffreddare.   

  

Canapa del Samurai

Tra le varie preparazioni dei semi di canapa in cucina, vi è una tradizionale pietanza giapponese a base di spezie che assomiglia ad un peperoncino molto aromatizzato di colore arancione. In questa miscela oltre ai semi di canapa e vari altri granelli spiccano il peperoncino e il pepe nero. Questo non vi suggerisce nulla?

a) mettere in ammollo la canapa per circa 24-36 ore con peperoncino intero nella quantità di 50 gr ogni cinque chili di canapa  

b) portare in ebollizione il preparato aggiungendo 50 gr di peperoncino macinato e 200 gr di sale grosso  per ogni cinque kg di canapa che avremo messo in ammollo.

c) far bollire finché i semi si apriranno, per circa 10-15 minuti, trasferire tutto in un secchio e lasciare raffreddare.

In tutti i metodi che si utilizzeranno, conservate l’acqua di cottura che conterrà olio di canapa in forma pura, fuoriuscito dai semi durante la preparazione. Potrete usarla per preparare delle bocce di pastura da fondo. 

Un consiglio, controllate che il prodotto che utilizzate sia ben conservato, che non presenti tracce di umidità in modo da garantire un’ apertura adeguata dei semi.

 

Curiosità

Tra le varie preparazioni dei semi di canapa in cucina, ne ho trovata una, lo Shashimi, una tradizionale pietanza giapponese a base di spezie che assomiglia ad un peperoncino molto aromatizzato di colore arancione. In questa miscela oltre ai semi di canapa e  vari altri granelli spiccano il peperoncino e il pepe nero. Questo non vi suggerisce nulla ?



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