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Rovigo; 110 km di acque in concessione

Di Roberto Ripamonti pubblicato il 24/05/17

Ho chiesto di  pubblicare  la notizia della concessione dei 110 chilometri di acque alla Fipsas senza aggiungere ulteriori commenti poiché, trovandomi all’estero, non avevo alcuna possibilità di capire di cosa si stessa parlando. Oggi, dopo lunghe chiacchierate credo di aver compreso che si tratta di un evento al quale dobbiamo aggrapparci con forza perché rappresenta una sorta di “anno zero”. In questi giorni ho ricevuto molti input spesso assai differenti tra di loro ma, per una volta, ho preferito aspettare. 

110 chilometri di acque sono un esempio che Rovigo offre a tutta la pesca sportiva italiana mettendo a tacere voci e lamenti; questi sono i fatti che servono a riavvicinarci ed a unificare un mondo, scomposto in mille rivoli.

Il bando di assegnazione era chiaro e lasciava poco spazio alle associazioni non in possesso di tutti i requisiti richiesti; senza sconti. Lo stesso bando indicava chiaramente la assoluta proibizione di “sub appaltare” ad altre organizzazioni le acque concesse.

Quindi non possono essere interpretazioni differenti o dietrologie e questo sinceramente mette fine a commenti che si sono letti sul web.

La pesca sportiva guadagna acque e per un attimo, riflettendo e guardando indietro mi è tornato in mente il libretto delle acque in concessione Fipsas di quando ero molto giovane; un volumetto che era già bello sfogliare per sognare luoghi e catture da sogno. Po , il tempo ha snellito questo libretto ed ora, si torna a ragionare su decine di chilometri che saranno esenti da reti, saranno controllate da chi è preposto a questo e dalle nuove guardie che a giorni verranno nominate. Personalmente non posso non compiacermi del lavoro svolto in quella Provincia che indica una strada verso la quale dovrebbero propendere tutte le altre aree geografiche eppure…..

Eppure proprio in queste ore si parla di reti nel Centro Italia e non solo, quasi che dire chiaramente che in determinati bacini, la pesca può solo essere sportiva. Eppure proprio tra i cosiddetti “ricreativi” c’è chi sostenete l’insostenibile motivando con scuse patetiche e sospette. Ma questo è altro discorso che riaffronteremo.

Oggi, lo dico chiaramente, la Fipsas ha dimostrato che i fatti sono quelli che avvicinano gli appassionati ed ora sta proprio ai pescatori aiutare la gestione di queste acque che è onerosa e richiede l’adesione mediante il tesseramento. 

Questo è nell’ordine delle cose per cui, queste iniziative vanno sostenute così come mi piace l’idea che comincino le immissioni di pesce nella speranza che questo sia il primo passo per arrivare ad una pesca sportiva nuovamente appassionate e che coinvolga sempre più appassionati..

Una bella giornata per tutti, tesserati e non perché le cose cominciano a muoversi.


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