Boilies E Mix

Adorabili birdfood - Parte 2

Di Andrea Girardi pubblicato il 26/09/11

Una panoramica sul mercato

 

E’ indispensabile partire da questo assunto: i pastoncini sono nati per soddisfare esigenze di carattere ornitologico e solo successivamente sono stati presi in prestito dal carpfishing.

Decine e decine di diversi pastoncini sono oggi disponibili, ciascuno dei quali contraddistinti da peculiarità diverse e con caratteristiche di appetibilità ed elementi nutrizionali distinti.

Nella nostra bella Italia, a dispetto di un ventaglio ampissimo di soluzioni, nazionali ed europee, per ragioni legate a fattori storici e commerciali, si sono affermati in via predominante i birdfood di origine anglosassone.

E’ uno dei tanti paradossi che avvolgono in una sorta di ragnatela dogmatica l’intero settore.

 

La percezione che si ha scrutando ciò che il mercato offre è che in assenza di birdfood di origine anglosassone non si vada da nessuna parte con il conseguente confezionamento di mix e boilies scadenti ed inefficaci.

 

E’ un altro dei tanti dogmi stratificatisi e sedimentatisi trasversalmente nel carpfishing nel corso degli anni e spesso inconsapevolmente abbracciati dai carpisti.

 

Eppure il panorama europeo, oltre alle prime donne english style (nectar blend, soft bill, red factor e robin red), annovera centinaia di prodotti altrettanto validi se non addirittura migliori. I prodotti per l’allevamento e lo svezzamento di uccelli da gabbia in realtà sono così tanti e disparati da destare non poche perplessità ed imbarazzo di scelta al boilie self maker che si appresta a manipolarli.

 

Basta dare un’occhiata a ciò che offre il mercato inglese e rendersi conto che gli allevatori professionisti neppure menzionano certi famosissimi birdfood assurti a rango di star nella nostra disciplina. Giova ricordare, e qui mi rivolgo ai più giovani, che mai nessun birdfood è stato creato per il carpfishing ma che proprio quest’ultimo ha attinto a piene mani dal mondo dell’alimentazione per gli uccelli e che, anche nella patria del carpfishing, i birdfood maggiormente usati in ornitologia sono di produzione tedesca, belga e olandese.

E’ un’affermazione forte ma perfettamente aderente alla realtà.

 

A tal proposito, nelle simpaticissime ed animate discussioni nei forum d’oltremanica non è raro imbattersi in dibattiti a cura di simpatici ed infervorati anglers sul tema birdfood. Ebbene, gli stessi inglesi, tradizionalisti da un lato ma con lo sguardo sempre teso verso le innovazioni, pur esaltando l’eccellente produzione made in U.K, osservando e scrutando la scena nel continente si chiedono se esistono alternative ai loro birdfood. Il tam tam presto si diffonde e ne si evince che sono perfettamente consapevoli di quanto avanzati siano i rearing food europei e ad essi strizzano l’occhio ma…..

 

Come ebbe modo di dire qualcuno in una radio cronaca inglese di qualche anno fa relativamente alle condizioni meteorologiche: “visibilità nella manica pari zero, l’intero continente è avvolto da una spessa coltre di nebbia”. Per contro era proprio il Regno Unito ad essere completamente avvolto da una spessa cortina fumogena!

 

Non sempre è così facile spiegare, in particolar modo ai più giovani, che, oltre a quanto offerto dalla stretta realtà commerciale del carpfishing, esiste anche un intero mercato, il quale, dietro a quella spessa cortina che ammanta di mistero il mondo dei birdfood in cui quei cinque o sei nomi imperano come re sui loro troni, prospera un mondo contiguo e parallelo del tutto estraneo alla pesca e che nulla sa di hair rig, carpe e boilies (qualcuno ad onor del vero si) ma che produce, confeziona e vende dei pastoncini espressamente studiati per allevatori professionisti ed agonisti del settore. Professionisti che spesso girano il mondo portando con sé gli esemplari di uccelli più belli (canarini, tucani, pappagalli ecc.) nel tentativo di strappare la corona di vincitore al detentore di turno.

Parliamo di persone che amano i loro volatili alla stessa stregua di quanto noi amiamo le carpe ed ai quali somministrano pastoncini di qualità eccelsa. Eppure se gli si citano certi nomi ti osservano con sguardo enigmatico chiedendo a quale pastoncino ci sia stia riferendo.

 

Zoom sul mercato italiano

 

E da noi, nella nostra bella Italia, potevano forse mancare le aziende produttrici di alimenti per uccelli?

Certo che no! Il settore pet-food ornitologico è ben distribuito ed affermato da nord a sud con aziende che sfornano tonnellate di signori pastoncini.

Un connubio imprenditoriale composto sia da eccelse aziende aventi carattere industriale che da nicchie di mercato con spiccata vocazione artigianale dove ricette e selezionatissimi ingredienti vengono tramandati di padre in figlio.

Non sempre è oro tutto ciò che luccica, recita un vecchio adagio, e non tutti i pastoncini sono così buoni come possono apparire al primo rilevamento ottico e olfattivo.

Taluni cibi per uccelli inebriano i sensi per profumi e colori, ma, qualche volta, l’apparente bontà cela dietro a sé una sorta di make up per conferire un aspetto appetitoso a pastoncini di scarsa qualità composti perlopiù da scarti industriali derivanti dall’industria dolciaria. Ed è una lamentela che di tanto in tanto si sente udire in ambito professionistico dove si trovano ad operare i migliori agonisti nel settore ornitologico.

 

Tradizione e innovazione

I pastoncini elaborati in ambito industriale possiedono una storia abbastanza recente e fino a pochi anni fa la produzione era confinata all’ambito privato nel quale i pastoncini fatti in casa alimentavano un grande seguito.

 

La produzione artigianale e casalinga ha dato vita a ricette che sono state create e tramandate da allevatore in allevatore e trasformate di volta in volta in base ad esigenze e convinzioni personali.

 

Le realtà aziendali più moderne godono, tra l’altro, di impianti molto avanzati che consentono di proteggere i pastoncini dagli agenti atmosferici e di preservarli da sbalzi di temperatura e umidità attraverso l’utilizzazione di ambienti climatizzati dotati di celle frigorifere che fronteggiano gli innalzamenti dei tassi batterici causati dalle alte temperature.

 

Fondamentale importanza rivestono anche le analisi di laboratorio, non sempre riportate sulle confezioni, che permettono di determinare le quantità di batteri presenti sui pastoncini in modo tale da scongiurare eventuali presenze di aflatossine rilevando i contenuti analitici afferenti a proteine, vitamine e aminoacidi.

 

Le nuove sostanze impiegate nella produzione dei pastoncini

Ogni anno le case produttrici studiano e ricercano nuove sostanze per rendere i loro pastoncini sempre più completi (con sommo gaudio degli allevatori e grande felicità dei carpisti).

La scoperta di determinate sostanze come i fruttoligosaccaridi, i betaglucani ed i probiotici (tanto in voga oggi nel carpfishing), ha consentito di effettuate un ulteriore step in avanti, migliorando l’assorbimento delle sostanze nutritive e stimolando il sistema immunitario degli uccelli da allevamento. Tutto questo ha ovviamente un riflesso eccezionale nella formulazione di mixes sempre più performanti.

Maggiori sono gli studi condotti da parte delle aziende nel settore ornitologico maggiori sono gli incrementi che ne derivano nel mondo del self made. In un certo senso viviamo di riflesso.

 

I fruttoligosaccaridi

I fruttoligosaccaridi o FOS sono carboidrati complessi, ovvero zuccheri naturali in forma di amidi, che si trovano in piccole quantità in varie piante. Hanno effetti benefici sugli organismi viventi e costituiscono il nutrimento della flora intestinale. Sono presenti in certi birdfood soprattutto di produzione made in Italy e avrebbero la prerogativa di facilitarne la digestione e l’appetibilità.

 

I betaglucani

I beta glucani sono degli elementi naturali di origine vegetale che sviluppano le difese immunitarie e si trovano sulle pareti delle cellule dei lieviti e dei funghi.

 

I prebiotici

Si tratta di sostanze che aiutano la flora intestinale e la digestione rafforzando l’organismo.

Gli allevatori che somministrano i prebiotici ai loro uccelli constatano nei medesimi un notevole incremento di crescita. L’acquisto di prebiotici come ingredienti a sé stanti risulta essere difficile se non completamente inattuabile da parte del self maker.

Non è assolutamente necessario scervellarsi in affannose ricerche poiché si tratta di elementi già presenti nei pastoncini di ultimissima generazione.

Le differenze riscontrabili tra l’uso o meno di pastoncini con prebiotici/betaglucani e/o fruttoligosaccaridi personalmente li ho riscontrati solo nel lungo periodo. 

 

Home made birdfood mixes. Quali scelte operare?

I pastoncini che prediligo sono prodotti in Olanda, Belgio e Germania ove sono presenti aziende dedite all’alimentazione degli uccelli con 250 anni di esperienza alle spalle. Non si tratta di esterofilia e neppure di mode.

WITTE MOLEN, SLUIS, QUIKO, CEDÈ, AVES PRODUCT e COMED, sono da tutti conosciute come aziende leader nel settore dei pastoncini e degli integratori.

È semplicemente l’esperienza che, dopo avermi portato a rullare montagne di impasti con i pastoncini più disparati, mi ha indotto a preferire taluni piuttosto che altri. Non sempre è semplice spiegare cosa realmente può dare in termini di soddisfazione un pastoncino una volta impastato.

Intervengono quindi altri fattori, quelli cioè che determinano la buona riuscita di un impasto, quali la coesione, la malleabilità, la perfetta rollabilità nella tavola di rullaggio, boilies che non danno vita a crepe durante la fase di asciugatura o troppo leggere per essere lanciate con il cobra.

Quante volte pur possedendo ottimi birdfood, poi, all’atto di impastare il tutto o di rullare i salsicciotti il mio entusiasmo sprofondava come un avventuriero nelle sabbie mobili a causa di ingredienti che stavano gli uni con gli altri come i cavoli a merenda? Sono situazioni nelle quali molti di noi si possono rispecchiare.

Quindi cosa si deve fare per operare correttamente? E’ da mettere in preventivo che molti errori possono essere compiuti e che, come in tutte le cose della vita, ci vuole un po’ di pazienza ed esperienza. Esperienza che certamente non si matura nell’arco di una notte. Si deve creare quel feeling tra noi ed i pastoncini che insieme ai liquidi daranno vita ad un impasto omogeneo, in cui sensibilità manuale, olfattiva e visiva acquisite nel tempo ci sapranno dire indicare sin da subito se stiamo operando correttamente o meno.


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Commenti

Andrea Girardi il 08/10/11
Gentilissimo Paolo, innanzitutto grazie per l’elogio espresso attraverso il commento e grazie per aver formulato delle specifiche richieste. Ho preso accuratamente nota degli argomenti per i quali desidereresti avere delle delucidazioni e nelle prossime puntate cercherò di trattarli quanto più esaustivamente possibile. E’ merito delle domande poste da Voi lettori se spesso si riesce a correggere il tiro centrando le curiosità manifestate, dirimendo gli eventuali dubbi e fornendo nuovi spunti creativi. Una sinergia tra autore e lettore non può che essere foriera di nuovi traguardi. Grazie ancora Paolo.


marcuccipaolo@br.inter.net il 07/10/11
Andrea, per avere tutta questa scelta e conoscimento di mangimi e pastoncini per canarini devi essere anche allevatore, io che ne ho fatte a quintali di boiles ed ho sempre cercato delle novitá per poter inserire nei miei impasti di pastoncini ne ho trovati sempre pochi e per lo piú sfusi di quelli che vendono a chili,dovresti dirci dove li trovi e pure cosa ne pensi, potresti parlarci dei risultati che ti hanno dato, della loro consistenza negli impasti e con che cosa li hai combinati, con che farine si amalgamo meglio. Di domande e di esperienze ne abbiamo tutti molte ed é un grande argomento molto di piú degli additivi e degli aromi che poi sono sempre soggettivi. Grande preparazione la tua, manca se non ho letto bene, come preferisce cuocerle le boiles cosí fatte a vapore o in acqua bollente? Complimeti una delle migliori cose lette, non le orribili faide fra associazioni, ma questi hanno tempo per pescare? Alla fine se non peschiamo a che serve discutere tanto, le carpe bisogna prenderle per giustificare tutto questo sforzo. Ciao a presto Paolo


Andrea Girardi il 03/10/11
Gentilissimo Paolo, un "semplice pastoncino giallo profumato al miele" è una buona base di partenza e può essere di per sè sufficiente, se ben gestito e lavorato,a far andare in visibilio anche la carpa più riottosa. Lasci peredere i setacci e usi il pastoncino tout court così com'è. La ringrazio sentitamente per l'apprezzamento formulato e la aspetto al prossimo appuntamento di "Adorabili birdfood - parte 3" dal quale mi auguro potrà avere delle risposte in merito ai dubbi che nutre.


Paolo Carli il 30/09/11
Parlando del problema degli impasti mal riusciti con i bird food io ho cercato di risolverlo in questo modo, vorrei premettere che non ho tutta tutta la scelta e varieta mostrata nell´articolo a disposizione e che devo acontentarmi di un semplice pastoncino giallo profumato al miele, io che faccio con questo pastoncino, lo setaccio con varie setacci, di varie misure, per vedere le diverse granulometrie e composti dello stesso pastoncino salvando le polveri e i semi piú piccoli, e la scagliola, che inglobo nell´impasto scarto tutto il mais spezzato che é stato inglobato per dare volume e molte volte il mais é piú del 50%, setacciando i pastoncini e agginungendo nell´impasto a mano a mano le varie granaulometrie potremo aver idea di come il birdfood si amalgama all´impasto, senza scomporlo e renderlo irrullabile. Comunque un grande articolo, anche se il primo della serie era molto piú rivelatore.


Andrea Girardi il 30/09/11
Massimo carissimo, grazie alla kermesse di Goito al lago San Pietro ho avuto l'opportunità di conoscere nuove persone e di stringere nuove amicizie. Dopo tanti anni di piacevole lettura dei tuoi articoli su carta patinata ho avuto il privilegio di dialogare e confrontarmi personalmente con una delle colonne portanti di Carponline. A presto Andrea


massimo bravo il 29/09/11
Grande Andrea, ciao. spero di rivederti presto. Massimo.


Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)