Tecnica

Autunno Mai scontato

Di Quirino Riccitelli pubblicato il 04/11/13

In diverse sedi e in quasi tutte le salse si è già abbondantemente discusso a proposito delle pasturazioni, anche il sottoscritto più volte ha affrontato il tema delle quantità e delle qualità di esche da mettere in acqua prima e durante una sessione che si spera possa rivelarsi produttiva, proprio grazie alle nostre scelte a tal proposito. Il periodo corrente offre, con ogni probabilità, i più ampi margini in termini di catture, ma non bisogna mai sottovalutare la questione pasturazione, specie se siamo difronte a un lago dove quotidianamente si assiste ad un bombardamento di esche da parte dei carpisti che assiduamente battono le sue acque. Affermare che mediamente da Settembre fino a Novembre la carpa accumula riserve è giusto, ma non si può comunque immaginare che questi pesci non raggiungano un limite di saturazione alimentare, in quanto esagerare può, come sempre, rappresentare la base per una sessione davvero deludente, l’esatto opposto delle nostre aspettative autunnali. In altri termini, in questo periodo pasturare senza badare troppo alle palline che gettiamo in acqua è logico, però ciò non toglie che la fame autunnale dei ciprinidi non può assolutamente prescindere da altri fattori che concorrono al successo o meno della nostra uscita di pesca. In pratica pasturare in abbondanza non è sufficiente ai fini della cattura, non basta, perché altri eventi hanno un peso uguale o maggiore affinchè l’avvisatore emetta la melodia di bip che significa partenza. In Autunno è lecito incrementare le quantità, ma accanto a questo dovremo valutare altri aspetti, taluni di primaria importanza, su tutti: pressione di pesca, temperatura, ossigenazione, disponibilità di cibo naturale e istinto. Valutiamo ciascun aspetto per comprendere al meglio il corretto approccio da seguire.

Pressione di pesca: In un lago/fiume poco pressato in Autunno risulterà utile pasturare con abbondanza, di contro in un bacino sottoposto a stress sarà a dir poco inutile aumentare i quantitativi per avere partenze; Meglio dunque, nell’ultimo caso, tenerci su quantità basse, pasturare ad ampio raggio e non saturare lo spot, specie quando lo stesso è stato già bombardato nei giorni precedenti e di sicuro continuerà ad esserlo anche successivamente. Poche esche di qualità poste in punti strategici individuati con logica ed attenzione, questo è l’atteggiamento da preferire indipendentemente dal periodo dell’anno. Bruciare lo spot è la prima causa di esiti scarni, valutiamo sempre la pressione onde evitare brutte sorprese, senza dare per scontato che in Autunno la carpa mangia perché se questo è vero, beh è anche vero che non siamo di certo gli unici a dar loro da mangiare e che anche esse mangiano un tot, magari tanto, poi dovranno inevitabilmente e logicamente fermarsi;

Temperatura: Forse l’aspetto più importante per tutti gli animali a sangue freddo è proprio la temperatura dell’acqua, logica conseguenza di quella esterna. Per noi carpisti ciò assume una ancor più marcata rilevanza, dato che alla base di una maggiore o minore attività alimentare delle carpe c’è spesso la temperatura dell’acqua, fondamentale ad esempio per l’entrata in frega (ciò accade quando la temperatura è tra i 18-20 gradi di giorno e tra i 14-16 gradi durante la notte). Una temperatura compresa in un range che va dagli 8 ai 21 gradi centigradi è, in genere, idonea ai fini della alimentazione, pertanto in tutte quelle condizioni dove i valori rientrano in questo intervallo, sarà probabile catturare, o, quanto meno, avremo buone possibilità. In Autunno, nei laghi posti a latitudini medie, l’acqua raggiunge e mantiene temperature di questo tipo in coincidenza di questa stagione, non a caso è in questi mesi che numerosi carpisti programmano sessioni spesso divertenti. La profondità e la composizione del fondale incideranno sulla temperatura dell’acqua, non a caso a profondità maggiori in genere i gradi saranno pochi e gli sbalzi termici saranno meno evidenti, mentre un fondale pietroso accumulerà calore se c’è sole e trasmetterà tepore in sua corrispondenza in tempi brevi, creando un microclima più o meno idoneo in base alla stagione;

Ossigenazione: Un bacino con acqua ossigenata offrirà di sicuro un substrato piscatorio interessante. Se infatti è vero che la carpa riesce ad adattarsi e vivere senza grosse difficoltà anche in acque con livelli di ossigeno davvero bassi, è allo stesso modo vero che se questa presenta ossigeno disciolto in quantità soddisfacenti, sarà più facile pescare. Non è una coincidenza che nel periodo primaverile e in quello autunnale il divertimento non manchi affatto, spesso proprio perché i livelli di ossigeno sono vicini o corrispondono a quelli richiesti dalle esigenze alimentari, pertanto le carpe con una certa facilità si metteranno in movimento. In quei frangenti (temporale estivo improvviso) o periodi (Primavera ed Autunno generalmente) una carpa si troverà a nuotare in acque che presentano condizioni vivibili e ottimali per la sua vita e sarà, per certi versi, maggiormente “predisposta” ad attivarsi sotto il punto di vista alimentare;

Disponibilità di cibo naturale: Questa varia in base alla stagione e alla specie di cibo naturale a cui ci si riferisce (cicli vitali). Nei laghi che in genere frequento, fino all’arrivo dei veri freddi il cibo naturale (molluschi, cozze d’acqua dolce, gamberi, larve, chioccioline) è sempre presente; I picchi, in quanto a disponibilità dello stesso, si raggiungono anche in questo caso in Primavera e Autunno, con la luna piena, inoltre, numerose specie escono allo scoperto e si rendono particolarmente disponibili per le carpe che iniziano a cercarle con una certa frequenza. Una carpa con fonti naturali a disposizione si metterà subito in movimento, senza andare troppo per il sottile, al fine di accumulare nutrienti utili per le attività metaboliche, il reintegro delle energie e, eventualmente, l’accumulo di queste (per il successivo periodo invernale);

Istinto: Tutti gli organismi viventi, esseri umani compresi, sono guidati da una forza motrice che risponde al nome di istinto. Le carpe non si sottraggono di certo a questa legge naturale, che le spinge a nutrirsi quando hanno fame e a fermarsi quando raggiungono il limite di sazietà alimentare. Particolari condizioni possono comunque spingere i ciprinidi a ricercare cibo anche quando già hanno raggiunto quel limite, continuando dunque a mangiare; Un esempio può essere offerto da cambiamenti climatici improvvisi, o, nel nostro caso, dall’istinto che in Autunno le spinge a nutrirsi in previsione dei periodi di rallentamento metabolico propri dei periodi freddi seguenti, periodi in cui non sarà facile e allo stesso tempo poco utile riuscire a reperire ATP, fondamentale per il compimento delle varie attività e per il mantenimento delle funzioni vitali base. La carpa sa che le conviene approfittare adesso ed è sempre l’istinto a dettare il ritmo alimentare da seguire, a decidere quando e quanto mangiare, mai noi con le nostre pasturazioni; Questo è da comprendere perché mai riusciremo ad intaccare in maniera significativa le rotte alimentari, riusciremo di sicuro ad intercettare e convincere diverse carpe a dirottare sulle nostre palline, ma mai ad intercettare tutte le carpe del lago, anche se pasturiamo per anni e anche quando ci illudiamo di esserci riusciti perché magari abbiamo registrato ottimi risultati e catture multiple.

Valutare brevemente i vari fattori è abbastanza riduttivo, l’importante è dare un’idea dell’incidenza che ciascuno di essi esprime sull’esito della sessione, del peso e della rilevanza che ognuno ha e di come ciò si traduca. Riducendo all’osso e andando diretti al nocciolo della questione, diciamo che in questo periodo tutto rema nella nostra direzione, infatti la carpa è predisposta ad alimentarsi, la temperatura/ossigenazione è spesso buona e il cibo naturale di certo non manca, pertanto il movimento in acqua c’è e come. L’unica variabile pazza è come sempre la pressione di pesca, cerchiamo dunque di ragionare e valutare in un discorso logico questi aspetti, incastrando consigli di oggettiva utilità.

Conclusioni: A questo punto la domanda da porsi è semplice: è sufficiente il verificarsi di uno solo dei fattori descritti per realizzare catture in Autunno? La risposta è no! Tirando le somme, possiamo senza ombra di dubbio affermare che l’Autunno offre ottime possibilità di catture, ma, allo stesso tempo, non sempre ciò accade e quindi non basterà semplicemente pescare in questo periodo per riuscire a stanare qualche baffuta. L’istinto spingerà di sicuro le carpe a nutrirsi, ma ciò non basterà al verificarsi di una o più delle seguenti condizioni: troppi carpisti pasturano (esagerando spesse volte nelle quantità), l’ossigeno è presente in scarsa quantità, il cibo naturale è tanto e disponibile e se, infine, la temperatura non è idonea. Sfruttiamo dunque al meglio questi mesi, magari valutiamo con dedizione i vari fattori e comportiamoci di conseguenza. Se il cibo naturale è presente in abbondanza proviamo ad individuare le porzioni di fondale laddove lo stesso si concentra, caliamo e torniamo a riva senza eccedere nelle pasturazioni; Se invece temperatura/ossigeno dell’acqua sono compresi nell’optimum, potremo pasturare con una certa “mano pesante”; Se infine la pressione di pesca è alta, limitiamoci a concentrare poche palline in punti strategici, calando o lanciando con intelligenza e senza pasturare solo perché è Autunno, dato che è proprio questa l’idea errata che in passato mi ha insegnato a non dare mai nulla per scontato. L’osservazione dei segnali che partono dall’elemento liquido è fondamentale tanto quanto l’analisi di ciò che da esso resta fuori, è infatti proprio colpa nostra se alcune sessioni non vanno come si spera e se le partenze che per giorni attendiamo mai arrivano, perché con alcuni nostri comportamenti alteriamo consapevolmente o meno il naturale svolgimento delle attività dei pesci. Guardiamoci attorno, pensiamo bene sul come e con cosa pasturare e, all’occorrenza, cambiamo approccio perché rimanere fermi alla pasturazione per poi attendere una eventuale partenza di certo non ci garantirà un combattimento scontato, proprio perché di scontato e ovvio nella pesca non c’è nulla. Consigli e considerazioni a parte è ora di partire, è proprio questo il momento giusto e saperne approfittare è fondamentale, quindi buon Autunno a tutti e buone ferrate…

 

 

 

 

 

 

 


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