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110 km di acque in concessione; i perché.

Di MGSI pubblicato il 26/05/17

110 km: il totale dei km di acque sottratte alla pesca professionale o la distanza che separa ancora i mondi?

Scusateci ma crediamo che se c’è qualcuno che può dire la sua su quanto accaduto a Rovigo sulla concessione di 110 km di acque alla Fipsas, beh quelli siamo noi.

Un diritto guadagnato con il tempo, perché il tempo purtroppo ci ha dato ragione.

Senza scoperchiare tombe, vi ricordiamo che per alcuni eravamo fuffa, per altri talebani ma a conti fatti le scuse non sono mai arrivate ma ci ritroviamo tutti in un mare marrone.

Perché se è pur vero che sbagliare è umano, perseverare è diabolico…e quindi saltiamo gli ultimi 14 anni di storia della pesca e arriviamo ai giorni nostri.

20 maggio 2017

“110 km. tra fiume Po e Canalbianco da gestire nel Veneto” a firma di Fipsas e Presidente Provincia Rovigo.

Tradotto:

1 – 110 km in più alla pesca sportiva;

2 – 110 km in meno alle pesca professionale;

3 – a chi venisse sorpreso pescare di frodo dentro questi 110 km spetta una penale di 20 euro per ogni pesce vivo e 40 per ogni pesce morto trovato sul posto;

4- la possibilità per tutti di partecipare attivamente ad attività, e proporne di nuove per riportare i pescatori sportivi sul fiume;

5 - piani di ripopolamenti;

6 – contenimenti agli alloctoni mirati ove ci siano una logica.

Dove è il problema?

I 27 euro di tessera Federale?

Cioè 27 euro sono l’ago della bilancia tra 110 km in più e 110 km in meno?

Come GSI abbiamo avuti scontri non indifferenti con la Fipsas negli anni scorsi, scontri passati anche da denunce ma con il tempo si è capito da entrambe le parti che era meglio lavorare insieme invece che contro, perché “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata”.

Non abbiamo tutti perso già abbastanza tempo e pesce per stare ancora a difendere il proprio orticello e la propria bandiera?

Se non l’avete notato la nostra di bandiera è anni che non la sventoliamo più da sola.

E’ innegabile che la Fipsas stia virando, e senza essa la legge nazionale sul bracconaggio, l’imminente nascita dell’Osservatorio Nazionale sul Bracconaggio non ci sarebbero.

Questo non è uno spot pro-Fipsas ma sono i fatti, punto.

Ci sono da pagare 27 euro per pescare in acque 
convenzionate Fipsas?

Quindi dove è il problema?

Vogliamo tornare a quando la Provincia di Rovigo voleva 40 euro di tesserino statistico delle catture, che non erano altro che un malloppo di fogli graffettati per il monitoraggio di sto menga?

I servizi si pagano, perché se andate a Bled ne pagate 57 al giorno anche se siete sloveni, perché in Slovenia il “diritto a pescare” te lo conquisti con 3 anni di volontariato, altrimenti paghi come tutti gli altri, e non esistono acque non gestite, perché se le acque le lasci allo Stato ti ritrovi come siamo messi noi adesso: nel degrado più totale.

E non perché, come sostiene ancora quel nostalgico “nazittico”, le acque sono piene di alloctoni, ma proprio perché quei pesci non si è voluto gestirli come una risorsa, e quindi sono arrivati quelli che da quella risorsa ci ha ricavato un proprio business a discapito di tutti i pesci.

Qui non c’è ne da “stare” o “non stare” con chi o contro di chi, qui bisogna solo RINGRAZIARE.

O così o si torna indietro, con pescatori di mestiere che con la scusa dei contenimenti degli alloctoni fanno quello che vogliono sfruttando la difficoltà che si ha nel controllare il territorio, ma con in tasca però 27 euro in più: una pizza + 1 birra media e un dolce o 1 kg e mezzo di boiles.

Come fu detto ad una Conferenza sul bracconaggio: “siamo di fronte a dei cambiamenti, chi l’ha capito bene, chi non l’ha ancora capito non lo capirà mai”.

Vogliamo andare avanti, commettendo anche altri errori ma non gli stessi, o volete ancora perseverare perdendo tempo a sventolare bandiere quando nelle acque c’è rimasto meno della metà del pesce che c’era 5 anni fa?

27 euro e pescate in tutte le acque convenzionate Fipsas di tutta Italia.

Ci sembra un buon affare.

Direttivo 

MGSI


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