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Audizione in Senato sulla pesca in acque dolci

Di Redazione pubblicato il 20/03/17

Si è tenuta il 7 marzo un'audizione, presso la commissione Agricoltura del Senato, di rappresentanti delle Regioni sulla "regolare attività di pesca in acqua dolce in Italia". Sono intervenuti l'assessore della Regione Emilia-Romagna, Simona Caselli, e l'assessore della Regione Veneto, Giuseppe Pan.
Nel confronto con i senatori gli assessori hanno messo in rilievo come il corretto esercizio della pesca in acqua dolce sia oggi di fatto compromesso per l'esistenza di un grave fenomeno di bracconaggio che provoca un danno alla consistenza della fauna ittica e più in generale all'ecosistema dei fiumi.
L'Assessore Caselli ha ricordato il recente varo in Emilia-Romagna della nuova legge per la "tutela della fauna ittica e dell'ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dall'acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne", che modifica la precedente legge del 2012.

Una normativa che prevede il  rafforzamento della vigilanza e l' inasprimento delle sanzioni contro la pesca di frodo, con multe che possono arrivare sino a 12mila euro, la valorizzazione del ruolo dell'associazionismo; uno snellimento burocratico.

Il provvedimento fortemente voluto dalla Giunta regionale introduce insomma nuove e più severe misure per contrastare in maniera ancora più efficace il bracconaggio ittico". Si tratta di bande criminali provenienti soprattutto dall'Europa dell'Est che praticano la pesca di frodo nelle acque interne con metodi illegali violenti e altamente impattanti, come l'uso di ordigni esplosivi, scariche elettriche e reti di enormi dimensioni. "Con il rafforzamento delle misure repressive contenute nella nuova legge - prosegue Caselli- puntiamo ed estirpare un fenomeno malavitoso che sta provocando il progressivo depauperamento del patrimonio ittico dei nostri corsi d'acqua, specialmente nel Ferrarese, con grave danno per l'intero l'ecosistema".

Tra le misure introdotte, il divieto di pesca notturna con le reti e di trasporto del pesce. Vietato anche il trasporto, lo scambio e la vendita di pesci, anfibi e crostacei autoctoni di acqua dolce vivi, esclusa l'anguilla: una misura introdotta per cercare di stroncare un'altra attività illecita in preoccupante crescita, il saccheggio di specie pregiate che finiscono spesso per alimentare il mercato clandestino del pesce d'acqua dolce e che vanno ad incrementare la popolazione ittica dei laghetti di pesca sportiva.

I trasgressori rischiano punizioni con sanzioni che nei casi più gravi comportano il pagamento di un'ammenda fino a 12mila euro. Accanto al rafforzamento dell'apparato sanzionatorio la nuova legge valorizza il ruolo dell'associazionismo tra pescatori prevedendo la partecipazione dei loro rappresentanti ai tavoli di concertazione provinciali e locali e un maggiore coinvolgimento nelle attività gestionali, come nel caso dei ripopolamenti.

In arrivo anche un significativo taglio agli adempimenti burocratici. 
L'assessore della regione Veneto, Giuseppe Pan, ha menzionato l'audizione in Commissione Agricoltura del Senato sul proprio profilo facebook: con l'assessore dell'Emilia-Romagna Simona Caselli, abbiamo relazionato "sul tema del bracconaggio praticato nei fiumi d'acqua dolce, come il Po. Abbiamo espresso con fermezza - ha concluso Pan - la necessità di norme certe con sanzioni penali che siano riconosciute anche negli altri paesi, soprattuto dell'Est Europa, visto che i bracconieri sono prevalentemente persone di quella nazionalità". 


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