I Pirati del PO

Allarme idrico nei canali di bonifica!

Di Marco Falciano pubblicato il 11/02/16

Intervento di Federco Guberti a Montalbano in un canale di bonifica ridotto, purtroppo, come molti altri corsi d'acqua della nostra zona. L'alveo è del tutto privo di acqua, il piccolo flusso che vediamo è composto solo dai fluidi riversati dagli scarichi abusivi della abitazioni della zona. Le sponde franano continuamente a causa delle considerevoli e periodiche variazioni del livello idrico.
Nei canali dovrebbe proliferare la vita, per la Comunità Europea sono i più importanti fitodepuratori delle acque del Po, ma a Ferrara preferiscono fare finta di nulla e mentre tra i cittadini e tra le associazioni la discussione è sempre più accesa e desta sempre maggior interesse, negli uffici competenti il silenzio regna sovrano.

(ULTIMA IMMAGINE)Due tipologie di corsi d'acqua a confronto. A SINISTRA le immagini di Fossa Lavezzola, prov. FE. Un canale che ha subito alcuni interventi che hanno reso le sue sponde meno ripide, permettendo naturalmente alla flora acquatica di insediarsi e proliferare. L'acqua è fitodepurata dalla vegetazione stessa, ed è visibilmente più limpida, non solo, le piante fungono da fondamentale zona ripariale per le specie ittiche, soprattutto per la minutaglia. Questo canale non subisce il drastico abbassamento del livello idrico a cui sono sottoposti periodicamente quasi tutti i corsi d'acqua della nostra provincia, e difatti non appare nemmeno lontanamente simile ad essi. A DESTRA le foto di alcuni dei tanti canali in secca durante il periodo autunnale ed invernale, sono alvei vuoti senza alcuna forma di vita animale o vegetale, non sono altro che il risultato dell'eccessiva antropizzazione dell'ambiente che ci circonda. Le sponde a picco e il terreno che congela impediscono il naturale sviluppo delle piante durante il periodo primaverile ed estivo. Non sembrano corsi d'acqua ma canali di scolo, talvolta addirittura fognature a cielo aperto, considerando che in essi continuano ad essere sversate ingenti quantità d'inquinanti di origine urbana e industriale che talvolta, soprattuto nei periodi di secca, raggiungono concentrazioni spaventose.

La presenza di flora è fondamentale per preservare l'ecosistema acquatico, essa dovrebbe proliferare naturalmente, e quando ciò non accade vuol dire che vi sono degli squilibri, dei gravissimi problemi nell'ecosistema. La capacità tampone delle piante, che sono filtri naturali per antonomasia, diminuirebbe di molto l'inquinamento derivante dall'agricoltura ed altre attività, risanerebbe ole acque, e renderebbe sicuramente più piacevole l'aspetto dei fiumi e canali che abbracciano il nostro paesaggio.

Per ora le nostre osservazioni, come sempre inviate negli uffici

competenti corredate da immagini e video, rimangono inascoltate e senz'alcuna risposta. E a Ferrara si continua a gestire i canali, non come una risorsa da valorizzare, ma come scoli da sfruttare senza mai bilanciare le esigente umane con l'interesse ambientale. Come se le due cose, non fossero sempre strettamente collegate.

 

 

 

 

 

 

* Costo delle operazioni che hanno cambiato radicalmente l'aspetto del Fossa Lavezzola: 5000 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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