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Altre reti scoperte e loro...fuggono

Di Redazione pubblicato il 27/03/17

Bracconieri romeni sono stati scoperti a Vallese, dai guardiacaccia del Nucleo operativo anti-bracconaggio della Lipu di Verona. Dopo alcuni giorni di sorveglianza del corso d’acqua situato nella valle del paese, dove in questo periodo sono presenti numerosi pesci ed in particolare carpe, la sera del 7 febbraio alcune guardie volontarie del nucleo di sorveglianza provinciale della Lipu sono intervenute, su richiesta dei residenti e dei proprietari dei fondi, per controllare alcune persone sospette e verificare se si trattava di pescatori in regola oppure di bracconieri.

I guardiapesca hanno notato che qualcuno stava calando una rete in acqua.

Identificati, sono risultati essere cittadini romeni, i quali sono risaliti in auto e se ne sono andati in fretta e furia, lasciando tuttavia calata sul posto, sotto il ponticello, la rete che ostruiva quasi per intero il passaggio all’interno del corso d'acqua.

Così i guardiapesca del reparto antibracconaggio sono tornati all'alba dell'8 febbraio, nella convinzione che gli individui smascherati la sera precedente sarebbero ritornati per raccogliere il pesce finito nella rete a tremaglio, strumento vietato dalla legge regionale in materia di pesca. 

Infatti, di lì a poco, un'auto a fari spenti, la stessa della sera precedente, si è avvicinata al ponticello dov'era stata gettata la rete a tremaglio. I bracconieri sono scesi dalla vettura, ma sono stati disturbati da un trattore che si stava avvicinando. Così, preoccupati di venire visti dall'agricoltore, i bracconieri hanno desistito dal loro intento e sono fuggiti tra le stradine della valle, lasciando sul posto l'attrezzatura irregolare.

Pertanto, ai guardiapesca della Lipu non è rimato altro che sequestrare la rete in questione, una fiocina ed un bertovello trovati a riva, tutti attrezzi per la pesca fuorilegge perchè non consentiti delle norme regionali vigenti in materia. 

All'interno della rete erano già finiti diversi chili di pesce, che è stato prontamente liberato dai vigilanti della Lipu nelle acque della Vertua.

Quasi sempre questi individui catturano anche grosse quantità di pesce e di uccelli per commercializzarle, ossia rivenderle nei loro Paesi di origine.

Un'autentica piaga che si sta diffondendo da qualche tempo anche nel Veronese, soprattutto nella Bassa, e che quasi sempre è legata a bracconieri provenienti dall'Est europeo.


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