Tutorial

Il terminale universale per Alex Dodi

Di Alex Dodi pubblicato il 14/01/14

Prima ancora di arrivare alla montatura che preferisco bisogna considerare con che amo sto pescando visto che da questo parte la decisione per creare un rig idoneo, io suddivido quindi questa rotary in due parti dal momento che mi permetto di considerare due situazioni differenti come una presentazione affondante ed una galleggiante.

Sembrerà banale e semplicistico dire che l’hair rig che preferisco è il più semplice ed utilizzato nel carpfishing dagli albori della sua comparsa, il no Knot o senza nodo per le montature affondanti con un terminale mediamente tra le 30 e le 35 libbre.

Naturalmente la proporzione dell’esca ricopre una parte fondamentale nella costituzione della montatura, più che dei diametri tengo in considerazione se pesco con un innesco doppio o singolo visto che la rotazione che si verifica durante l’espulsione della carpa è molto diversa nei due casi.

L’innesco doppio necessita di un hair rig più abbondante che gli permetta di ruotare lasciando libero di agire l’amo che deve andare roteando a penetrare nel labbro della carpa, tengo in considerazione anche la forma dell’esca visto che non sempre pesco con boiles e quindi inneschi diversi richiedono attenzioni differenti.

L’utilizzo delle tiger nuts che prediligo specie nella caccia agli amur, mi ha convinto che maggiore è la sfericità dell’innesco e migliore è l’azione dell’amo, per questo anche quando uso grosse tiger o inneschi doppi cerco di renderle sferiche tagliando le parti terminali che di solito sono affusolate, in questo modo aumento anche la dispersioni degli aromi delle tiger.

Nell’utilizzo del mais preferisco innescare un paio di chicchi di mais gigante farciti da una leggera spugna galleggiante in modo da renderlo quasi tondo e introduco un piccolo rametto dalla parte opposta allo stop boiles in modo da bloccare l’innesco evitando che risalga dall’hair rig compromettendone la compattezza.

La realizzazione del nodo senza nodo è come dicevo semplicissima e per i pochi che non la conoscono basta fare un piccolo cappio in cui si inserisce la boiles fermandola alla distanza preferita che di solito è 5 millimetri al di sotto della curvatura dell’amo, si infila il dacron nell’occhiello dalla parte dietro la punta si effettuano 5/7 giri verso il basso e 2 per risalire verso la parte anteriore dell’occhiello dove si infila il dacron e si serra con decisione.

Si può rendere questo rig più mobile annodando un pezzo di filo interdentale e con questo costituire l’hair rig per poi proseguire nel confezionamento come visto in precedenza, la giuntura tra i due materiali si può fare con un nodo di sangue e poco importa la sua tenuta quello che comunque assicura il nostro amo è il dacron che costituisce il finale di lenza, l’interdentale conferisce un maggiore mimetismo ma essenzialmente una elevata mobilità dell’hair rig.

La sublimazione dell’hair rig senza nodo è il line aligner che blocca definitivamente la montatura ma non ne modifica sostanzialmente l’azione, si deve introdurre in un pezzo di termorestringente idoneo all’amo un ago per boiles, al suo interno e circa a metà si ritrae la linea della montatura e si scalda con acqua calda, naturalmente sarebbe meglio vedere una sequenza fotografica.

Per l’hair rig che prediligo negli inneschi pop up certamente il D rig con un piccolissimo anellino in acciaio inossidabile, questi ami li costruisco personalmente utilizzando un morsetto con il quale costruisco qualche imitazione di effimera con cui pesco a mosca in Primavera ne esistono comunque numerosi e ben fatti di varie dimensioni in tutti i negozi.

La grande efficacia che riconosco nel D rig è garantita da anni di prove e con tutti gli inneschi ho avuto una resa altissima in modo particolare con quelli galleggianti dove spesso l’amo non opera perfettamente visto che la leggerezza dell’esca minimizza la pressione provocata dall’espulsione della carpa, fase fondamentale dato che da qui dovrebbe iniziare la penetrazione della punta dell’amo.

La boiles galleggiante scorrendo sul monofilo in nylon del D rig una volta arrivata a fine corsa si blocca di colpo e conferisce la penetrazione necessaria alla prima fase si ferrata, il resto viene svolto dal piombo e dalla montatura globale, questa è quindi la mia soluzione alle esche galleggianti, la migliore che conosco….fino alla prossima.


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