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Andrea Zoccarato-Sede 244 Piombino Dese (VE)

Di Carp Fishing Italia-Agostino Zurma pubblicato il 06/02/17

AZU.Pronto Andrea, come preannunciato eccomi con te a fare la consueta chiacchierata.

Iniziamo con il presentarti e come mai sei approdato a CFI?

 

AZO.Ho iniziato a pescare piuttosto presto, prima dei 10 anni. Mio zio era un pescatore, tra di noi c'è sempre stato un rapporto molto stretto ed èstato lui a regalarmi la prima canna. Niente a che vedere con il carpfishing: galleggiante, vermi dell'orto e via!

La vera illuminazione l'ho avuta verso i 13 anni. In TV ho visto un filmato di un pescatore che utilizzava una strana montatura e delle palline come esca, addirittura non infilate sull'amo. Da quel giorno il mio obiettivo era riprodurre quella tecnica. Ricordo come fosse adesso lo stupore mio e dei miei amici alla prima carpa presa con l'hair rig! A 18 anni poi sono arrivate le prime due canne specifiche, con mulinelli e segnalatori, con cui ho iniziato a praticare seriamente il carpfishing. Proprio in un lago ho conosciuto dei ragazzi che facevano parte di una sede CFI della zona e... eccoci qua.

 

AZU.Toglimi una curiosità sul perchè di "elementi negativi"?

 

AZO.Una domanda che ci fanno in molti... Quando io e un gruppo di giovani carpisti abbiamo iniziato a pensare di creare una nostra sede, volevamo segnare un punto di rottura rispetto ad abitudini che consideravamo non "nostre". Secondo noi molte sedi, con il passare del tempo, si erano un po' sedute sugli allori, diventando poco più che gruppi di pescatori con lo stesso cappellino. Per il nostro atteggiamento critico (ma costruttivo) siamo sempre stati considerati dei "rompipalle", quindi perchè non esserlo anche di nome? Chi ci conosce sa che di negativo abbiamo ben poco, è un lato del nostro carattere che riserviamo sono a chi non rispetta noi come carpisti e CFI come associazione impegnata, soprattutto, nella tutela del bene pubblico.

 

AZU.Il bracconaggio vuota incessantemente le nostre acque, CFI non sta certamente a guardare, come vedi la situazione?

 

AZO.Ho verificato, per esperienza personale, quanto CFI abbia fatto e continui a fare in questo senso. Le Guardie Ittiche Volontarie, delle quali io altri 4 soci facciamo parte, sono solo l'ultima delle iniziative mirate a combattere direttamente sul campo questi criminali ecologici. Mi dispiace, sinceramente, che molti carpisti e pescatori continuino ad ignorare questo fenomeno. Il proposito mio e dei miei ragazzi, per il 2017, è proprio quello di comunicare in maniera ancora più marcata il messaggio. Sfruttando i moderni mezzi di comunicazione, web e social network, oltre al caro, vecchio passaparola. 

 

AZU.Andando sul personale, che cosa ti ha fatto avvicinare al carpfishing ?

 

AZO.Devo essere sincero, la prima cosa che mi ha colpito sono state le dimensioni dei pesci che si riuscivano a catturare con questa tecnica! Con il tempo poi ho iniziato ad apprezzare altri aspetti del carpfishing: la difficoltà tecnica, il contatto con la natura e, soprattutto, la possibilità di condividere emozioni con persone straordinarie.

 

AZU.Pulizia delle sponde, una importante iniziativa di CFI alla quale avete subito aderito. Quale spirito vi anima in questa iniziativa?

 

AZO.Lo spirito del "fare". Siamo sepre stati critici con i menefreghisti e i carpisti di facciata, quindi il primo passo per differenziarci è quello di dare il buon esempio. Lo ripeto sempre, ogni volta che se ne parla: un'acqua libera non curata è un'acqua destinata alla rovina. La pesca nel nostro caso è uno sport, e non ho mai visto un calciatore scaricare immondizia sul proprio campo di calcio o un atleta rubare la sabbia del salto in lungo, quindi perchè per i pescatori sportivi non devono valere le stesse regole?

 

AZU.Come motivi i tuoi ragazzi pechè ti seguano e risultino anch’essi propositivi e come presenti CFI ai nuovi ipotetici iscritti?

 

AZO.Sono stato fortunato perchè da subito mi sono trovato davanti un gruppo di ragazzi straordinario. Il loro impegno e il loro entusiasmo sono contagiosi, chiunque si trovi a pescare o condividere una iniziativa con noi dopo qualche giorno mi contatta per informarsi sull'iscrizione. Credo proprio per la nostra politica del "fare": i nuovi iscritti vedono un gruppo coeso, coerente, con qualche difetto ma tanta voglia di migliorare e questo fa da richiamo.

Abbiamo deciso di far entrare nel club, dopo un primo periodo necessario a noi per stabilizzarci come sede, anche carpisti alle prime armi, con l'obiettivo di aiutarli nella crescita e formarli ai sani principi di CFI. Mi riferisco in particolare a pescatori che non hanno mai provato a pescare in acque libere, perchè troppo giovani o perchè non hanno le informazioni necessarie. Condividendo con loro quello che abbiamo imparato in questi anni, facendo un pò da "nonni" anche se non siamo proprio così vecchi, vogliamo restituire a questa pesca parte de quello che ci ha regalato.

 

AZU.Cosa diresti ai carpisti che stentano ad entrare in CFI e guardano all’associazione con diffidenza ?

AZO.Gli direi che ogni carpista dovrebbe essere iscritto a CFI, l'unica associazione che ha a cuore questa disciplina e le acque italiane dove poterla praticare. Gli direi di provarci, di chiedere informazioni ai responsabili di sede, di seguirci su Facebook per vedere quello che facciamo concretamente e quali siano i problemi delle nostre acque. Gli direi che il suo contributo, anche critico, è il benvenuto. Abbiamo sempre più bisogno di braccia e teste pensanti perchè di lavoro da fare ce n'è parecchio! 

 

AZU.Grazie Andrea, bella chiaccherata!

AZO.Grazie Presidente, e viva CFI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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