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C'è bracconaggio...e bracconaggio?

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 23/08/16

Qualche giorno fa sono arrivate le immagini di un tizio di origine est europea che imbracciava splendide carpe catturate a Caccamo.

Si tratta  di un lago bellissimo, non facile e che regala spettacoli naturali, acque molto pregiate e catture che valgono una medaglia. Le foto che ci sono state inviate sono numerose e comprendono anche amur mostrati in cucina, coppie di carpe regine impiccate e mostrate come trofei. 

Non so chi sia questo tizio e non mi interessa per cui non è lui l’oggetto delle mie riflessioni ma, assai più genericamente, lo stato delle acque italiane.

Mettiamo che il tizio avesse una licenza regolarmente pagata. Difficile crederci ma, possibile.

Allora, in assenza di violazioni sulla documentazione, ciò che ha fatto è legale.

Schifoso, retrogrado, medioevale ma purtroppo, legale. Il pesce può essere ucciso anche se suona assolutamente patetico che a farne le spese sia una carpa che onestamente, in cucina è pessima. Ma “de gustibus…”.

Il punto è differente perché nel 2016, andare a pescare per prelevare pesce da mangiare in acque dolci è assolutamente  ingiustificabile perché a differenza di 80 anni fa, non esistono più ragioni di sussistenza. 

Rimane quindi una unica via d’uscita ovvero quello di creare intere zone “No Kill” integrale e costruire una normativa che punisca severamente chi contravviene a queste norme. Questo potrebbe essere un passo in avanti per tanti laghi come Caccamo, Polverina, Salto, Turano, Scandarello solo per citarne alcuni che poi in realtà sono molte decine.

No kill integrale per tutte le specie di interesse “sportivo” esattamente come accade in alcuni Paesi in mare sebbene l’esempio sia piuttosto forzato.

Mettiamo però il caso in cui questo tizio, come tantissimi altri, non sia in possesso di alcuna licenza.

Proprio l’altro ieri ho cacciato due rumeni che pescavano a spinning in una riserva “No Kill / Fly Fishing only” che è il vanto e il pregio dell’Alto Tevere (Tail Water Tevere). Sono andati via ma ridevano come due coglioni e francamente,  li avrei presi volentieri a calci nel sedere. Ma non era il caso.

Alla luce del nuovo e fiammeggiante articolo di legge appena partorito dal nostro governo, i due pescavano con attrezzi non consentiti e senza autorizzazione e pertanto, potevano essere catalogato come bracconieri?

Assolutamente si e pertanto a loro potevano essere estesi tutte le sanzioni previste..?

Roba di piccolo cabotaggio ma, quante migliaia di questi individui agiscono nelle nostre acque? Quanto di questi pescano a strappo (Vedi Castel Giubileo oppure Isola Tiberina a Roma) e distruggono il poco che resta? Anche questo è bracconaggio che devasta e anche in questa direzione dobbiamo muoverci per fermare lo scempio perché questi bastardi quando ricacci, se vanno via senza fare storie ridono sotto i baffi perché sanno che basta spostarsi di 300 metri e potranno agire indisturbati. 

Servono controlli, guardie volontarie e chiarezza. E non sono solo lipoveni ma anche cinesi (e tantissimi), indiani (altrettanti), insomma tanti ospiti spesso non graditi che stanno mettendo fine alle nostre acque.

E andate nei mercati a vedere che pesce d'acqua dolce viene venduto...non sono bastate le immagini che abbiamo girato all'Esquilino a Roma con pesci di proveninenza talmente dubbia da far venire il voltastomaco?


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