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Alloctonia, protesta a Mantova

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 03/12/18

Il Sit IN dedicato a protestare copntro le eradicazioni a costo 90 mila euro si è svolto con la presenza di circa 150 appassionati provenienti da tutt’Italia e appartenenti a 18 associazioni.

La protesta ,assolutamente civile si è tenuta  davanti alla sede del Parco del Mincio, a Cittadella.

La ragione di questa protesta sta nel pessimo piano di contenimento del pesce siluro predisposto dal Parco del Mincio e finanziato dalla Regione per la modica cifra di 90 mila euro (a quanto pare); soldi buttati nel nulla come esattamente una decina di anni fa. Elettrrostorditori ed inizio di un'era che dsarebbe meglio dimenticare.

Questa è la frase che ha scritto un giornalista nel commentare questo evento;

"I pescatori contestano la decisione che «non giova alla tutela della biodiversità delle acque» e chiedono che «i contributi regionali vengano spesi per altri progetti».

Esattamente.... , qui non si tratta di difendere un singolo pesce che comunque crea indotto economico e posti di lavoro che andrebbero semplicemente coordinati per evitare che i waller camp si prendano il malloppo; qui  il discorso è assai più ampio.

In determinati ambienti in cui il livello di contaminazione delle acque e la progressiva distruzione degli areali come erano trenta anni fa, pensare di uccidere il siluro in quanto unico responsabile, è un errore evidente.

Se non cambiano le situazioni, non torneranno gli autoctoni anche perché il siluro è solo uno dei tanti autoctoni immessi per varie ragioni, nella acque del Mincio, del Garda e in decine di altri corsi d'acqua. 

Si spendono soldi della Regione per contenere e non se ne hanno per fare corsi di formazione, per aumentare vigilnza e controllo, per studiare sistemi alternativi alla captazione delle acque, per ridurre drasticamente i danni incalcolabili provocati dal famigerato principiodel deflusso minimo vitale..... che andrebbe aumentato del 300%..

I manifestanti, nei giorni scorsi, avevano chiesto un incontro con i vertici del Parco e i portavoce delle associazioni di pescasportivi  sono stati ricevuti dal presidente Maurizio Pellizzer, dal direttore Cinzia De Simone e dal veterinario ittiologo e consulente del Parco, Gaetano Gentili.

L’incontro è servito a fare chiarezza su molti aspetti chiarendo che i fondi ottenuti dalla Regione sono a destinazione vincolata e non possono essere utilizzati per altre attività. Tutto sta a fare in modo che in regione non arrivino richieste di finanziamenti di parte e chiaramente inaccetabili dalla pesca sportiva.

Quanto al controllo del siluro il Parco, rispetto al progetto iniziale, ha deciso che le aree oggetto dell’azione di contenimento saranno a nord dei laghi di Mantova, lungo l’asta fluviale quindi, il contenimento del siluro non avverrà su tutto il lago ma solo su una precisa porzione di esso.

Tra le richieste;  piazzole per i pescatori da realizzare sui laghi e dei parcheggi.

Il Parco da par suo ha detto di essere disponibile ad aiutare nella lotta al bracconaggio e a valorizzare le speci alloctone dei pesci  ....non potrebbe essere altrimenti visto che da 21 anni si svolge il Carp Italy che è la maggiore fiera di pesca nazionale e che ha fatto della lotta al bracconaggio una bandiera prima di ogni altra manifestazione della pesca..

E pesca sportiva significa 2 milioni di praticanti, e circa 3 miliardi di indotto. 


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