Fuori dagli schemi

di Agostino Zurma /CFI pubblicato il 06/12/16

Ho sempre trovato stimolante dare ascolto a quella vocina che invita  allo sperimentare nuove ipotesi, e a rivolgere le proprie ricerche alla soluzione dell’eterna ed interminabile sfida nei confronti della diffidenza e capacità di eludere le nostre insidie da parte del ciprinide.

 

Vincere questa competizione a volte ci si riesce, a volte no, in questo caso i nostri sforzi risultano vani, ma tra un successo ed un fallimento quello che conta è che la creatività e le continue  prove, l’eterno crederci continuino ad essere parte prevalente. 

Di seguito vi sono alcune indicazioni che il sottoscritto ha naturalmente messo in pratica e con le quali ha ottenuto risultanti confortanti. Certamente non vanno bene per tutte le acque, di sicuro non sono infallibili, ma tentarne l’utilizzo e magari modificarne o migliorarne taluni aspetti può essere anche per voi un  breve distacco dagli schemi. 

 

 

Spaghetti e boilies

Quello che segue è un interessante accorgimento da adottare quando si decida  di pescare con una doppia boilie, chiaramente adeguato per ottenere una pasturazione analoga alla presentazione usata. Lo scopo finale sarà quello di abituare le carpe a mangiare la pastura che troveranno nei dintorni e che risulterà identica all’innesco esibito. Dobbiamo utilizzare questo modo di fare per due motivi;  prima di tutto per non insospettirle, stiamo parlando di pesci estremamente diffidenti, e poi per abituarli ad effettuare un’aspirazione più potente in grado di far entrare in modo sufficiente il nostro uncino nella loro bocca. Come fare? 

Semplice, basterà munirci di spaghetti, proprio quelli che adoriamo mangiare con il classico pomodoro o con il gustoso pesto e avvalersi di questa procedura. Spezziamo un piccolo pezzo di spaghetto e utilizziamolo per unire due delle nostre boilies, sarà un lavoretto laborioso ma che alla fine vi appagherà in modo straordinario. Quando la vostra giusta quantità di pastura “mediterranea” sarà pronta lanciatela in acqua con una fionda, il cobra se usato va impiegato con delicatezza, violenti lanci staccherebbero le due boilies vanificando il tutto. Consigliato anche l’uso di sacchetti in PVA o, se lo possedete di un barchino radiocomandato. Eloquente e significativa l’immagine proposta che consente di apprezzare la fondatezza del suggerimento ed il risultato della presentazione.

 

Blow Back Rig Bilanciato

Mi  trovo in corrispondenza di  un fondale molle e non voglio adottare la solita presentazione in pop up ma una nuova elaborazione, a parer mio strategicamente imbattibile. La mia esca dovrà praticamente adagiarsi sopra la melma permettendone una rintracciabilità che si rivelerà estremamente  efficace. Inoltre, indirizzando una attenzione particolare al mio uncino, quest’ultimo sarà obbligatoriamente costretto a presentarsi in posizione 

ottimale per effettuare l’aggancio. Per ultima, devo preoccuparmi di avere le maggiori probabilità che l’amo si conficchi in profondità e nella parte inferiore della bocca della carpa garantendo una tenuta sufficiente ad una possibile forte trazione. A questo punto la scelta di chi scrive si orienta verso un caratteristico innesco che ho denominato Blow Back Rig Bilanciato. Per la sua costruzione non ho fatto altro che apportare un paio di  originali ed efficaci integrazioni ad un terminale di funzionalità collaudata il Blow Back Rig. Questa presentazione, il cui significato “scorre indietro con un soffio” ,rappresenta esattamente il suo funzionamento, che basa la sua  fondamentale azione sullo scorrere che ha l’anellino lungo tutta la lunghezza del gambo dell’amo. Per preparare questo innesco utilizzo ami a gambo medio- lungo procedendo in questo modo. Prima di tutto dobbiamo realizzare un classico Blow Back

Si prepari uno spezzone di dacron annodando due anellini, il primo servirà a collegare successivamente l’esca( è obbligatoria la sua presenza, la classica realizzazione con una semplice asola atta a bloccare poi la boilie con uno stop non va bene) e il secondo, che una volta infilato lungo il gambo dell’amo, assolverà alla funzione dello scorrimento. Successivamente procederò ad effettuare la legatura all’amo usufruendo di un semplice nodo non nodo. Per dare maggiore efficacia alla rotazione dell’amo stesso completo il tutto conferendo l’effetto “line aligner” mediante l’utilizzo di uno spezzone di tubicino termo restringente o del piccolo accessorio, a forma di “vermetto”, ideato per l’ottimale realizzazione di terminali line aligner. 

Nell’ innescare o nel legare la boilie, che dovrà essere assolutamente galleggiante, si dovrà fare molta  attenzione a non far entrare l’anellino nel suo interno in quanto la sua visibilità ci consentirà di poter effettuare l’azione successiva, la vera rivoluzione all’innesco. 

Con molta cura andrò ad applicare sull’anellino una quantità di pasta in tungsteno modellabile(heavy metal), che controbilanciando l’effetto galleggiante dell’esca consenta all’amo di adagiarsi lentamente sul fondo assumendo la posizione evidenziata nell’immagine. Questa operazione potrà richiedere diversi tentativi, pazientate , fondamentale è che alla fine il responso della nostra presentazione sia precisamente quello voluto. Un inganno capace, grazie alle sue doti di bilanciatura estrema, di entrare nella bocca del pesce anche alla benché minima aspirazione e di presentare all'istante  l’amo in posizione ottimale per l’aggancio. 

La pasturazione è consigliabile sia ridotta e si usino sacchetti in PVA per evitare che nel lancio si stravolga la posizione del piombo malleabile. 

 

 

Bigattini sospesi

Risultati inaspettati vi potranno essere garantiti da una inconsueta presentazione, un accostamento tra la galleggiabilità di una boilie pop up e la vivacità dei bigattini. Si tratta di far prendere forma ad  un’esca perfettamente bilanciata  nella quale le larve, fluttuando a pochi cm dal fondo, produrranno un efficace e rapido richiamo. Presentiamo il tutto all’interno di un capiente contenitore solubile riempito di vivaci bigattini e di alcune boilies ridotte in piccoli pezzetti. Per collegare il fiocco di bigattini alla pop up sarà sufficiente sostituire  al consueto stop boilie un anellino di ampie dimensioni al quale andrà legato il mazzetto di larve. Il batuffolo di bigattini lo potrete tranquillamente comporre cucendone un discreto numero mediante l’utilizzo di un piccolo amo già montato e annodando poi il tutto. Il loro  peso adempirà alla funzione di bilanciamento, solitamente affidata alla pasta di tungsteno.






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