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A rischio il Museo di Motta Baluffi di Vitaliano Daolio

Di Redazione pubblicato il 18/08/15

L’Acquario del Po di Motta Baluffi, una struttura unica nel suo genere in provincia di Cremona, rischia di chiudere. Il Corpo forestale dello Stato di Pavia ha elevato al Comune, proprietario dell’edificio, e al gestore, Vitaliano Daolio, una sanzione di 30 mila euro contestando il mancato rispetto di un decreto secondo il quale l’Acquario è da qualificare come “giardino zoologico” e, quindi, si sarebbe dovuto richiedere un permesso al Ministero dell’Ambiente. «Non è uno zoo ma un centro didattico, una mostra permanente di pesci - commenta Daolio, 59 anni, l’unico pescatore professionista del Cremonese -. L’avvocato ha già presentato alla Prefettura una memoria difensiva. Se le sue argomentazioni non dovessero essere accolte, si andrà a un contenzioso legale. In caso di sconfitta, saremo costretti a chiudere: non solo perché bisognerebbe pagare i 30 mila euro di multa ma anche perché ne servirebbero almeno altrettanti per omologare l’acquario a uno zoo. Mi auguro che alla fine prevalga il buon senso».

 

Il Comune

Spera in una soluzione positiva anche il sindaco di Motta Baluffi, Giovanni Delmiglio, «anche perché quei soldi il Comune non li ha e non saprebbe dove andare a prenderli». Il “museo del Po”, anche grazie a un finanziamento Ue, è stato inaugurato nel giugno 2004. Settanta vasche, al piano rialzato di una vecchia cascina immersa nel verde, dove nuotano una cinquantina di specie ittiche del Grande fiume, sia autoctone che alloctone: il luccio, ormai praticamente scomparso, e un altro esemplare molto raro come il pesce siluro albino, le carpe e lo spinarello, anch’esso a rischio estinzione. All’esterno, tartarughe d’acqua dolce e terrestri. Come spesso accade, questo piccolo ‘tesoro’ è più conosciuto e apprezzato lontano che vicino. Il 2013 si è chiuso con 3.500 visite, soprattutto scolaresche. Numeri significativi in un paesino di 800 abitanti ma distanti da quelli degli esordi.


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