Tecnica

Back Lead

Di Guido Campopiano pubblicato il 23/03/14

 

L'argomento che vi propongo in questo articolo è un argomento che reputo molto rilevante, ma nel contempo so che ci saranno pareri contrastanti sull’utilizzo dei famosi back lead, un accessorio che per molti può ritenersi indispensabile, per altri può essere una vera e propria seccatura, ma andiamo a vedere nel dettaglio il loro utilizzo, come e quando utilizzarli....

Innanzitutto iniziamo con il dire che da quando è nato il Carpfishing  l'ottima presentazione dell'esca e la mimetizzazione della lenza hanno sempre contribuito a far si che la sessione di pesca andasse   nel migliore dei modi, pertanto reputo gli affondafilo un oggetto che dobbiamo sempre portare al seguito.

La nostra tecnica nella maggior parte dei casi, può essere un pochino invasiva anche se  volte non lo facciamo con cattiveria ma soprattutto se pratichiamo il long range ci troviamo a calare le lenze anche a 350/400 metri di distanza, distanze davvero proibitive che implicano l'uso incondizionato dei back Lead, la prima motivazione è che a quelle distanze sicuramente pescheremo con del trecciato in bobina, quindi non possiamo di certo credere che la nostra splendida treccia per quanto affondante possa essere, non si poserà mai completamente sul fondo ma tenderà anche se poco a formare dei loop, aggiungendo 1, 2 o più affondafilo possiamo garantire un affondamento quasi perfetto.

La seconda motivazione è che anche se non peschiamo a 400 metri di distanza ma a soli 200 metri dobbiamo avere un minimo di rispetto nei confronti di chi pratica lo spinning ostacolandoli, ma  non finisce, il Carpfishing in Italia sta vivendo un bel momento in quanto gli appassionati a questa fantastica tecnica sono in continuo aumento, e sono quasi certo che ognuno di noi si è trovato lungo le sponde di un lago e dire: CAVOLO E' PIENO, ED ORA DOVE CI METTIAMO? Ma noi carpisti siamo caparbi e non ci arrendiamo davanti al primo ostacolo, quindi il posto lo troviamo e iniziamo a montare il campo.

Lungo le sponde calcoliamo che ci siano 8 tende ogni tenda in media contiene 2 pescatori  8x2 fa 16 pescatori, ognuno ha 3 canne, quindi 16 pescatori x 3 canne equivale a 48 lenze stese in acqua, voi pensate le carpe non li vedano? RISPOSTA ERRATA, poi dobbiamo considerare che per quanto non possa essere presente del vento, l'acqua si muove, e anche se noi non le percepiamo, le lenze a contatto con l'acqua creano delle micro vibrazioni che si amplificano dando un allarme alle nostre amiche baffute, vibrazioni che peraltro non sono solo dovute dal vento ma anche il peso del nostro corpo vicino al rod pod contribuisce a creare delle vibrazioni che vengono trasmesse alle canne e a sua volta ai fili in acqua, le carpe ascoltando l'orchestra provocata dalle lenze, se ne stanno ferme in attesa che la situazione torni alla normalità, tutto ciò si tramuta in una bella sessione in bianco.

Ci sono tantissimi motivi ancora per capire l'utilità dei back lead, avete mai recuperato una carpa che alla vista del guadino è ripartita a razzo? Sicuramente si, e vi è mai capitato che la stessa andasse ad aggrovigliarsi nelle lenze delle altre canne sul rod pod? Ecco a me si, ma da quell'episodio h imparato ed ho iniziato ad usare gli affondafilo, ho catturato altre carpe ma all'ennesima partenza questa volta le lenze erano serenamente posate sul fondo ed ho potuto recuperare la carpa senza arrecare danni.

Vi è mai capitato di spezzare le lenze con il motore della vostra barca? Ecco a me si, per errore mentre ci stavamo allontanando con il gom­mone ed intento a guardare l'ecoscandaglio, non mi sono accorto delle lenze del mio compagno di pesca Attilio, e trac ta ta, si blocca il motore.... Ops.... Ho combinato un guaio!!!.... Ricordo ancora la faccia di Attilio ,in pratica come avete già immaginato, la lenza era andata a finire nell'elica del motore provocando un bel danno, così fummo costretti a tagliare oltre 300 metri di lenza, che furono puntualmente risarciti, ricordo ancora il nervosismo di Attilio....Scusami ancora, Ecco... perché giungere a queste tragiche conseguenze?

Insomma abbiamo capito l'importanza degli affondafilo, ma vediamo nel dettaglio.

Ci sono 3 modelli, il primo è il captive back Lead, in commercio li possiamo trovare di varie misure 35 grammi, 56 grammi, 85 grammi e 112 grammi, questo affondafilo viene usato per fare affondare la lenza sotto le punte delle canne, esso è compreso di un cordino giallo per essere visibile ed ha una lunghezza relativamente corta pari a circa 5 me­tri che ci permette di legarlo al rod pod, alla fine del cordino troviamo il piombo che ha uno sgancio rapido, nel momento della ferrata questo sgancio si apre in automatico permettendo al piombo di rimanere sul fondale.un consiglio che posso dare è quello di acquistare quelli  con un peso di 85 grammi in su, per esperienza personale posso dire che una de­cina di anni fa quando iniziarono i primi approcci a questa tecnica acquistai quelli con piombatura da 56 grammi e ricordo di aver riscontrato dei problemi nel momento della ferrata, in pratica quando ferravo lo sgancio non si alzava ed il piombo veniva su insieme alla lenza, con la conseguenza, come è capitato, di perdere anche qualche pesce.Il presente affondafilo è sconsigliato logicamente se abbiamo una riva che scende a picco, il loro utilizzo sarebbe nullo, meglio usare i classici che vi spiegherò poche righe più avanti.

 

Poi abbiamo quelli in-line, sono dei piombi a forma di proiettile, essi nascono per essere utilizzati quando peschiamo a lancio, ma personalmente li uso anche se devo calare dalla barca, sono molto utili, si consi­glia l’uso di questa tipologia di affondafilo se non utilizziamo lo shock leder in quanto hanno un foro abbastanza stretto e per tale motivo il piombo non riesce a passare tra il nodo di giunzione dello shockleder stesso.

 

 

 

 

Poi per ultimo abbiamo i classici affondafilo con l'anello, anche questi sono davvero eccezionali , ce ne sono di tantissimi tipi e di tutte le misure, generalmente sono a fondo piatto e sulla parte superiore c'è un anello in gomma su questo anello vi è un taglio che consente di inserire la lenza, anche questo può essere usato dalla barca o al lancio. Altro consiglio di solito il corpo è abbastanza lungo quindi quando il piombo si posa sul fondo rimane abbastanza alto e non si adagia completamente sul fondo, pertanto effettuiamo una piccola modifica accorciando l'altezza in modo che la lenza sia più vicina al fondo, dopo la modifica abbiate cura di aggiungere una goccia di colla per non far scivolare via l'elastico che lega il piombo al foro.  Un'altra particolare attenzione poniamola al momento dell'acquisto, ci sono alcuni modelli che hanno il forellino molto più piccolo di quello in foto, il che non permette alla lenza di scivolare quando incontra il nodo shockleder...Occhio.

 

Ci sono comunque que dei casi in cui l'uso dei back Lead sono assolutamente sconsigliati, un esempio può essere quando caliamo le nostre lenze di assicurarci in modo assoluto che tra noi e l'innesco non ci siano ostacoli, di nessuna natura, altrimenti capiamo da soli che aggiungendo un affondafilo la lenza verrà trascinata nel bel mezzo di qualche ostacolo, provocando la successiva rottura della lenza.

Un altro caso in cui non bisogna usarli è quando peschiamo in luoghi completamente cosparsi di alghe e fitti erbai, l'uso in questi casi è deleterio, in quanto l’affondafilo trascinerà la lenza nelle alghe ed in caso di partenza nel 90% dei casi possiamo dire addio al pesce che si divincolerà tra le alghe, prestiamo quindi molta attenzione.

 Un saluto al prossimo articolo....


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