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Le acque alle Associazioni!

Di Redazione pubblicato il 20/01/17

Bondeno. Affidare la tutela di vasti tratti dei canali del territorio all’opera di controllo e monitoraggio delle associazioni di pescatori. Questa è la ferma intenzione che il sindaco di Bondeno Fabio Bergamini rivolge alla Regione Emilia Romagna per chiedere l’attuazione dell’art.20 della Legge Regionale 11/2012, la normativa per la tutela della fauna ittica e dell’ecosistema acquatico e per la disciplina della pesca, dell’acquacoltura e delle attività connesse nelle acque interne.

“Sarebbe il primo caso in pianura in cui si applica questa disciplina – spiega il primo cittadino bondenese – ma si tratta di una pratica già in uso presso i tratti torrentizi delle vie d’acqua montane. Il vantaggi sarebbero più di uno: innanzitutto verrebbe contrastata in modo maggiormente puntuale l’attività di bracconaggio purtroppo ancora molto diffusa, si avrebbe una riqualificazione di luoghi di fondamentale importanza per il nostro territorio, oltre a comportare l’incremento di uno specifico segmento turistico. Viene in questo modo applicato efficacemente il principio di sussidiarietà, con la gestione di un bene pubblico ad opera di organismi direttamente coinvolti ed esperti in materia”.

Il progetto sarà alimentato direttamente dai futuri utilizzatori, dal momento che la legge regionale prevede che il Comune rilasci permessi a pagamento per l’accesso alle aree regolamentate. Con quanto introitato verrà creato un fondo destinato in modo specifico a finanziare azioni di tutela e riqualificazione dell’habitat, immissione di materiale ittico e sorveglianza.

In tutta la provincia di Ferrara, Bondeno è il primo comune che si attiva per questa forma di gestione di controllo dei canali, che nel caso specifico sono il Cavo Napoleonico, il Canale Burana, il Canale Pilastresi e  il Canale Barche.

Avanzata la richiesta e rilasciato il nulla osta dalla Regione, il Comune procederà alle procedure di selezione e individuazione delle associazioni, con l’obiettivo di completare l’iter entro l’estate.


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Commenti

Federico Pozzato il 23/01/17
Assolutamente una lodevole iniziativa. Il Veneto è un pò in controtendenza, se davanti promuove questa via dietro si nasconde la solita burocrazia, a fronte della richiesta di un tratto di acqua, chiedono una VINCA che costa circa 4000 euro. Per chi non fosse a conoscenza "La Valutazione di Incidenza rappresenta uno strumento di prevenzione atto a garantire la coerenza complessiva e la funzionalità dei siti della rete Natura 2000, a vari livelli (locale, nazionale e comunitario). Introdotta dall'articolo 6, comma 3, della direttiva "Habitat", recepito con l’art. 5 del D.P.R. n. 357/97 e s.m.i., consente l'esame delle interferenze di piani, progetti e interventi che, non essendo direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie caratterizzanti i siti stessi, possono condizionarne l'equilibrio ambientale. La valutazione di incidenza quindi permette di verificare la sussistenza e la significatività di incidenze negative a carico di habitat o specie di interesse comunitario". Allora c'è da chiedersi, se in quello stesso tratto prima si poteva pescare e bracconare senza bisogno di una VINCA, ora che c'è una associazione che vuole,semplicemente , far pescare nello stesso modo la gente, ma al contempo vigilare e controllare, gli si chiede di buttare via 4000 euro di carte... rimango perplesso


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