Tecnica

All night long

Di Thomas Santandrea pubblicato il 12/04/18

 

Seduti in riva al lago ad osservare il pelo dell'acqua mentre lentamente il sole scende, i colori vivi e forti del tramonto lasciano spazio alla notte buia e misteriosa, il fascino della luna riflessa sull'acqua è qualcosa di fantastico che solo chi come noi ama la pesca può provare.

Il carpfishing è una tecnica di pesca che prevede lunghe attese, di giorni e soprattutto di notti passate sulle sponde aspettando una tanto amata carpa, ma cosa c'è di più bello che catturare una bella carpa in piena notte? Magari svegliati nel bel mezzo di un sonno profondo; l'adrenalina a mille, il rumore della frizione che rimbomba e il silenzio intorno a noi rende tutto magico. L'argomento che voglio affrontare è come organizzarsi in una pescata in solitaria di notte, sia che si tratti di una pescata veloce oppure di una pescata di più giorni. Sapersi organizzare al massimo per non incappare in spiacevoli inconvenienti soprattutto nel bel mezzo di un combattimento in piena notte è cosa buona e giusta. 

 

PERCHE' LE CARPE MANGIANO SPESSO DI NOTTE

 

Le carpe si alimentano non solo di notte è giusto specificare, in certi ambienti prediligono le ore notturne e in altri ambienti si alimentano più frequentemente di giorno. La carpa è un animale molto abitudinario e ama alimentarsi in determinate zone a certi orari. Molto dipende dalle stagioni o dalle condizioni meteorologiche ma in linea di massima in certi corsi d'acqua hanno orari stabiliti e potremmo quasi rimanere sulle canne in certi momenti che la partenza arriverà a distanza di poco.

Ad esempio negli ambienti dove pesco assiduamente, ovvero i canali, i momenti migliori sono alla mattina presto, proprio al sorgere del sole, oppure a notte fonda dopo la mezzanotte. Anche qui ci sono da fare delle eccezioni, ovvero in ambienti molto piccoli come canali di bonifica e di irrigazione in cui la profondità è bassa e possiamo raggiungere al massimo un metro e cinquanta, gli orari migliori per avere partenze sono assolutamente la notte fonda.

In tutte le sessioni in questi corsi d'acqua raramente ho catturato in pieno giorno, credo se non ricordo male di aver portato a guadino un paio di carpe in due anni di assidua frequentazione in orari di piena luce. Una delle quali è stata catturata in condizioni molto particolari, con la presenza di una ricca coltre di alghe superficiali che non facevano trapelare nemmeno un filo di luce sotto l'acqua. È molto difficile trarre delle conclusioni e soprattutto definire il motivo per il quale le carpe in certi ambienti mangiano solamente alla notte. In piccoli ambienti come il sopracitato canale di irrigazione di piccole dimensioni sono arrivato ad alcune conclusioni, naturalmente porto la mia esperienza diretta che spero possa aiutare a comprendere meglio alcune motivazioni.

La bassa profondità incide molto sul disturbo che possono avere le nostre amiche carpe, rumori e vibrazioni sulla sponda sono molto più percepibili che in ambienti con più profondità, nelle ore diurne è molto più facile avere del disturbo, vuoi per una strada vicina in cui transitano macchine, vuoi per il nostro movimento che anche se di poco può creare vibrazioni percettibili alle carpe, sono tutti piccoli particolari che possono incidere sulle abitudini alimentari delle nostre amiche.

Un altro particolare che ho notato è che nelle ore diurne sono molto più attivi i pesci bianchi di disturbo, come bréme o carassi che nelle ore notturne rallentano notevolmente la loro attività. Mi è capitato spesso di catturare alcuni carassi durante le ore di luce ed avere le esche spesso tartassate proprio nelle ore centrali della giornata. Durante la notte il silenzio regna, noi siamo in tenda e praticamente non ci muoviamo, di conseguenza le carpe si sentono più sicure in questi momenti ed escono allo scoperto alla ricerca di cibo. Capita spesso di vedere partenze proprio poco dopo essersi coricati sul lettino, quasi sembra lo facciano apposta, invece credo sia una diretta conseguenza del fatto che non facciamo più vibrazioni o rumori sulla sponda; piccoli particolari che sembrano non essere importanti invece in questi ambienti lo sono eccome.

Cerchiamo di lanciare il meno possibile nelle ore di buio, rilanciamo le canne nel tardo pomeriggio, pasturiamo e lasciamole in pace fino alla prima partenza. Capita molto spesso in questi ambienti di avere delle mangiate ad ore di distanza, anche questo secondo me incide sul fatto che in piccoli ambienti il rumore del combattimento crea scompenso, nel bene e nel male quando lottiamo con una preda impieghiamo spesso del tempo, la carpa si dimena e crea molte vibrazioni sul pelo dell'acqua, il rumore di quest'ultima, noi che ci muoviamo frequentemente sulla sponda vanno a svantaggio delle altre carpe presenti nei paraggi.

Mi è capitato in linea di massima, in periodi di forte mangianza di avere partenze ogni ora-ora e mezza più o meno. Poi naturalmente ci sono periodi in cui sono molto più apatiche ed è grassa vedere uno o due tiri durante la notte. Un altro accorgimento che utilizzo nelle mie pescate in piccoli ambienti è quello di mettere la sacca di mantenimento distante dallo spot in cui calo le lenze, credo che il movimento della carpa al suo interno possa dare noia; non lascio nulla al caso, anche perché mi darebbe fastidio non catturare causa una mia negligenza o distrazione. Stiamo lottando con prede di cui non conosciamo le mosse, non sappiamo dove girino in quel momento e soprattutto non ne conosciamo le dimensioni, quindi tutto può essere fondamentale nell'esito di una sessione di pesca.

Non ci sono certezze sul perché le carpe prediligono a volte cibarsi nelle ore notturne ma possiamo sicuramente avvicinarsi alle vere motivazioni, in dubbio il fatto della tranquillità che possono avere durante la notte, meno pesce di disturbo e meno sospetti dovuti ai rumori percettibili dalla riva. In certe stagioni, come primavera ed autunno durante la notte avremo delle elevate escursioni termiche con differenze di temperature sostanziali, in questi momenti le carpe amano muoversi ed alimentarsi ed è molto facile avere delle partenze. Con i primi freddi autunnali al mattino presto si può osservare la superficie dell'acqua fumante ed è meraviglioso come la natura a volte possa davvero sorprendere. Questo accade quando la temperatura esterna è più bassa di quella dell'acqua, causando una sorta di condensa di vapore che risale in alto. Le carpe percepiscono questi cambiamenti di temperatura e si attivano alla ricerca di alimento. 

 

PICCOLI ACCORGIMENTI

 

Affrontare la notte in pesca soprattutto se si è da soli comporta un organizzazione perfetta per evitare di trovarsi in situazioni spiacevoli. Chi non si è mai dimenticato la luce da testa e se n'è accorto una volta ferrata la canna? Chi è uscito a piedi nudi nel bel mezzo della notte? Potrei andare avanti fino all'infinito a descrivere situazioni simili, ne ho provate tante sulla mia pelle e tutt'ora mi capita di dimenticare qualche cosa. Essere svegliati nel bel mezzo della notte è qualcosa d'improvviso che ci coglie impreparati con i riflessi di molto rallentati. Per prima cosa cerchiamo di avere a portata di mano la lampada frontale, io di solito ne utilizzo una molto leggera e comoda che tengo in testa mentre dormo, così da non trovarmi impreparato in caso di uscita fulminea dalla tenda. È di mia abitudine tenere in tasca anche una piccola torcia potente che mi consente di vedere al meglio il pelo dell'acqua in caso si intreccino i fili oppure in caso la carpa vada ad impigliarsi in qualche incaglio nel sottoriva. Sono piccole accortezze che per esperienza personale utilizzo sempre e che mi sono venute utili parecchie volte. Quando scendiamo velocemente dal lettino capita spesso di non avere il tempo di infilarsi le scarpe o gli stivali, io utilizzo sempre delle ciabatte tipo crocs che mi consentono di perdere il meno tempo possibile e di essere pronto ad uscire dalla tenda. Alcuni amano usare stivali tagliati di qualche misura in più del numero che portano in modo da infilare il piede meglio, naturalmente ognuno ha le sue abitudini, ma cerchiamo assolutamente di non uscire con le scarpe slacciate; siamo vicini all'acqua e soprattutto ci siamo appena svegliati di conseguenza non è bello trovarsi a fare un bagno fuori stagione oppure inciamparsi e rischiare di farsi male per una negligenza.  Una volta raggiunte le canne dovremo avere a portata di mano il guadino, capita spesso di dimenticarlo lontano dal punto in cui abbiamo le canne, non è bello trovarsi a combattere un pesce e doversi spostare di diversi metri per recuperare il guadino, in quei momenti può capitare di allentare il filo con conseguenza perdita del pesce. Una volta salpato il pesce abbiamo poi il tempo di organizzare la slamatura e l'eventuale foto notturna; è buona norma preparare in anticipo il cavalletto per la macchina fotografica a distanza giusta per evitare di perdere troppo tempo con la preda sul materassino. 

Pesco spesso da solo e cerco di avere tutto preparato per l'eventuale cattura notturna in modo da non farmi cogliere di sorpresa, metto in posizione il materassino comodo e in condizioni di sicurezza, tengo sempre pronto un secchiello pieno di acqua in modo da tenere bagnata la carpa. Mi piace fare le foto di notte, perché hanno un certo fascino a volte dove le condizioni lo permettono le faccio, se invece reputo più sicuro e tranquillo farle al mattino, metto la carpa in sicurezza in carp sack galleggianti e appena sorge il sole mi appresto a fotografarla. Ogni azione, ogni momento vissuto a pesca è per noi divertimento, cerchiamo di non farlo diventare un rischio e una preoccupazione per chi di aspetta a casa, usiamo il cervello prima di ogni altra cosa.

La notte è magica, è meravigliosa e viverla in pesca rende tutto più bello, la notte porta consiglio e a volte regala sorprese inaspettate; per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte...

 


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