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Acqua e sangue

Di Redazione pubblicato il 01/02/18

Un camion di pesce irregolare è stato scoperto e fermato sul tratto aretino dell’Autosole. La merce – destinata probabilmente alla Romania – è stata sequestrata e inviata all’impianto di San Zeno per essere smaltita. Il conducente del mezzo è stato multato di 3mila euro. Pessime le condizioni di trasporto del prodotto: alcuni pesci si trovavano a diretto contatto con le pareti del camion, altri erano stipati in contenitori senza coperchio, con acqua e sangue che fuoriuscivano contaminando il resto del carico. Insufficiente il ghiaccio a mantenere in condizioni accettabili il pescato durante il trasporto. Secondo la documentazione, il tir avrebbe dovuto trasportare pesce del lago Trasimeno, le scatole all’interno erano riferite invece a salmoni.

L’operazione è stata portata a termine nei giorni scorsi ed è stata frutto della collaborazione tra la polizia stradale di Battifolle e del servizio veterinario della Asl Toscana sud est.

 

 L’ispezione del mezzo è scattata a seguito di un controllo: una pattuglia della Polstrada aveva notato in A1, in carreggiata nord, un furgone con targa rumena in evidente sovraccarico. Poi è stato richiesto l’intervento del servizio veterinario della Asl. I documenti di accompagnamento attestavano che il pesce era stato “pescato nel lago Trasimeno”. I veterinari aretini si sono messi in contatto con la Ausl umbra per un chiarimento ma sono risultate mancanti tutte le informazioni relative alla tracciabilità del prodotto.

 

All’interno dell’autocarro c’erano pesci di varie pezzature, messi in contenitori di polistirolo senza coperchio, “in pessime condizioni igieniche e con etichette e diciture non riconducibili ai pesci contenuti. Sia le scatole che le etichette erano infatti riferite a salmoni”, spiegano dalla Asl:

La mancanza di coperchio faceva sì che acqua e sangue cadessero dalle scatole, andando a contaminare i pesci sottostanti, fino a defluire fuori dal furgone. Il ghiaccio non era presente in quantità idonea alla conservazione. I pesci più grossi, che non entravano dentro le scatole, erano stati eviscerati e lasciati senza contenitore a contatto con le pareti del furgone. Successivi approfondimenti fatti dalla Asl sull’accaduto inducono anche a sospettare fortemente la pesca di frodo, pratica dannosa per l’ecosistema, che in questo caso non è stato possibile accertare.

Il furgone è stato scortato dagli operatori del servizio veterinario e da una pattuglia della polizia stradale di Battifolle all’impianto di San Zeno gestito da Aisa Impianti e qui è stato smaltito. La polstrada ha multato per circa 3.000 euro il conducente del furgone, un rumeno di 28 anni.


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