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1^ sagra Caccia Grossa!

Di Gianluca Milillo pubblicato il 26/09/11

Questa manifestazione integra gli eventi di Insieme a Pesca, progettati e
realizzati dall'Associazione Caccia Grossa.

Questi eventi hanno la finalità  attraverso la pesca sportiva e l'elemento di solidarietà sociale, di integrare  ogni tipo di portatore di handicap. La volontà di Daniele Di Girolamo e di  tutto lo staff che lo sostiene sta cercando, attraverso queste manifestazioni,
sia di aggregare in un contesto di condivisione normo dotati e diversamente
abili, sia di raccogliere i fondi per acquistare un pulmino, per trasporti
speciali, con cui accompagnare in pesca i ragazzi e le ragazze di Insieme a
Pesca, oltre a poterlo dare in uso gratuitamente a tutte quelle associazioni
che si occupano di disabilità, ogni qualvolta ci sia richiesta o bisogno.

Mi hanno chiesto di dargli una mano: e chiunque abbia un cuore non può
sottrarsi a una richiesta dai fini tanto nobili.
Io parteciperò ai loro lavori e li aiuterò, anche attraverso tutti i più
importanti canali mediatici del mondo della pesca, a far rimbalzare le loro
gesta e la loro fede."

 

Gianluca MIlillo "Il Basco"


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Commenti

Gianluca Milillo il 29/09/11
Per quanto pregnante, profonda e attuale la discussione, credo che esuli dal comunicato "iniziale", cioè quello di supportare attraverso la magia della nostra passione sportiva, l'integrazione, la sussidiarietà e la prossimità con chi, vittima di un invalidante destino, spesso è ai margini di un contesto che valorizza tutto fuorchè l'amore umano.


Francesco Vozza il 28/09/11
Grazie a lei per il tempo dedicato, considerando che avrà ben altro a cui pensare. Mi trovo in perfetta sintonia con le sue parole, anzi apprezzo molto che la sua logica possa essere, nonostante la sua posizione, così vicina al pescatore comune, qualunque sia la tecnica che esercita passionevolmente. Rimane comunque lo sgomento di vedere come realtà locali possano mettere in discussione l'intero sistema, ingiustamente ed ignorantemente, ma purtroppo è ciò che esiste oggi in questo millennio di lamentele; non c'è distinzione tra chi fa qualcosa e chi no, forse troppo scottati o troppo prevenuti fino ad arrivare ad una rassegnazione prematura che le volontà del singolo, unite e convogliate in un'unica direzione, costerebbero meno spreco di fiato e porterebbero sicuramente a vantaggi fruibili da tutti, e non dal singolo. Quindi a ragion di quanto si evince dalle sue parole, rimane il fatto che il pescatore che decide di non essere rappresentato dalla federazione, è "costretto" ad usare mezzi più globali e d'impatto, altrimenti rimarrebbe abbandonato al suo infelice destino piscatorio...assurdo!! Credo che i riferimenti a cui lei fa appello, riguardo le notizie che le giungono all'orecchio, facciano parte della realtà che oggi alcuni pescatori campani, me in primis, si trovano a dover subire perché vittime di un monopolio mafioso, ovviamente locale e non globale. Spero che le sue esternazioni, mirate alla volontà di ripristinare un collegamento interrotto tra le varie sedi e quella centrale (nazionale), siano un giorno ascoltate, perché la nostra voce è stata chiusa in una scatola e seppellita tra i cumuli di spazzatura, da noi tanto presente come non mai.


Roberto Ripamonti il 28/09/11
Caro Francesco, nessun fastidio anzi, una ottima occasione per centrare meglio alcuni concetti. Premesso che Caccia Grossa è una iniziativa che abbiamo pubblicato per rispondere ad una richiesta dell'autore del pezzo, Gianluca Milillo. Collegamenti tra questo e quanto sostengo nei miei editoriali, non ne ravvedo e non era comunque mia intenzione lasciare dubbi in merito. Detto questo; FIPSAS; alcuni episodi a cui ho personalmente assistito e decine di testimonianze che arrivano da alcune parti d'Italia hanno evidenziato che la periferia talvolta è rimasta legata a logiche vecchie e stantie rispetto alla velocità con cui la pesca sportiva è cambiata in termini di tecniche, età media ed interesse verso una disciplina piuttosto che altre. Alla federazione, la gestione di talune acque costa in termini di investimento anche solo assicurativo per cui , da associato, è logico aspettarmi una piena dignità per tutti coloro che hanno una tessera. Questo talvolta non è accaduto anzi; certe realtà ignorano che esiste un popolo (carpisti, belly boat) che chiede solo acque in cui pescare in santa pace e senza assilli. Non sempre questo avviene per cui, laddove le istanze portate dai singoli non trovassero soddisfazione localmente (la cosidetta periferia è vitale per l'intero sistema), è possibile farle arrivare al Centro esattamente come hanno fatto le tante persone che hanno scritto sul Lago Gatti o su Pietrafitta. A questo punto, si mette in moto una verifica che può servire a tutti e non ha fini dittatoriali, di commissariamento o di imposizione; ma serve a suggerire alla periferia più riottosa (o lenta nel decidere che si può cambiare con poco. Basta parlarsi. Questo il senso dei miei interventi che nascono da istanze di tante persone che non hanno trovato alcun eco a livello locale. Circa il collegamento tra Centro e Periferia, da decenni ci si è basati su una forma di delega che in taluni casi ha portato la FIPSAS "PIncopallino" a prendere posizioni molto distanti da quelle decise a Roma. IN questo caso, noto lo scollegamento e chiedo solo che il corretto flusso tra la politica nazionale e quella locale, venga ripristinata poiché, se persistesse lo scollegamento, a rimetterci non sarebbe la sezione "pincopallino" ma tutta la FIPSAS. Grazie per il suo intervento, molto gradito e la invito ad approfondire qualora lo desiderasse! RR


Francesco Vozza il 28/09/11
Non riesco a collegare il filo tra il suo discorso, sig. Ripamonti, e la richiesta d'aiuto per i diversamente abili di Caccia Grossa, ma approfitto per esprimere la mia opinione a riguardo, sempre se mi verrà concesso il diritto. Lei dice che non bisogna collegare il cuore della federazione ai vari vasi sanguigni, perchè spesso, in piena autonomia, quest'ultimi utilizzano l'autorità del nome che rappresentano per esercitare una forma di feudalismo a discapito di una fetta di pescatori....concordo, ma: - Crede sia davvero giusto che avere problemi con la sede FIPSAS di "Pincopallino", non debba essere un problema per chi è il fulcro rappresentativo di tutto il sistema, cioè la sede centrale? - Se io ho un problema con la sede locale, a quale santo dovrei rivolgermi? La federazione non è assolutamente un nemico da sconfiggere, ma credo debba comunque fare il possibile per "meritarsi" la fama che per tutti questi anni ha accompagnato la sua ombra, altrimenti diverrebbe solo uno strumento dittatoriale, dove o ne fai parte o ne sei escluso, anche se non ti senti rappresentato dalla sua "incapacità", sicuramente locale...ma il ricavato dei tesseramenti non è certo solo "locale", lei non crede? So di essere stato fastidioso, ma noto un messaggio tra le sue righe e credo di averlo colto in pieno, per cui spero possa rispondermi ed esaudire le mie richieste. Grazie!!


Marcucci Paolo il 26/09/11
Vai avanti cosí che avrai tutto l´appoggio possibile, tutti i carpisti italiani credono in te e chi no, é solo per interesse proprio. Queste pagine sono pura democrazia e il dissentire puó solo aiutare, quando non diventa anarchia.


Roberto Ripamonti il 26/09/11
Ciao a tutti, io credo che debba esssere fatto un distinguo tra ciò che è la Federazione intesa come organo centrale e tutta la parte perifierica. Per quel che verifico io ogni volta che mi confronto con "Roma" (organo nazionale), trovo intelligenza, disponibilità e voglia di fare. Questo si scontra poi con "alcune" (sottolineo alcune) realtà locali in cui , per storia e tradizione erratamente diventata regola, si usa il piccolo potere per gestire un feudo. In questi casi l'organo centrale può fare poco poché vive sul concetto di delega e su quello di verifica. Per cui, se certe istanze rimangono locali, Roma non può fare molto. Se arrivano invece attraverso i canali corretti e non propagandistici allora i dirigenti si attivano. Gatti e non solo, sono la riprova che dobbiamo cominciare ad aver fiducia in persone come Natucci, il Pres, Matteoli, Gigli, Sarti e tanti altri. Loro non sono un nemico, loro sono la controparte con cui dialogare e se si dialoga corrrettamente, si costruiscono le cose. Una rivista come COL con la sua montagna di amici lettori è un piccolo guardiano che controlla che le promesse ,diventino realtà. Contano i fatti e per ora, ne stiamo facendo! Grazie a tutti e proviamo a crederci!


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