Tecnica

Big Pellet vs Granulati morbidi

Di Glauco Grana pubblicato il 16/02/14

C’è pellet e pellet: alcuni di questi cilindretti pressati  sono veramente di qualità molto scadente, perché vengono prodotti con scarti di pesce e perché contengono sproporzionate quantità di olii (anche questi di natura scarsa). Bisogna sottolineare che tali “miseri” pellettati (se ne trovano a basso costo in quantità industriali) possono mettere a serio rischio la stessa incolumità della carpa e addirittura contribuisco ad impoverire l’habitat.

Si tratta di esche molto povere dal punto di vista nutrizionale, sono solo state pompate all’inverosimile e risultano anche difficili da digerire. Una volta in acqua non creano condizioni vantaggiose di pesca, anzi tutt’altro. Oggigiorno, alcune aziende specializzate del settore mettono a disposizione dei pellettati impeccabili, creati specificamente per il carpfishing.

Ce ne sono addirittura certi di altissima qualità potenziati con betaina arricchiti con proteine solubili e con stimolatori di appetito che fanno parte del composto. Su questa tipologia di baits, negli ultimi tempi, c’è stata una vera e propria evoluzione, tanto che ne vengono concepite ad assetto neutro adatte per realizzare presentazioni “iper-leggere”; oltretutto vanno a disgregarsi molto lentamente e possono restare innescati in maniera funzionale anche per svariate ore (considerando, ovviamente, che la temperatura dell’acqua ha un’incidenza rilevante sull’azione di sfaldamento). In più sono ormai infiniti i diametri disponibili, si parte dal micro di solo 1 mm fino ai “big” da 28 mm.

Questo permetterà di coprire svariate situazioni di pesca, ad esempio in fiume o in canale (a patto che la corrente non “spinga” troppo) si preferiranno, ovviamente, i diametri più grandi.

HOOK PELLET

Molto interessanti sono i pelletati xxl che sono già pre forati e possono essere impiegati comodamente sia da innesco che da pastura. Quando abbiamo necessità di rimanere più a lungo in pesca, possiamo optare per un innesco combinato di pellet più boilies o granaglie tramite un elastico, in modo da avere la certezza che l’inganno rimanga comunque attivo nonostante il disgregarsi del cilindro pressato.

Quando invece sceglieremo di innescare solamente del pellet di grosse dimensioni direttamente sul capello si rende opportuno l’utilizzo di due piattelli uno che fa da blocco a contatto con lo stopper ed un altro dalla parte opposta per trattenere l’esca in posizione tramite un chicco di riso. La maggior parte dei carpisti adopera i pellettati soltanto come forma di pasturazione o parte integrante di essa; tuttavia, in situazioni di elevata pressione di pesca o in presenza di condizioni non ottimali (pochi gradi in acqua), un approccio -only pellet- può rivelarsi decisivo. Una delle strategie di pesca più comuni (anche perché non presenta particolari difficoltà nell’attuarla) è quella di far trovare una boilie innescata in mezzo ad un tappeto di pellets.

Un metodo “classico” sicuramente valido ma che, in certe acque a fortissima pressione piscatoria, risulta fin troppo inflazionato. Infatti, dove le carpe sanno come si suol dire “leggere e scrivere”, capita che si portino sul tappeto di pellets, nutrendosene ma non con avidità, spazzando via il lauto banchetto tranne la singola boilie vincolata al capello la quale viene in toto snobbata o quasi. Nelle circostanze specifiche e nel caso in cui l’azione di disturbo fosse pressoché nulla, proporre un inganno attivato con del pellet si determina una condizione più vantaggiosa di pesca. Come sempre andando a diversificare si riuscirà realmente a fare la differenza. 

VARIANTI

Si rivela una soluzione alternativa e di successo, sperimentata sul campo, quella di amalgamare dei pellettati di piccolo diametro con della pasta cruda altamente attrattiva (in particolare, proprio fra gli ultimi ritrovati si addice allo scopo il Carp Paste: impasto che si ottiene aggiungendo acqua al mix). Così facendo si ottiene una sorta di boilie estremamente originale che, una volta chiusa nella calza, risulterà longeva e oltremodo adescante. Fra i simil-pellets ve ne sono taluni che presentano una “pellicola” esterna resistente, la quale a sua volta racchiude un amalgama tenera (non cotta). Si tratta di singolari esche, di ultima generazione, dalle svariate forme (non solo cilindriche) che entrano in pesca velocemente e godono di un impareggiabile potere adescante. Volendo potremo dare una marcia alle citate baits compresse sfruttando appositi liquidi creati ad hoc, composti in prevalenza da oli di pesce puro al 100, che ne potenzieranno l’attrattività. Andando a “bagnare” i pellettati con questi prodotti specifici (i quali per la loro natura possono essere impiegati anche all’interno di sacchetti in p.v.a) otterremo anche un sostanziale richiamo a risalire (verticale).

GRANULATI SOFT

I granulati morbidi costituiscono un’altra valida variabile d’innesco da prendere in considerazione, con ciò non mi riferisco di certo ad una presentazione fatta con una  singola esca tenera infilata sul gambo dell’amo. Queste esche soft sono realmente il non plus ultra proprio quando i pochi gradi in acqua ne allungano i tempi di dissolvimento. Quelle di nuova concezione costituiscono un piatto davvero allettante e tutt’altro che povero; infatti offrono un buon apporto a livello proteico e godono di buon contenuto di vitamine, essendo ricche di sostanze oleose di primo piano, farine solubili di pesce ed inoltre, presentano anche pronunciate profumazioni (come Strawberry, Halibut, ecc). Normalmente trovano una logica di impiego per arricchire il contenuto degli sticks. Proprio come si realizza il tipico “salsicciotto” (che va a camuffare il rig) allo stesso modo prepareremo un consono boccone con i pellets soft.

Ne caricheremo diversi all’interno del tubo provvisto di retina in nylon poi, bastrà esercitare una leggera pressione con il pestello. Una volta chiusa anche l’altra estremità non resta che modellare la sorta di palla, rendendola con le dita ancora più adeguata come forma e compatta. Così facendo si riuscirà a rimanere in pesca per svariate ore (potrebbe sembrare un assurdo ma non lo è) senza aver la necessità di ripristinare l’inganno o verificarne l’integrità di frequente. E’ un inganno che resta attivo a lungo; le varie esche gonfiandosi libereranno velocemente i vari attrattori ed anche micro particelle piano piano incominceranno a staccarsi andando a determinare un invito semplicemente irresistibile. I svariati pellets presi in considerazione, quando l’acqua è avara di gradi, costituiscono un’inconfutabile certezza: invidiabili soluzioni di fronte alle situazioni più complesse…Come sempre occorre essere flessibili e sfruttare tutte le nostre frecce a disposizione. La nostra priorità è di arrivare a catturare: che lo si faccia con un’esca piuttosto che con un’altra…è del tutto irrilevante. Avanti Tutta!


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