A propositi di comunicati...

di Roberto Ripamonti pubblicato il 13/05/17

Qualche giorno fa sia Fiops che Fipsas sono state ascoltate dalla IX Commissione agricoltura del Senato per le questioni riguardanti il bracconaggio. La sessione era stata espressamente richiesta dalla Sen. Bertuzzi su pressioni proprie della Fiops poiché la legge approvata pochi mesi fa, pur risultando un importante passo in avanti in questa guerra senza quartiere, non ha dimostrato di avere l’efficacia che si sperava.

Sia Ruscelli che Matteoli hanno potuto esprimere un parere chiaro e quasi completamente coincidente, anche perché le fonti risultano essere le stesse per entrambe le Federazioni.

Era evidente però che Fipsas non gradisse molto l’essere messa quale semplice “primus inter paris” quando invece era abituata ad avere la scena in esclusiva seppur rappresentando una limitata fascia di appassionati.

Personalmente ho sempre ritenuto e scritto che Fipsas dovrebbe essere la casa di tutti e questo significa coinvolgere anche le associazioni private che svolgono un ruolo meritorio ed importante pur senza identificarsi assolutamente nella vera ragione sociale della Federazione Pesca sportiva; l’agonismo.

Ricordiamolo bene tutti affinché sia chiaro che l’agonismo é solo una parte di un macrocosmo assai più vasto, quello dei ricreativi che invece non ha quasi mai trovato un domicilio.

Associazioni come CFI  ad esempio, con oltre 2000 iscritti non hanno mai trovato nella Fipsas  un interlocutore anzi, sono state spesso messe a lato con atteggiamenti, (vedi convegno di Ferrara 2016) francamente inaccettabili e che solo la galanteria di Agostino Zurma ha evitato degenerassero in situazioni imbarazzanti.

La Fiops nasce con un progetto chiaro che non ha minimamente l’obbiettivo di sostituire Fipsas poiché non esiste alcun margine perché Fiops organizzi gare, manifestazioni ovvero il pane quotidiano della federazione Pesca Sportiva. 

Essendo una nascente struttura che fungerà da calamita per il  mondo associativo e dei liberi professionisti (Negozi, aziende e pescatori) ha deciso di iniziare una campagna di tesseramento per trovare forme di auto finanziamento per le spese correnti, oltre al supporto delle 4 aziende promotrici.

Non ci trovo nulla di strano, nulla di invasivo anzi, nel garantire il netto stacco dalle cose FIPSAS; la Fiops ha deciso di non coinvolgere le società federali e pertanto l’iscrizione è solo su base volontaria ed individuale.

Il comunicato, dapprima sussurrato e di cui era uscita notizia circa 3 settimane fa (pensavamo tutti fosse un fake), quindi inviato da agonisti federali proprio alla sede della Fiops e successivamente, pubblicato sui sociale e sul sito Fipsas, rompe gli equilibri e crea una profonda spaccatura nel mondo della pesca.

Il documento dichiara chiaramente la totale avversità della federazione pesca sportiva contro una iniziativa che in pochi mesi ha portato le istanze della pesca, direttamente nelle mani del Governo nella persona del Ministro Orlando, nelle Commissioni del Senato e in decine di parlamentari.

Questo non è successo negli anni precedenti, fatte salvo le iniziative di soggetti che, partendo dal Carp Italy di Gonzaga 2014, si sono mossi per coinvolgere la politica in modo trasversale. 

Ricordo infatti che i convegni (tranne Ferrara 2016) sono stati sempre organizzati da privati con ampio dispendio di energie, tempo libero, per fini puramente di volontariato ed hanno permesso di coinvolgere parlamentari di quasi tutto l'arco oltre ad esponenti di spicco delle Regioni e Provincie. (Da li sono nate le attuali leggi vigenti sebbene alla Fipsas debba essere riconosciuto il modo di farle inserire nei collegati).

In questi convegni la Fipsas, si badi bene, è stata ospite  seppur riconoscendogli il ruolo indiscutibile nel settore.

Nello stesso Carp Italy 2017 in cui NON era prevista la presenza della Fipsas tra i relatori ma, inserita solo all’ultimo momento e solo per forma di cortesia e rispetto, abbiamo ascoltato concetti che erano stati ribaditi da altri relatori nella conferenza dell’anno precedente.

Ci aspettavamo notizie importanti e lo scoprire che era stato proposto un tavolo gestionale e che era stato fatto il nome del Com. Castagnoli come referente, mi ha infatti lasciato perplesso poiché erano esattamente le stesse cose con cui aprivo e chiudevo il convegno dell’anno prima.

Distratti? Forse, certamente non innovativi ed in molti abbiamo scosso la testa.

Fiops si propone di operare in tre campi ben chiari; bracconaggio, licenza di pesca in mare (e non è questa la testata su cui entrare nel merito delle cose dette e scritte) e riscrittura della legge quadro nazionale sulla pesca che risale al 1932.

Non mi pare di leggere di gare, scuole di pesca, formazione guardie volontarie, campionati, atleti e medaglie.

ED allora?

Allora, come ha scritto la Fiops, trovo questa presa di posizione una rovinosa caduta di stile e un evidente atto contro le stesse aziende che sostengono la pesca sportiva nazionale (quindi la Fipsas stessa) da anni.

180 mila tesserati, che scendono escludendo le attività subacquee etc… come ebbi modo di dire in passato subendone le conseguenze dirette e indirette, sono forse l’ 8-10% del settore.

Non mi pare un dato sufficiente a poter parlare a nome di tutti.

Chiaramente mi aspetto fatti da Fiops e nulla le verrà perdonato qualora questi non arrivassero ma, i primi vagiti di questa federazione sono quantomeno quella boccata d'aria che  che rimette in moto tanti meccanismi e coinvolge anche coloro…ad esempio CFI e tante altre, che proprio la Fipsas ha messo a margine.

Il tempo ci dirà cosa e come.






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