Itinerari

Albula, (Tevere) I settori di pesca.

Di Sergio Ceccarelli pubblicato il 27/12/15

Le legnaie:

Di questi spot il Tevere in questo tratto ne è veramente ben fornito, troveremo infatti moltissime legnaie più o meno importanti, dal semplice alberello solitario semisommerso, alla vera e priopria foresta sommersa. In tutti questi ambienti varrà la pena calare le nostre esche in qualsiasi periodo dell'anno, tenendo però sempre a mente che prima della cattura viene l'attenzione ed il rispetto per le nostre prede. Se da una parte pescare a ridosso di questo genere di ostacoli ci garantirà partenze e divertimento, dall'altra, i rischi che faremo correre alle nostre carpe saranno veramente altissimi, per cui sarà buona abitudine adottare alcuni semplici accorgimenti, così da ridurre al minimo le possibilità di ledere l'incolumità dei nostri sogni sotto forma di pinnuti.

Allora dunque, pescheremo a distanza di sicurezza dagli ostacoli, utilizzeremo montature con piombo montato su safety clip (a perdere), e per quanto possibile rimarremo vicinissimi alle nostre canne così che, al minimo cenno di partenza, saremo subito lì pronti a ferrare per  ridurre al minimo la possibilità che il pesce trovi rifugio negli ostacoli. La bontà di questi spot sarà indiscussa sia che si trovino nei pressi della riva, sia che si trovino a centro fiume, resterà solo a noi saperli sfruttare nel migliore dei modi. Verosimilmente nei pressi di questi ambienti avremo fondali con profondità variabili tra i cinquanta centimetri per  arrivare ai quattro o cinque metri. Questi hot spot risulteranno proficui durante tutto l’arco dell’anno.

Gli erbai:

Di zone con vegetazione acquatica di vario genere e tipo ne avremo a bizzeffe, da piccoli e sporadici ciuffi di alghe o canneti, fino a vere e proprie praterie di notevole estensione, che in alcuni casi partiranno da riva per protrarsi anche per una decina di metri verso il largo. Da tener a mente inoltre, che non troveremo questi erbai durante tutto l'arco dell'anno, ma in un ben determinato periodo che possiamo ragionevolmente circoscrivere a quello primaverile ed estivo. Anche qui i consigli saranno gli stessi dei precedenti, con in aggiunta, quello di utilizzare treccia di buona qualità nei nostri mulinelli o quantomeno di utilizzare la stessa come shock leader in buona quantità (diciamo anche 20mt), così che, nal caso in cui il pesce dovesse infilarsi o attraversare il banco di alghe, avremo la possibilità di recidere le stesse ed avere buone probabilità di portare la nostra preda a guadino. Normalmente pescando a distanza di sicurezza da questi ambienti avremo fondali con profondità variabili dal metro ai tre o quattro metri circa. Questi hot spot risulteranno particolarmente proficui durante il periodo primaverile.

Le massicciate artificiali e naturali:

Anche di questi spot ne avremo in buona quantità, ed anche in questi vale la pena calare i nostri inneschi in qualsiasi periodo dell'anno, sia che siano naturali, che create dall'uomo, individuando con accuratezza dove queste finiscono ed il corso del fiume torna compatto o leggermente limaccioso, perchè sarà proprio qui che le nostre amiche ameranno ricercare piccoli invertebrati, colonie di mitili e gamberi. L'azione di pesca non si scosterà molto dalle precedenti, in quanto presenteremo le nostre insidie sempre nei pressi di ostacoli, ma trattandosi di formazioni rocciose più o meno grandi, con presenza di pietre più o meno affilate, il consiglio è di utilizzare un ottimo shock leader in robustissimo monofilo, anche dello 0,70mm, in quanto molto più resistente in queste condizioni rispetto ad un trecciato.

Anche in questo caso, potremmo trovare le nostre massicciate a partire dall'argine del fiume, fino a protrarsi, in alcuni casi, per una ventina di metri verso il fondale. Ai limiti di questi ambienti potremo trovare fondali di profondità variabili dai due, tre metri per arrivare ai sette o otto metri. Questi hot spot risulteranno proficui durante tutto l’arco dell’anno.

Le curve e le anse:

Non avremo che l'imbarazzo della scelta, in questo tratto il Tevere è stracolmo di curve ed anse anche di notevoli dimensioni e profondità, tanto che, in alcuni casi, formano veri e propri habitat a se stanti tanto da dover essere trattatti alla stregua di piccoli laghi in tutto e per tutto. Sia che siano curve, sia che siano anse, noteremo subito che in alcuni punti vengono lambite dalla corrente principale del fiume formando dei rigiri d'acqua moooooolto interessanti e sicuramente proficui per i nostri scopi.

Non sarà quasi mai redditizio pescare troppo all'interno di questi spot a causa dei notevoli sedimenti che vi si depositano nel tempo ma, varrà sempre la pena tentare la fortuna nei punti dove la corrente principale del fiume incontra le acque piu' ferme di questi piccoli bacini, punti in cui, sicuramente troveremo fondali più compatti.

A riprova di quanto detto sulle zone di accumulo, non dovrete far altro che lanciare i vostri inneschi nelle sopracitate aree di riporto, per far sì, che anche dopo poche ore di pesca andandoli a recuperare, noterete immediatamente annusandoli il cattivo odore che emaneranno e, a questo punto non dovrete far altro che trarre la giusta conclusione, ovvero cambiare spot. Cosa ben diversa sarà il lato opposto della curva o dell’ansa, questo sarà battuto costantemente dall’impeto della corrente che corroderà il fondale, scaverà gli argini, mettendo a nudo molti alimenti naturali di cui le nostre amiche vanno ghiotte, quali lombrichi e piccoli invertebrati e, state pur certi, che le nostre baffone sanno esattamente dove andare a cercare queste prelibatezze.

Sarà proprio lì, dunque, che trovaranno i nostri tranelli sotto forma di appetitosi e irresistibili bocc

oncini, proprio lì dove andranno a reperire alimento naturale. In questi spot troveremo quasi sempre fondali compatti e sgombri da ostacoli, per cui, normalmente il nostro temibile nemico da contrastare sarà unicamente la forte corrente, la pesca sarà un pò più rilassante, per cui, ottimo monofilo in bobina dello 0,35-0,38 o 0,40mm, ottimo shock leader in nailo

n dello 0,60mm ( consiglio il resistentissimo l’Imperial Fishing Shock’it o il superbo Carp’r’us clearwater shockleader da 50lb in fluorocarbon) e piombo in line di peso adeguato a contrastare la corrente (potremo arrivare anche ad utilizzare piombi o sassi a perdere da 250gr e oltre, importante che siano di forma molto schiacciata), saranno i complementi ideali per affrontare questi fantastici hot spot.

In questi ambienti potremo trovare fondali con profondità variabili da un metro, per arrivare anche ai tredici o quattordici metri all’interno delle buche più profonde. Questi hot spot risulteranno particolarmente proficui durante tutto l’arco dell’anno, ma dovremo far ben attenzione a come sfruttarli, pescando nella acque più basse durante il periodo primaverile e autunnale, per poi pescare nelle batimetriche più profonde nel periodo estivo e invernale.


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