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Bracco nelle acque del Tanaro e Bormida

Di Redazione pubblicato il 09/08/16

Allarme bracconaggio anche nelle acque del Bormida e del tanaro.

Tanto per cambiare, nove cittadini extra comunitari sono stati sorpresi alla foce del Bormida a Castelceriolo mentre sistemavano i tramagli.

Le guardie volontarie hanno cercato di fermarli e sono state minacciate.

Un altro episodio si è appena verificato nel Tanaro: i pescatori di frodo erano sette, dall’accento rumeno e stavano piazzando le reti. Le guardie hanno cercato di fermarli e sono scappati.

La Fipsas in convenzione con la Provincia, coordina 50 Guardie ittiche volontarie (Giv) attive con le Guardie ecologiche volontarie (Gev) della Provincia e i guardia parco del Parco del Po e dell’Orba e del Parco Appennino, le guardie dell’Arci e di Legambiente più una trentina di appassionati reclutati in questa fase di emergenza.

Fanno riferimento al prontuario della Provincia, basato sulle norme regionali. «Dovremmo eseguire almeno 20 servizi all’anno, ma per tutto agosto faremo sopralluoghi quasi ogni giorno», spiegano. Nei torrenti prosciugati dalla siccità come Orba, Scrivia, Stura, Lemme, Piota, Gorzente le guardie trasferiscono i pesci per non peggiorare la moria, già al 30 per cento circa della fauna ittica, mentre sugli altri corsi d’acqua come Bormida e Tanaro sono in azione per fermare la mattanza.

«Non si può andare avanti così - continua Boscariol – abbiamo chiesto la convocazione della Consulta provinciale nell’ambito del Contratto di fiume, sperando di rafforzare la collaborazione con gli enti locali, anche Comuni ed associazioni agricole, che si sono impegnati nella salvaguardia dei corsi d’acqua ed in particolare dell’Orba».

Gli abusivi colpiscono d’estate, l’acqua è più bassa, fa caldo e non serve equipaggiamento, basta immergere le reti, magari a barriera per tirar via nel minor tempo possibile tutto quel che c’è. Non solo i siluri, di cui i popoli dell’Est europeo sono ghiotti, ma anche cavedani, carpe, barbi, lucci, alborelle, alasche. Nel 2015 gli irregolari sono comparsi anche nelle zone no kill , cioè di pesca al rilascio, nei tratti di Visone, Castelnuovo Bormida, Orsara, Strevi, Rivalta, dove sono intervenuti i carabinieri.


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