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Bi partisan contro il bracconaggio

Di roberto pubblicato il 01/03/17

BIPARTISAN SULLE MODIFICHE ALLA LR 11/2012 (TUTELA FAUNA ITTICA) ALAN FABBRI E MARCO PETTAZZONI (LN): «LEGGE CHE VA NELLA GIUSTA DIREZIONE. ATTEGGIAMENTO COSTRUTTIVO DELL’AULA, PER INSTAURARE UNA LINEA DURA NEL CONTRASTO AL BRACCONAGGIO» BOLOGNA, 28-02-2017.

Per la tutela della fauna ittica c’è ora una nuova legge. Alla quale seguiranno i regolamenti di dettaglio, ma il dato è che ora esiste uno strumento di contrasto maggiormente efficace, rispetto al passato, rispetto ad un fenomeno definito “drammatico”, come quello del bracconaggio ittico. «Un passo importante – ha spiegato in Assemblea legislativa il capogruppo regionale Ln, Alan Fabbri – anche se non risolutivo. Perché occorre presto anche una legge nazionale, che consenta di agire con pene detentive per i pescatori di frodo rumeni, che costituiscono un’associazione a delinquere senza scrupoli.»

Per questo, Fabbri sottolinea la necessità di una “mappatura” organica del fenomeno, nonostante la legge regionale consenta intanto di agire con strumenti amministrativi e sanzionatori (previsti dagli articoli 18-29 della nuova legge) con forme di vigilanza ittica, che ora viene praticata dalla Polizie provinciali e dalle associazioni di volontari e pescatori sportivi. In corso di definizione anche i protocolli per una legislazione condivisa con le regioni vicine (Lombardia e Veneto), perché soltanto con una pluralità di attori in campo si potrà sconfiggere il bracconaggio.

La nuova legge disciplina sia la questione dei pescatori di professione, che la pesca sportiva, prevedendo anche momenti di “stop” all’attività per consentire il ripopolamento delle specie ittiche. «Abbiamo ritenuto importante inserire anche misure quali il sequestro del pescato, dei natanti, ed il divieto di trasporto del pesce dal tramonto all’alba – aggiunge il relatore di minoranza, il consigliere Ln, Marco Pettazzoni -. Riteniamo però necessario anche prevedere un deflusso minimo delle acque, quando i canali vengono svuotati dai Consorzi, per attività manutentive, ed anche un fondo per smaltire le carcasse del pesce, quando questo viene rinvenuto morto o in condizioni igienico-sanitarie non adatte al suo trasporto.

Gli enti che devono occuparsi dello smaltimento non devono sobbarcarsi gli interi costi», ha aggiunto Pettazzoni. Alan Fabbri, invece, ha ricordato che si tratta solo «di una battaglia, in una guerra che sarà lunga, contro bracconieri dell’Est che costituiscono un’associazione a delinquere ed una piaga su di un territorio come ad esempio il Ferrarese, disseminato di fiumi e canali. E che vede a rischio di depauperato il proprio patrimonio ittico.»

La Lega Nord ha ringraziato anche il contributo arrivato dall’aula e da Polizie provinciali e volontariato, che «hanno saputo fornire spunti importanti, per migliorare il testo e prevedere le azioni di contrasto necessarie.


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