Itinerari

Albula (Il Tevere) parte 3

Di Sergio Ceccarelli pubblicato il 04/01/16

In piena corrente:

Altro hot spot a torto meno
considerato o temuto ma non per questo meno proficuo, anzi, nella stragrande
maggioranza dei casi è quello che mi ha regalato le catture più importanti in
fiume e che ha solo bisogno di essere affrontato nel modo giusto. In questo
contesto la parola d'ordine è: "l'innesco DEVE rimanere ancorarato al
fondale
"...., si! perchè pescando in piena corrente se non
utilizzeremo piombi sovradimensionati, rischieremo che il nostro innesco venga
trascinato dalla stessa anche per svariati metri, con il disastroso risultato
di ritrovarci in pesca in un punto non voluto, o molto peggio che l'amo del
nostro terminale muovendosi, si vada a conficcare in qualsasi appiglio trovi
sul fondale stesso. Come precedentemente detto, non abbiate paura di esagerare
con il peso del piombo, sovente, con condizioni di forte o fortissima corrente,
mi è capitato di utilizzare piombi inline o a perdere da 200gr ed oltre di
forma molto schiacciata, assolutamente necesssari a far rimanere la nostra
montatura ancorata sul fondo per una corretta azione di pesca. In questi hot
spot avremo sempre un fondale molto compatto e levigato dall’azione della forte
corrente e abbastanza sgombro da ostacoli. Ricordiamoci dove possibile, per una
efficace azione di pesca in questi spot, di utilizzare dei beack leads (piombi
affondafilo) di dimensioni adeguate, molto utili in questo contesto, in quanto,
tenendo la maggior parte della nostra lenza aderente al fondale la pressione
della corrente sulla stessa sarà quasi nulla, così da consentirci appunto di
pescare nel migliore dei modi. Così facendo, andremo a scongiurare che
qualsivoglia detrito portato dalla corrente possa impigliarsi alla nostra lenza
trascinandola inesorabilmente, costringendoci a continui recuperi e lanci,
penalizzando notevolmente il buon esito della pescata. Ultimo consiglio per
affronatre al meglio questa situazione è quello di realizzare il nostro
terminale con una lunghezza massima di 20-25cm circa, al fine di limitarne al minimo
i movimenti sotto la spinta della corrente. Anche per questi ambienti avremo
profondità variabili dai due o tre metri fino ad arrivare a dodici o tredici
metri. Questi hot spot saranno maggiormente proficui durante il periodo estivo
dove le nostre amiche nonostante le elevate temperature esterne che si raggiungono
normalmente in questa zona e che inevitabilmente aumentano la temperatura delle
acque più stagnanti, troveranno certamente acque piacevolmente  ossigenate.

Questi sono gli ambienti che troveremo in ogni angolo di questo tratto di fiume e, sarà proprio nei pressi
di questi che se ben affrontati avremo le maggiori chances di catture. Apro una
piccola parentesti, non a caso pensiero comune a tutti i migliori angler
europei è il fatto di dire che le acque dei grandi fiumi siano quelle che racchiudano
i maggiori segreti in fatto di taglia delle carpe, ed infatti, la cosa che più
accomuna proprio questi angler  è il fatto di dedicare proprio alle acque dei più grandi fiumi europei (la Senna, il
Loira, il Danubio, l’Ebro, il Po, il Mosella, ecc.) molte delle loro sessioni
di pesca, riflettiamo attentamente su questo..! In queste acque, Tevere
compreso, ad oggi non ci è dato sapere che specie di carpa e quanto grande al
massimo potrebbe nuotarci dentro, non sappiamo con certezza il potenziale
assoluto di queste acque, ma sinceramente è proprio questo alone di mistero che
mi ha sempre di più fatto venire il prurito, l’ignoto, il non sapere mai cosa
ci sarà dall’altro capo della lenza, è sempre stato il mio tormentone pescando
in questo fiume fin da bambino.

Nelle innumerevoli giornate passate sulle
sponde del Tevere ho avuto la fortuna di constatare la presenza di esemplari
veramente xxl che si sono mostrati sotto forma di salti, rollate, scodate o
tranquillamente a passeggio sotto il pelo dell’acqua, e vi assicuro che in ogni
caso lo spettacolo è sempre stato da cardiopalma tanto era elevata la mole
degli esemplari avvistati. Carpe regine, carpe a specchio, carpe cuoio e
stupende fully scaled di ogni forma e dimensione saranno le nostre prede oltre
all’incontro con qualche altro esemplare dalla livrea molto particolare frutto
di ispiegabili incroci genetici.

L’altra faccia della medaglia però è data dal
fatto che questo fiume oltre ad essere ben popolato da big, è strapopolato da
carpe di tutte le taglie ovviamente, e da moltissime altre specie ittiche di
taglia media e piccola che, statene pur certi, non se ne staranno lì con le
boccucce a riposo ad aspettare che le grosse carpe aspirino le nostre esche. E
già, il difficile di questi fiumi è proprio questo, la stragrande popolazione
ittica che ci renderà la vita veramente un inferno, e non provate o pensate
nemmeno lontanamente di fare un minimo di selezione in questi corsi d’acqua
perché posso tranquillamente assicurarvi che sarà tutto INUTILE. Nulla potremo
contro una popolazione sterminata di carpe dai tre ai quindici chilogrammi, di
tinche dal chilo ai cinque, di enormi e voracissimi cavedani, di siluri di
taglia xl, di carassi, breme, tartarughe (?), scardole, pesci gatto e non per
ultimi gamberi killer grossi come aragoste. Se a tutto ciò aggiungiamo la
presenza di vastissimi banchi di enormi cozze d’acqua dolce, ancor di più
riusciremo minimamente a capire quali siano le reali potenzialità di questo
bellissimo corso d’acqua. Ed allora direte voi: “sarà impossibile riuscire a
catturare qualche bell’esemplare di carpa?”, non è proprio così, oppure, non è
così facile venirne a capo, ma è altrettanto vero che questo tipo di acque
potrebbero essere la fortuna sia di chi ha molto tempo da dedicare alla pesca,
e sia di chi di tempo ne ha veramente molto poco viste proprio le
inimmaginabili quantità di pinnuti che vi nuotano dentro. Non sarà impossibile
quindi anche con poche ore a disposizione portare a guadino la carpa dei nostri
sogni, ma allo stesso tempo sarà possibilissimo catturare una miriade di carpe
o cavedani di medie dimensioni, così come potrebbe essere sempre lì in agguato
il famigerato cappotto.

Se a tutte le possibilità descritte fino ad ora uniremo
sempre un’attento studio degli spot e un’attenta azione di pesca, faremo
sicuramente in modo di aumetare esponenzialmente le possibilità di cattura, e
nessuno potrà mai dirci, se, quell’ennesima partenza si tramuterà nel pesce dei
nostri sogni. Tutto questo per ricordare sempre a tutti che in pesca bisogna
esserci per poter vivere le emozioni, sia per più giorni e sia per qualche ora,
sia con il sole che con la pioggia, sia con il caldo che con il gelo, ma
esserci..!! Unitamente al mio team, le ore spese in pesca in questo tratto di
fiume in qualsiasi periodo dell’anno sono state veramente molte, così da
permettermi di stilare una sorta di vademecum che magari potrebbe essere
d’aiuto a chi, per la prima volta o perché no anche per la seconda ;), vuole
provare a sfidare queste acqua. Non starò qui a raccontarvi una singola pescata
o un episodio in particolare, in quanto sono state veramente innumerevoli le
sessioni effettuate sul Tevere, ma vorrei darvi alcuni buoni consigli per
affrontare nel migliore dei modi questo fiume, per cui parleremo in maniera
particolare di pasturazione, esche, inneschi e variabili ambientali.

La pasturazione e le esche

Su questo argomento non ci sarà molto
da dire, ma solo alcune attente valutazioni da fare. Non abbiamo a che fare con
pesci difficili o schizzignosi di fronte a qualsiasi tipo di cibo gli si
presenti sotto i barbigli, ma riflettiamo bene su quello che facciamo tenendo
sempre bene a mente ciò che abbiamo detto fino ad ora e tenendo sempre ben
presente il risultato che ci siamo prefissati. Credo che nessuno di noi sia
così sadico da voler radunare nei pressi degli inneschi orde di voraci pesci di
disturbo che, inevitabilmente finirebbero per mettere a dura prova i nostri
nervi, la nostra pazienza ed i nostri sonni, per cui anche in considerazione di
questo, un’attenta strategia di pasturazione ci permetterà di ridurre al minimo
questi nefasti eventi.

  • Siamo sadici, abbiamo pochissimo tempo a disposizione, non ci interessa nulla della
    taglia, non ci interessa cosa rimarà ingannato dal nostro tranello, vogliamo a
    tutti i costi avere un’abboccata. Se ci riconosciamo in questo modo di pensare,
    il Tevere sarà ben lieto di esaudire i nostri desideri. Non dovremo far altro
    che effettuare una bella pasturazione a base di piccole granaglie: mais
    bollito, canapa, bacche d’acero, ceci, favetta oppure con un bel quantitativo
    di pastura sfarinata o method, innescare le stesse granaglie o boilies di
    piccolo diametro sia affondanti che pop-up e il gioco è fatto. La nostra
    tranquillità durerà veramente poco, il tempo che una miriade di guastafeste,
    carpette comprese (forse), si radunino nei pressi dei nostri inneschi e bip bip
    bip….scaricheremo le batterie dei nostri segnalatori, e chissà se nella mischia
    ci capiterà qualche bella carpa? Non è escluso al 100% ma sicuramente è una
    possibilità molto ma molto remota. Comunque per chi vorrà divertirsi così avrà
    sicuramente pane per i suoi denti.

  • Siamo caparbi, abbiamo sia poco tempo a disposizione ma potremmo averne anche molto,
    siamo alla ricerca di big carp costi quel che costi, vogliamo poche ma buone
    partenze, il nostro obiettivo sono le carpe e basta. Se al contrario del precedente,
    scegliete questo pensiero per vivere le vostre sessioni, bè allora ho quello
    che fa per voi, seguitemi.! Pastureremo esclusivamente con boilies molto dure e
    di elevato diametro, diciamo da 24mm in su, io normalmente in queste acque
    utilizzo boilies Imperial Baits da 24mm appunto nelle aromatizzazioni carptrack
    straweberry elite e carptrack monster’s paradise, ma prima di utilizzarle le
    estraggo dalle confezioni e le lascio asciugare in una sacca a rete per circa
    quindici giorni, lasciando che l’aria le renda dure come sassi. Utilizzo anche
    palline self made che realizzo nei diametri 26mm e 30mm utilizzando mix
    Imperial Baits carptrack, a cui aggiungo circa 8 uova per chilo, la dose
    consigliata di dolcificante Imperial Baits carptrack original NHDC, la dose
    consigliata di carptrack liquid amino e 1ml chilogrammo di aroma carptrack fish
    flavour. Anche queste prima di essere utilizzate vengono fatte asciugare per
    svariati giorni così da renderle molto dure. Alle boilies sopra dette aggiungo
    una cospicua quantità di tiger nuts di taglia media debitamente bollite. Gli
    inneschi saranno di generose dimensioni, si parte da una singola affondante da
    24mm per arrivare a omini di neve composti da una boilie da 30mm affondante
    sovrastata da una 28mm pop-up. Già vi sento mormorare…!!! E per questo aggiungo
    che in molti casi arrivo ad innescare insieme appassionatamente anche tre
    boilies da 24mm. Ma cosa c’è di strano? Avete paura che le nostre amiche
    abbiano timore di aspirare in un sol fiato un innesco del genere? Vi assicuro
    che non è così, ho visto esemplari di circa dieci o quindici chili ingoiare,
    aspirandoli in un batter d’occhio gamberi killer di circa quindici-venti
    centimetri per cui pensate si intimoriscano di fronte a dieci centimetri di
    innesco? Non aggiungo altro, chi vorrà tenterà questo tipo di approccio e poi
    magari se vorrà mi informerà sui risultati avuti. Resterò in fiduciosa attesa,
    fatemi sapere..!! Questo tipo di approccio come il precedente, può essere
    effettuato utilizzando le più svariate metodologie, per scagliare in acqua la
    nostra pastura potremo utilizzare cucchiaioni e fionde per le corte e medie
    distanze, cobra e spomb per le medio lunghe e lunghe distanze, barchini
    radiocomandati e imbarcazioni. La cosa che però dovremo tenere sempre a mente e
    a cui dovremo fare più attenzione, sarà quella di valutare attentamente la
    spinta della corrente presente sullo spot scelto in relazione alla profondità
    di pesca, più questa sarà sostenuta, più la profondità a cui peschiamo sarà
    elevata e più la nostra pasturazione dovrà essere effettuata a monte. Così
    facendo la nostra pastura si depositerà sicuramente nei pressi dei nostri
    inneschi, in caso contrario, la stessa sarà spazzata via dalla corrente anche
    di molti metri a valle, è questo infatti, uno degli elementi più trascurati da
    chi si cimenta per le prime volte nel pescare in acque correnti con il
    risultato magari che su tre canne in pesca per angler solo con quella più a
    valle si effetuano catture, non è un caso, rifletteteci sempre quando effettuate
    pasturazioni in acque correnti. Altro consiglio è di non starvi a lambiccare il
    cervello nella realizzazione di esche super rivoluzionarie dalla composizione
    super complessa, in questi contesti non servono, non sprecate tempo per questo
    ma utilizzatelo più proficuamente in pesca perché come vi dicevo in queste
    acque le nostre amiche non sono così esigenti o di palato fine e, accetteranno
    senza troppe smorfie qualsiasi pallina gli propinerete. Vorrei trattare adesso
    l’argomento più ostico in cui un appassionato si imbatte affrontando per la
    prima volta le acque di un grande fiume come questo, i quantitativi di pastura
    da utilizzare in ogni sessione o per effettuare una pasturazione preventiva. La
    risposta è molto semplice: “non abbiate paura di esagerare, non ci
    riuscireste..!”
    , non sto scherzando prendete pure alla lettera le mie
    parole, perché come ribadito più volte, la popolazione ittica dei fiumi è
    oltremodo vorace e spropositata, per cui tenete sempre a mente che almeno nelle
    prime fasi di pasturazione l’80% di qualsiasi cosa decidiate di utilizzare non
    sarà ad appannaggio delle nostre amiche, ma sarà voracemente divorato dalle
    moltissime altre specie di pinnuti che si daranno appuntamento al banchetto.
    Successivamente, al momento che le carpe avranno preso il dominio della zona e
    quindi del cibo ivi presente, le cose cambieranno e si tramuteranno in bip. Detto
    questo, l’ultimo consiglio riguardante questo argomento, è proprio quello di
    tendere sempre ad esagerare con la pasturazione e di non lesinare in tutti i
    periodi dell’anno (possiamo leggermente diminuire i quantitativi durante il
    periodo invernale, in quanto, alcune specie di disturbo diminuiscono in maniera
    esponenziale la loro attività), così da aumentare le probabilità che alle
    nostre amiche rimanga qualche cosa di interessante da mettere sotto i denti..”faringei”.
    Farò alcuni esempi per suffragare quanto detto fino ad ora:

  • Veloce
    sessione di qualche ora o al massimo di una giornata, siamo in pesca con tre
    canne (il massimo consentito da regolamento in questo tratto di fiume)
    posizionate in tre spot diversi,  lanciamo
    o caliamo i nostri inneschi e su ognuno di essi pastureremo a medio raggio con
    circa un chilogrammo di tiger nuts e un chilogrammo di boilies intere o
    spaccate a metà. Se avremo partenze, non dovremo far altro che ripasturare
    sull’innesco interessato con circa cinquecento grammi di tiger nuts e
    cinquecento grammi di boilies, ogni qualvolta rilanceremo o ricaleremo. I
    quantitativi, in questo caso, sono relativamente contenuti per cercare di
    attirare nei pressi dei nostri inneschi anche solamente qualche pesce di
    passaggio, così da avere maggiori possibilità di catture avendo poco tempo a
    disposizione.

  • Sessione
    di un week-end, per cui oltre 48 ore di pesca (in questo tratto di fiume è
    consentito praticare il carpfishing anche nelle ore notturne), sempre in pesca
    con tre canne in tre spot diversi, lanciamo o caliamo i nostri inneschi, ma in
    questo caso pastureremo su ognuno con circa due chilogrammi di tiger nuts e due
    chilogrammi di boilies intere o spaccate a metà ad ampio raggio. Se avremo
    attività sui nostri inneschi, ripastureremo sulla canna o sulle canne
    interessate con un chilogrammo di tiger nuts e un chilogrammo di boilies a
    medio raggio. Come vedete per una pescata un po’ più lunga i quantitativi
    saranno leggermente aumentati, in quanto, avendo più tempo a disposizione e
    aumentando il raggio di pasturazione, verosimilmente potremo intercettare e far
    rimanere in zona molto più a lungo un maggior numero di carpe, aumentando
    oltremodo la possibilità che anche i grossi esemplari riescano ad accaparrarsi
    un po’ di pastura, o perché no, proprio il nostro innesco..!

  • Long
    session, ovvero sessioni di oltre tre giorni sempre con le nostre tre canne in
    tre spot diversi, in questo caso avendo molto tempo a disposizione, l’approccio
    che mi ha portato ad avere i migliori risultati in termini di taglia è stato
    quello della pasturazione ad ampio raggio, utilizzando nei primi due giorni di
    pesca, notevoli quantità di boilies e tiger nuts. Su ogni innesco, come
    anzidetto, nei primi due giorni di pesca, rilanciando o rocalando due volte al
    giorno, anche senza aver avuto partenze, pasturo a largo raggio con circa tre chilongrammi
    di boilies intere e tre chilogrammi di tiger nuts. Dal terzo giorno in poi,
    avendo abboccate, pasturo sulle canne interessate con circa due chilogrammi di
    boilies intere e due chilogrammi di tiger nuts, depositandole a medio raggio
    nei pressi dell’innesco. Normalmente nei primi due giorni di pesca il silenzio
    regna sovrano, ma se le cose andranno per il verso giusto, preparatevi, dal
    terzo giorno in poi ad un vero e proprio tour de force, e posso assicurarvi che
    la taglia delle catture sarà di tutto rispetto.

Come avrete ben capito, specialmente
per quanto riguarda le medie e le lunghe sessioni, dovremo investire in
notevoli quantitativi di pastura, quantitativi che ovviamente, pescando in due
persone e con sei canne andranno inevitabilmente raddoppiati, fattore che
sicuramente ci porterà soddisfazioni ma che risulterà molto oneroso sotto il
profilo economico. Ecco che qui, come non mai una pesca di team potrà
sicuramente alleggerire l’oneroso approccio, sia in termini economici che in
termini di stanchezza fisica nell’attuarlo. Ve lo consiglio spassionatamente
perché ci sono già passato, e posso assicurarvi che pescare in un grande fiume,
da soli, non è come pescare in un lago, sotto molti punti di vista, aspetti che
nel corso di questo articolo afronteremo uno ad uno e, il primo è concernente
proprio la pasturazione. Fine del primo round, ma solo per il momento, a
brevissimo avrete in pasto il match definitivo con il quale fugherete
definitivamente tutti i vostri dubbi su come affrontare correttamente le acque
correnti, mi raccomando non perdetelo, si partira spediti con gli inneschi, le
variabili ambinetali, i pericoli ma, accidenti avete ragione vi sto rovinando
la sorpresa! Bocca cucita dunque:“La pazienza è la virtù dei forti!”.
In bocca alla big a tutti..

 

                           


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