Tecnica

A lancio sotto gli scalini- part.1

Di Quirino Riccitelli pubblicato il 21/08/15

 


I forti temporali pomeridiani rinfrescano, da circa una settimana, le ore più calde di questo agosto. Oggi sono le 15:00 in punto e ne arriva un altro puntualmente; violento, con tanto di grandine e rumore. Non ho niente da fare, poca voglia di fare, e neppure domani, quando sarà più o meno la stessa storia.

So che vorrei pescare, ma so pure che non voglio distruggermi caricando: gommone, motore, batterie, ecoscandaglio, segnalini, più annessi e connessi. Quasi quasi rispolvero quei vecchi cimeli in PVA buttati chissà dove e provo con una sessione last minute a lancio. Vecchia maniera insomma, ma se voglio andare devo fare veloce che sono al quanto disorganizzato.

Resto incerto per qualche istante sull’andare o meno, ma stranamente mi trovo già cambiato. Ho addosso il vecchio pantalone bucherellato, le scarpe sporche, il cappellino fortunato e sto fermo sull’uscio di casa. Pronto per uscire saluto mia madre e quel paio di solite raccomandazioni, poi scendo e carico l’auto nella speranza di non scordare nulla.

Alla fine mi metto alla guida e provo una strana sensazione perché riesco a vedere nel retrovisore. Ingrano la marcia e dopo un’ora arrivo sul lago. Sono le 18:00 e scruto attorno le postazioni disponibili.

C’è un buco libero, ed è un bel posto dal quale manco da circa due anni; stretto forse, ma è già la mia scelta definitiva. Si tratta di una sorta di terrazza incastonata tra le rocce, al cui interno c’è giusto lo spazio per montare una tenda e il rod pod.

Quattro viaggi (andata e ritorno) per trasferire l’attrezzatura, poi con calma passo a montare l’accampamento. Il lago in questione è un invaso artificiale sottoposto a notevole pressione di pesca, specialmente nel corrente periodo estivo. Talvolta i carpisti vi si accampano per settimane e spesso è difficile trovare un posto libero. I pesci sono numerosi e non mancano le partenze, il problema resta quello riuscire a scovare le carpe più grosse. Non ho enormi pretese da questa sessione, ma confido in una botta di fortuna. Ho intenzione di restare una sola notte, per poi smontare domani sera. In passato questa postazione mi ha sempre regalato catture durante le ore diurne.

Volevo godermi una pescata senza sforzi, quindi ho portato con me il minimo indispensabile.

Lo scopo è concentrarmi il più possibile sulla pescata, senza rumori e traslochi, necessari il più delle volte. La zona che ho scelto è caratterizzata da uno scalino che parte dalla riva e si ferma dopo circa dieci metri (lancerò sui 10-11 metri almeno due canne), laddove poi lascia spazio ad un campo piatto senza ulteriori variazioni di fondale interessanti (qui collocherò la terza canna, sui 50 metri pasturando col cobra). Il dislivello in termini di metri è assolutamente interessante, infatti si tratta di un salto piuttosto marcato (circa sei metri).

Stringer e sacchetti carichi, collegati all’amo, leggera dippata all’innesco e poi via col floppare un paio di lanci per cominciare. Alle 20:00 ho le tre canne finalmente in pesca e mi godo in solitaria un panino dal lettino. Come sfondo c’è il lago. Per quanto concerne le presentazioni ho scelto un paio di omini di neve sotto gli scalini (20 + 16mm) ed una singola pallina bilanciata da 20mm sulla canna più distante.

Le aromatizzazioni sono già collaudate, e vanno dal pesce (Smoked Salmon Pink Pepper od Overgreen) alla frutta (Red o Yellow Fruit).

Nelle porzioni dove ho lanciato il fondale è limoso perciò, staccare le boilies,  aiuta a preservarne più a lungo l’attrattività. Ho scelto una pasturazione mirata, ovvero concentrata nei pressi dell’innesco, con poche manciate di palline nei paraggi di ciascheduno.

Bip sporadici più una mezza calata sulla canna di destra caratterizzano  serata e notte ma, fino all’alba successiva, di carpe nemmeno l’ombra…  esco dalla tenda intorno alle 6:30 perché sento dei rumori e ci sono dei pescatori con la canna fissa che si divertono con le scardole. Ritorno in tenda e riprendo a dormire.

 

Ancora per poco per fortuna… 7:20, 8.15, 9:05: gli orari in cui le partenze mi hanno interrotto il sonno.

Le canne a partire sono state quelle a ridosso dello scalino principale. Per il momento la canna centrale sparata lontano ancora tace…


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