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Bracconieri nei laghi di Mantova

Di Movimento Gruppo Siluro Italia pubblicato il 05/11/19

Di notte con le lampade e migliaia di metri di reti. Il tutto da quasi due settimane a questa parte. Questa la denuncia giunta in redazione da parte di alcuni pescasportivi tedeschi stanziati sui laghi di Mantova, in riferimento ad azioni di bracconaggio testimoniate sul lago di Mezzo e su quello inferiore, oltre la diga, sino alla Vallazza.
«Veniamo qui da voi a Mantova da molti anni per i grossi pesci (si intendano i grossi siluri del Danubio,  ndr). Negli ultimi anni i siluri sono diventati sempre più rari. Quest’anno abbiamo trovato il motivo! Ogni notte che siamo stati sul lago abbiamo visto luci di torce, barche e lunghe reti (in acqua,  ndr) che erano lì per prendere pesci da portare via. Questi individui non si sono nemmeno preoccupati quando ci hanno visto davanti! Nessuno controlla questi bracconieri».
La denuncia firmata dai turisti d’oltralpe viene altresì confortata da altri pescasportivi, questi invece mantovani, alcuni dei quali affiliati a club stanziati lungo le sponde dei nostri laghi cittadini. La carenza di pesce – e sia pure quello meno “nobile”, di più facile prelievo, viene documentata con scarsissime catture nei giorni festivi, dove specialmente i laghi di Mezzo e Inferiore vengono battuti, senza peraltro intenti culinari. A tutt’oggi infatti non è venuto meno il divieto di consumo dei pesci pescati fra il Vasarone e la Vallazza. Segno evidente che queste reti (alcuni parlano di migliaia di metri) fanno bottino per rivendere la nostra fauna ittica oltre confine, spesso nei paesi dell’Est, dove non vengono richieste particolari certificazioni, e dove persino scardole e siluri vengono apprezzati in tavola. Vien da sé che pertanto anche sugli autori di tali azioni di bracconaggio cada il sospetto di appartenenza a quegli stessi paesi dove il bottino viene smerciato.
Rilevante il fatto che essi agiscano quasi incuranti degli altri pescatori che assistono, talvolta dalle proprie barche, a queste azioni criminose, compiute addirittura con l’ausilio di lampade per meglio favorire le catture. Il tutto – lamentano i pescatori – in barba ai reiterati annunci delle autorità preposte di intensificare i controlli e le sanzioni.


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