50/50 Base MIx-Arma da caccia!

di Stefano Forcolin pubblicato il 22/07/11

Ammazza che carpe!

Ancora troppi carpisti, soprattutto alle prime armi,  vedono nel mix 50/50 una miscela  poco adatta e molto poco efficace nella cattura delle (grosse) carpe, perché nella loro testa vi è ancora  un pensiero un po’ distorto che dipinge tale combinazione come un assemblaggio di  farine troppo semplici e poco costose.

Personalmente mi batterò a lungo per cambiare le credenze di questi angler! Con questo nome semplice ed efficace, svela da subito l’idea di base, che  ha origine dalla sua prima composizione. Un mix di due parti uguali di soia e semolino. Tanto per iniziare a  ricrederci, quanto ad efficacia, questa miscela è stata fin dagli albori la base-mix sulla quale anche un’azienda come Richworth, (per citare la più famosa)  ha basato la maggior parte delle sue ready made più efficaci.

 Viene definito dagli inglesi un carrier mix, ossia un mix di “trasporto”. Una calibrata sinergia tra le un “veicolo” perfetto per portare in acqua i segnali chimici più efficaci, che stimolino i sensi e convincano le carpe a cibarsi delle nostre esche. Le boilie basate su questo mix sono veri e propri tranelli poiché inducono il pesce all’assaggio, convincendolo che ciò che sta per mangiare non è molto diverso dalle “promesse” inviate chimicamente. La realtà nel contenuto è però un’altra...

 

Inganno totale

Ribadiamo così il primo elemento base di tutta la nostra trattazione: il concetto di “esca artificiale.

Le boilie realizzate con il 50/50 imitano perfettamente un alimento che in realtà non contengono.

Proprio in questo tipo di approccio, la parte liquida da addizionare al composto farinaceo, andrà a ricoprire un ruolo insostituibile. Bisognerà avere la piena consapevolezza di come, ma soprattutto di quanto, la carpa recepisce questo tipo di segnali, oltre a detenere l’assoluta padronanza nell’uso dei vari additivi liquidi quali aromi, estratti  liquidi di varia natura , aminoacidi, olii, dolcificanti , oltre ad altri di origine solida, tipo insaporitori, palatant, estratti in polvere, spezie, idrolizzati, aromi in polvere.  

Queste prime basi porteranno subito alla comprensione dell’importanza di quanto possano essere deleteri i messaggi troppo amplificati , nella resa generale di questo tipo di esca.

Igroscopicità e meccanica funzionali

Il secondo concetto guida è riferito ad esca funzionale. La nostra boilie dovrà essere strutturata in maniera tale da portare nel migliore dei modi, i messaggi attrattivi nei paraggi del pesce. Il quadro operativo delle situazioni da tenere presente è molto vasto e per questo è abbastanza laboriosa la suddetta messa a punto.

Quello che è sempre bene tenere a mente , sono le specifiche tecniche  di resistenza meccanica in immersione, riferite ad almeno 12 ore di ammollo, prima di perdere i primari requisiti meccanici che  trasformino  la nostra esca in facile pasto per ospiti non desiderati. Un altro parametro con il quale è opportuno confrontarsi è riferito al controllo del rigonfiamento della stessa, in quanto un possibile e sconsiderato “ingrassamento” potrebbe essere causa inficiante per le corrette caratteristiche meccaniche atte al  buon funzionamento del montaggio. Progettare un siffatto composto, tenendo presente che andrà bollito e innescato su di un hair rig, non è propriamente così semplice , come fare una pastella!

 

Dentro il mix

Un mix 50/50 è un composto formato da un perfetto equilibrio tra farine impermeabili, permeabili, di struttura e di gusto.  Doveroso, da parte mia, nel rispetto di chi legge, ma anche di chi ha lungamente lavorato a questo progetto, sottolineare il fatto che la maggior parte dei prodotti che verranno menzionati da qui in poi, fa parte del catalogo Big Fish e che rappresentano la crema delle selezioni alle quali il gruppo di Preganziol è arrivato dopo anni di ricerche e collaudi.

Per me, parte attiva del progetto, sono motivo di orgoglio e parlarne è un modo semplice per essere coerenti. A questo proposito, devo infinitamente ringraziare l’amico Sergio Tomasella che, oltre all’impareggiabile e puntuale supporto tecnico, è stato capace di motivarmi al punto di farmi riscoprire gioie che si erano perdute nel tempo, oltre a molti criteri meravigliosi di questo incantevole “meandro” del carpfishing… Quanto detto non esclude  la possibilità da parte di chicchessia nel sostituire tutti o parte degli ingredienti , con altri di altre marche, tenendo presente che ogni sostituzione potrebbe essere destabilizzante ai fini del risultato finale.

Consiglio spassionato , quello di provare sempre , testando su piccole dosi di preparato (basta anche solo un uovo). La ricetta di base (il nostro 50/50) è questa:

 

350             grammi             Ultrasemolino

250            grammi             Ultrasoia

200             grammi            TTX (torteaux di mais) o mais precotto

200            grammi            Ultramilk (latte spray)


Semolino: Il glutine!

Il semolino usato in questa ricetta  è del tipo precotto a vapore. E’ importantissimo! In quanto la precottura permette all’amido contenuto nel semolino di gelatinizzare nel breve periodo della cottura della boilie (per una 20 millimetri indicativamente 2 minuti in immersione, ma meglio se 4/5 a vapore). Questo passaggio rende in primis l’amido digeribile per il pesce, ma serve anche (e soprattutto) a regolare l’impermeabilità dell’esca stessa, ossia la proprietà di perfezionare il flusso d’acqua che la boilie dovrà assorbire per un corretto scambio con il liquido circostante, oltre ad ottimizzare la resistenza meccanica dovuta agli effetti dell’immersione.

Questo ingrediente è utile anche dal punto di vista della struttura dell’esca, poiché offre un elevato rapporto tra tenacità ed elasticità, dovuto alla quantità di glutine contenuta al suo interno: conferisce all’impasto viscosità, elasticità e coesione. Il glutine, una proteina complessa, risulta però di difficile digestione da parte della carpa, in quanto gli enzimi del pesce non riescono a demolire la sua complessa struttura.

Quindi, possiamo affermare che un buon semolino per mix dovrà avere un basso tenore di glutine. Un modesto apporto di proteine, oltre alla discreta presenza di minerali e di vitamine, fanno del semolino un ottimo ingrediente per mix da carpfishing. Non vorrei mai, con quanto affermato finora, voler ottenere da parte vostra, una visione estremistica e radicale.

Conoscere che cosa può significare l’uso di una semola diversa, per esempio l’ottima De Cecco (tanto per fare un esempio “da supermarket”) è utile per avvalorare la tesi di cui sopra. Un semolino non precotto ci obbliga ad allungare i tempi di cottura dell’esca, i due minuti canonici non saranno più sufficienti perché avvenga il processo di gelatinizzazione, descritto poc’anzi. Nella realtà dei fatti, questo non sarebbe neppure deleterio per il mix,  ma... a subire una eccessiva snaturalizzazione sarebbe la parte liquida, quella idrosolubile, che si troverebbe costretta a sopportare un’inevitabile “slavatura”.

 

La soia buona  

Il motivo fondamentale per il quale in questo mix, viene inserita la soia, è che ne regola la permeabilità. Ciò è dovuto al fatto che questa farina ha un’elevata capacità di assorbimento dei liquidi. Sono anche importanti le qualità nutritive che apportano al composto finito un certo tenore nutrizionale. Il fattore gusto viene anche incrementato dopo l’inserimento di tale ingrediente . È molto importante che la soia sia di qualità elevata, in quanto “quella buona” deve essere innanzitutto tostata.

Questo processo è un passaggio obbligato per riuscire a contrastare i molteplici e fastidiosissimi fattori antinutrizionali contenuti nella soia allo stato naturale. Con la tostatura otteniamo una farina molto digeribile (meglio se di tipo integrale) molto ricca in fibre , proteine, olio, isoflavoni, lecitina e vitamina E. Diventa fondamentale per il fattore gusto,  che questo farinaceo abbia subito anche il processo di deamarizzazione: solo così il prodotto finito  ha quei classici e gradevoli sentori di nocciola. La comune soia per uso zootecnico, facilmente reperibile in qualsiasi mulino, non è tostata con gli stessi rigidi parametri di una soia di alta qualità, e non è neppure deamarizzata: al posto del  gusto nocciolato, sentiremo il sapore di vegetale crudo, paragonabile a fieno... una bella differenza!

 

Il mais :Torteaux o polentina ?

Duecento grammi di farina di mais (anche questa, per i motivi di cui sopra ,  di tipo precotto) servono a creare la giusta interazione tra soia e semolino in quanto, oltre a essere indubbiamente molto gradita dalle carpe, questa farina ha qualità neutre in fatto di permeabilità e impermeabilità. È inserita fondamentalmente per uno squisito fattore di gusto e nelle sue molteplici varianti ci dà modo di operare direttamente sul carattere del mix.

Questa caratteristica è chiara nella scelta del ttx o torteaux di mais, in forma tostata e privata dell’olio, che ha gusto forte e marcato, tipicamente “biscottato”. Questo prodotto, dalla granulometria non uniforme e grossolana, va micronizzato in separata sede per poter esser aggiunto e miscelato al resto senza problemi. Altra scelta alla pari, ma più “gentile”,  è rappresentata dalla farina di mais precotta, pronta all’uso per la classica “crema di mais”, chiamata anche comunemente “polentina”. Farine di mais non precotte hanno bisogno di tempi di cottura più lunghi come per le semole nominate nelle righe sopra. Attenzione: più fine è la farina, meno tempo occorre per cuocerla!

 

Il latte giusto

L’ultimo ingrediente, certamente non per ordine d’importanza, è un tipo specifico di latte in polvere. Una scelta obbligata per l’importante apporto di nutrienti “nobili”, quali le proteine seriche e  caseine, nonché per questioni di struttura, dal momento che riesce a creare il necessario “reticolo” e le giuste sinergie meccaniche tra le varie componenti, utili poi allo “scambio” della boilie con l’acqua. L’apporto benefico al fattore gusto , il classico “palatant cremoso”, è derivato dal lattosio contenuto nel latte il quale, proprio grazie alle componenti tipicamente gustose del galattosio e del glucosio, dona l’inconfondibile nota e quel tocco in più, che solo un 50/50  “Ultra”  possiede.

Esche rapaci

Il mix appena descritto, realizzato con le farine di cui abbiamo approfondito la conoscenza, ha i seguenti valori nutrizionali:

Proteine            20,5 per cento

Carboidrati            47,5 per cento

Lipidi                        9,1 per cento

Fibre                        9,45 per cento

 

Adesso, c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di sottovalutare un’esca siffatta? Avete notato le caratteristiche? Spesso potrà essere la chiave di volta immediata per un sicuro successo.  Acque povere di nutrimento naturale,  cave dove è assurdo, controproducente, se non inutile, l’uso di miscele più complesse. Un mix “da caccia” perfetto per le pescate veloci, senza pasturazione preventiva, (inutile e sconsigliata) dove diventa invece molto importante la conoscenza del posto.

Se poi riflettiamo sulle  sessioni settimanali,  diventa una buona esca quella che sfrutta il fattore digeribilità. Un’esca “leggera” sotto il profilo nutrizionale è sicuramente adatta alle pasturazioni soft ad ampio respiro, poiché è meno portata a sfamare il pesce. Tutto questo, ovviamente, si può ottenere solo se la parte aromatico-attrattiva è strutturata secondo chiari principi.

Questo è un punto sul quale torneremo nel prossimo viaggio.

Salute a tutti!

 

 






Commenti

Icona utente stefano p il 19/11/11
ciao, grazie stefano per spianare la strada a quelli come me magari, che sono alle prime armi come self made...
Icona utente Paolo il 28/07/11
Questi prodotti precotti dove si possono comprare io nei supermercati non li ho visti mai, che ho giá incontrato é la polenta precotta, ma il semolino no. Dalle buste che si vedono nella foto sono prodotti big fish, ma per chi non puó comprarli o non vuole comprarli se hai come dare un´aiuto ti ringrazio, vivo a 12.000km e importare é un salasso.
Icona utente Andrea il 26/07/11
Da un veterano e stimato carpista come te non ci si poteva aspettare di meglio! Un articolo davvero interessante che fa meglio comprendere cosa si cela realmente dietro ad un mix in apparenza semplice e talvolta snobbato ma caratterizzato da un’indiscussa efficacia ! E bravo Stefano!!

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