Pronto

105 Wild Anglers. Civitanova Marche. Marche

Di Agostino Zurma / CFI pubblicato il 27/08/17

AZ.Pronto Pietro,come stai ? Ti avevo preannunciato che avrei voluto parlare con te di CFI, eccomi pronto.

 PC.Ciao Ago tutto bene,grazie,qui nelle Marche stiamo attraversando un periodo molto particolare per via del recente sisma.......ma si va avanti.

 AZ.Non hai certo bisogno di presentazioni, ma parlaci comunque un poco di te 

 PC.Oramai sono dodici anni che sono orgogliosamente in CFI e tutto ciò per il mio amore sviscerato per il carpfishing. Posso dire di essere un carpista di vecchia generazione che ha vissuto la storia di questa tecnica dalle fasi iniziali alla sua crescita esponenziale. L’evoluzione ha inevitabilmente portato sia fattori positivi che negativi. Credo ancora oggi come dodici anni fa che la nostra associazione sia lo strumento più reale che abbiamo per diffondere la nostra etica,per salvaguardare pesci e ambiente e soprattutto per arginare quei fenomeni legati ad una visione distorta del carpfishing attraverso la formazione delle nuove leve.

 AZ.Il tuo gruppo come si pone nei confronti dell’associazione?

 PC.Devo dire che la maggior parte dei ragazzi che hanno conosciuto con me CFI nel 2004 sono rimasti ancora oggi parte attiva del gruppo e credo che il motivo sia da ricercare nel fatto che nel corso degli anni sono stati raggiunti dei traguardi concreti. Anche il fatto di coinvolgere in prima persona ogni singolo associato ha contribuito a far accrescere questo attaccamento all’associazione, ognuno di loro ha appreso quanto sia difficile confrontarsi con le amministrazione per ottenere quelle tutele che poi andrebbero a salvaguardare il bene dell’intera comunità  e non solo dei carpisti.

 AZ.Ormai da tempo sei la figura di riferimento per la Regione Marche, un responsabile regionale.

Prova a farmi un breve riassunto di questa esperienza.

 PC.Mi sono ritrovato a coprire delle cariche quasi per caso e senza alcuna esperienza,con la sola voglia di non rimanere a guardare e sentenziare,ma fare qualcosa di concreto per la mia passione e di conseguenza tutto ciò che vi ruota attorno. CFI mi ha fornito i mezzi, è stato lo strumento attraverso il quale ho fatto conoscere agli organi amministrativi la nostra realtà fatta di passione,tecnica e una forte matrice ambientalista.

 AZ.Metti brevemente a conoscenza dei progetti che avete avviato e concluso nella tua regione, a difesa delle acque e non solo. 

 PC.All’inizio nelle Marche non era permessa neanche la pesca notturna mentre ora,oltre a poter praticare il carpfishing  con tutte quelle concessioni che la tecnica richiede, sono nate delle realtà associative locali che stanno ottenendo dei risultati ottimi in termini di gestione e salvaguardia del territorio.

L’esempio più lampante è il Lago di Gerosa, dove la sede CFI di Comunanza ha saputo interagire con le amministrazioni locali gettando le basi per una gestione partecipata delle acque in maniera intelligente. Ma il fiore all’occhiello è rappresentata dalla recente introduzione del no kill in tutta la Regione per carpa ed amur che amplifica maggiormrnte il significativo precedente risultato della misura massima a tutela della carpa. 

Il secondo step è stato dare sostegno a chi è designato a far rispettare la norma,quindi abbiamo partecipato ai corsi di formazione per le guardie ittiche volontarie e ottenuto diversi decreti su tutto il territorio.

Ora siamo l’unica regione in Italia a poter applicare la recente legge 154 del 28 luglio 2016 ,che inasprisce le pene (reato passato da amministrativo a penale) per chi uccide o preleva esemplari superiori ai 65 cm che grazie a noi godono di tutela. Serve comunque la collaborazione di tutti i carpisti poichè il controllo del territorio è già difficile per gli organi preposti,figuriamoci per i volontari sottoposti a vincoli e limitazioni nei mezzi e nell’agire. Ma il fiore all’occhiello è aver ottenuto il no kill totale a carpe e amur in tutta Regione.

 AZ.Con te voglio parlare di come ci si dovrebbe approcciare verso le amministrazioni locali per farci ascoltare, prova a dare qualche indicazione-

 PC.Premesso che alla base di tutto c’è la buona volontà che non si dimostra solo dietro una tastiera, secondo me c’è da operare nelle piccole realtà locali coinvolgendo i comuni competenti per territorio,anche attraverso le conoscenze personali. Questo principalmente perchè una realtà come la nostra,che attraverso la pratica di pesca sportiva a basso impatto ambientale mira alla salvaguardia e alla conservazione  dell’ambiente proprio per garantire una continuità futura della categoria stessa......è poco conosciuta o del tutto ignota alle amministrazioni. Queste ultime devono capire che il patrimonio ambientale e ittico è una risorsa e se per noi il danno è principalmente di natura morale per loro è un danno anche economico.

 AZ.Possiamo dire che il lavoro affidato al confronto e alle proposte può aprire  le strade in tutte le amministrazioni? 

 PC.Sicuramente,ma non basta.Ci deve essere una sinergia comune da parte di tutti gli elementi che ruotano attorno al carpfishing,dai singoli praticanti alle aziende che vivono di questa tecnica, dalle aziende di promozione tutistica ai comuni. E tutto ciò attraverso manifestazioni sportive e incontri divulgativi sia nelle sedi periferiche che nelle scuole

 AZ.Prova a sintetizzare del perché nelle regioni del centro Italia CFI fatica a mettere radici solide e allargate ?

 PC.Forse perchè ci sono delle realtà talmente radicate, che lasciano poco spazio ai cambiamenti e sempre meno persone che hanno le palle per mettersi in gioco per cercare di cambiare in meglio le cose. Il problema è che,allo stato evolutivo delle cose,non si può perdere dell’altro tempo.....o si reagisce o si assiste impotenti al disfacimento.Io ho deciso di non stare a guardare.

 

 

AZ.Ogni tanto mi viene voglia di sapere da qualcuno perché decidere di entrare in CFI, dimmi le tue motivazioni?

 

PC.Se dovessi risponderti d’istinto....all’inizio ho scelto di far parte di Carp Fishing Italia semplicemente per il nome: la tecnica che amo e il mio Paese. Poi mi sono accorto di avere per le mani uno strumento potente (.....si perchè se pochi volenterosi,nonostante gli attacchi e i bastoni fra le ruote,sono riusciti comunque a raggiungere traguardi storici...figuriamoci se tutti i carpisti lo avessero capito!!!!) ,l’anello di congiunzione tra pescatori e amministrazioni ossia la possibilità di interagire tra chi fa le norme e chi ne usufruisce. Qualcuno potrebbe pensare che avrei comunque potuto portare avanti le richieste dei carpisti attraverso associazioni più potenti ed è qui che si sbaglia. L’importanza di avere un’associazione piscatoria monotecnica è enorme e i traguardi sono amplificati. Sebbene sia difficile raggiungere una rilevanza numerica come le altre (...quello che mi fa rabbia è che i carpisti sono una rilevanza numerica rispetto le altre tecniche) hai la garanzia di non dover scendere a compromessi con chi rappresenta più settori e tutto ciò che richiedi è solo ed esclusivamente a vantaggio del carpfishing e di riflesso su un bene comune come l’ambiente.

Spero di aver allargato le menti di qualcuno con queste motivazioni.

 AZ.Grazie Pietro per  l’interessante chiacchierata e un grosso augurio alla tua gente ai tuoi territori per le dure prove a cui siete sottoposti.

 

PC.Grazie Ago,un abbraccio e a presto

CFI siamo noi!!!


FacebookTwitterGoogle+Invia per email

Collabora


Ti potrebbero interessare anche:








Inserisci un commento

(La pubblicazione è soggetta ad approvazione da parte della redazione.)