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Bracconaggio, proviamo a cambiare

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 01/05/17

Il bracconaggio industriale è un fenomeno quasi voluto da entità nazionali di cui si è perso totalmente il controllo. 

La legge varata solo 1 anno fa non basta ad arginare nemmeno di un secondo la violenza con cui questi criminali si stanno muovendo e la metastasi sta raggiungendo tutte le acque italiane, libere e private che siano.

Non bastavano i casi di percosse selvagge al proprietario del laghetto ridotto in fin di vita oppure le minacce armate a disabili o anziani con bambini, ora siamo arrivato alla fase di indicare chiaramente i possibili target.

Il recente caso delle scritte sui uri di un casolare diroccato (non sarà il caso di distruggere questi covi??) non è il primo perché anche un altro die nostri mobili rappresentanti di legge fu raggiunto da minacce sotto forma di foto di armi maneggiate da un demente.

Siamo quindi entrati di diritto nella nuova fase; quella in cui si deve prendere atto che il fenomeno del bracconaggio non fa fermato, va eradicato totalmente mediante una azione coordinata che parta dalle opportune sedi parlamentari e fornisca alle Forze dell’Ordine, gli strumenti per agire e risolvere questo cancro.

In Romania adottarono leggi speciali e fornirono gli adeguati strumenti e chiarissime regole di ingaggio con un risultato finale decisivo.

Da noi, al netto del patetico pietismo di cui si ammantano rotocalchi idioti e giornalisti nulla facenti, dobbiamo prendere atto che si deve intervenire duramente cambiando l’impianto sanzionatorio che oggi è poco più di una bustina di zucchero.

E’ talmente alto lo spregio del nostro Paese e delle sue regole perpetrato da questi delinquenti che, nonostante l’area Emilia - Rovigo sia presidiata da circa 1200 uomini alla ricerca dell’assassino serbo, i bracconieri si permettono di scrivere e minacciare l’eccellente Piva di Ferrara.

Forse, anziché farsi prendere dai fondelli da un branco di analfabeti delinquenti, sarebbe bene intervenire con decisione e rispedirli a casa loro ammanettati in modo che sia al Romania a fargli passare la voglia.

Mercoledì si terrà una audizione in Commissione Agricoltura della Camera e il tema dibattuto sarà proprio il bracconaggio. In quell’occasione chi scrive e l’Avv. Ruscelli , Direttore della FIOPS avremo opportunità di intervenire e sottolineare chiaramente la situazione nella sua gravità e le connessioni esistenti tra un certo mondo pseudo scientifico, alcuni esponenti della pesca sportiva e il bracconaggio. 

Gli elementi sono talmente lampanti che sarà difficile dimostrare il contrario delle tesi che da anni sono sotto gli occhi di tutti; il bracconaggio era un progetto con cui eradicare che oggi è totalmente scappato di mano diffondendosi come un virus incontrollabile. Chi ha sbagliato dovrà pagare ma prima che questo accada, dovremo riuscire a modificare le pene previste inserendo altre fattispecie di legge.

Sono molto contento, non lo nego, delle opportunità che la FIOPS nonostante sia nata da pochi mesi, sta mettendo in campo dopo anni di assoluto immobilismo rotto solo da pochi volontari che sono coloro che hanno messo in piedi le manifestazioni pionieristiche di Papozze (quindi il Basco MIlillo) per poi arrivare , con un lungo salto alle conferenze di Carp Italy, vero motore di questo cambio di marcia.

Altri hanno cercato di appropriarsi di paternità di cui nulla sapevano se non fossero stati accettati nella stanza dei bottoni e sdoganati nonostante l’opinione contraria di gran parte dell’opinione pubblica.

Adesso cerchiamo di riprendere bene le fila sperando che non ci siano giochi di veti incrociati o scherzati perché la Fiops sta rapidamente cambiando i rapporti di forza agendo direttamente con il  Ministro di Grazia e Giustizia a cui è stata consegnata una lunga memoria.

Ora aspettiamo di vedere la reazione della Commissione.

Stay tuned.


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